novembre 01, 2006

Stati del mondo: 68. Ghana

67: Germania ↔ 69:Giamaica
a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z

• Confini: a N con il Burkina Faso, a E con il Togo, a W con la Costa d’Avorio.
• Il territorio ha una superficie di 238.533 kmq e una popolazione di 18.912.079 abitanti censiti nel 2000 e di 22.470.000 stimati nel 2008 con una densità di 94 ab./kmq. La capitale Accra conta 2.120.000 abitanti nel 2007. L’agglomerato urbano tocca i 2.903.753 ab. nel 2000.
• Il territorio è in parte desertico al centro (Kyzlylkum) e interessato a E dalle propaggini occidentali del Tian Shan. Nella parte nord-occidentale si trova il Lago d’Aral in fase di avanzato prosciugamento. Il clima è di tipo continentale con inverni freddi ed estati caldi e lunghe.
Links:
- Bank of Ghana; The Repubblic of Ghana; BBB News; ; Exploring Ghana; La depredazione dell’Africa occidentale: un crimine che viene da lontano; Sanità marittima Venezia;

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1. Parametri principali. –Dal 1988 si è avviato il processo di apertura alla democrazia e nel 1992 è entrata in vigore una nuova costituzione multipartica, in base alla quale il Presidente della Repubblica, eletto per 4 anni a suffragio diretto (e rieleggibile una sola volta) è anche capo dell’esecutivo. L’Assemblea nazionale è formata da 230 membri eletti per 4 anni. L’istruzione è ufficialmente obbligatoria fra i 6 e i 16 anni di età. Vi sono due università, tra le migliori dell’Africa ex-britannica, e 6 politecnici. La spesa pubblica per l’istruzione è pari al 5,4% del PIL. Gli analfabeti sono tuttavia al 35% della popolazione nel 2007. Gli utenti internet sono 41,6 ogni 1000 abitanti nel 2008, ma gli abbonati DSL solo lo 0,7 ogni 1000 ab. nel 2008. || Dire Ghana, o anche il nome di un qualsiasi altro stato africano, significa richiamare alla nostra consapevolezza la storia vergognosa del colonialismo europeo. Dico vergognosa sapendo che esistono correnti di pensiero che giudicano positivamente il colonialismo, prendendo ad esempio gli Stati Uniti d’America, che nascono nel mondo delle storia come colonie resisi indipendenti. L’esempio mi convince poco, ma a me interessa qui e ora il diverso destino dell’Africa. Se i singoli paesi europei avessero dovuto essere missionari di civiltà, come penso possa dirsi dell'antico impero romano, mi pare che di civiltà in Africa ne abbiano portata assai poca. Acquistare consapevolezza di ciò, del come e del perché, dei tempi e delle resposnabilità concrete, può essere necessario per una prospettiva come quella evocata dal nome di geopolitica. Le generalizzazioni e le conclusioni possono però trarsi solo al termine di un sufficiente accumulo e analisi di dati grezzi non facilmente disponibili nel grande circuito dell'informazione quotidiana, che vedono alla ribaltà sempre gli stessi personaggi, quasi che soltanto loro esaurissero il concetto di mondo.

2. Note storiche. – «Colonia britannica con il nome di Costa d’Oro, il Ghana ha ottenuto l’indipendenza il 6 marzo 1957 nell’ambito del Commonwealth e il 1° luglio 1960 è stata proclamata la repubblica, guidata dal presidente Kwame Nkrumah fino al 24 febbraio 1966, quando i militari hanno preso il potere. Nel 1979 una rivolta di giovani ufficiali guidati da Jerry Rawlings ha ripristinato la democrazia, ma ben presto (1981) lo stesso Rawlings ha instaurato un regime autoritario. La pena di morte è in vigore. Nel 2003 è stata istituita una Commissione per la rinconciliazione nazionale per far luce sulle centinaia di persone scomparse durante la dittatura di Jerry Rawlings. Il 1° giugno 2007 una donna, Georgina Thedora Wood, è stata nominata capo della corte suprema del paese. Alle elezioni legislative del 7 dicembre 2008 l’NDC ha ottenuto la maggioranza relativa e il suo candidato alle presidenziali, John Atta Mills, ha prevalso al ballottaggio del 28 dicembre 2008». Il virgolettato che precede è ripreso dal Calendario, necessario punto di partenza per le nostre ricerche geopolitiche. Sono però da osservare i limiti concettuali dei redattori del Calendario, i quali sembrano non potersi discostare da un pregiudizio eurocentrico, soprattutto quando parlano di istituzioni e di democrazia o di dittatura senza averne per nulla chiaro il concetto. La forma dello stato borghese di diritto, uscito dalla rivoluzione francese del 1789, è per sua natura una forma “storica”, che esprime le esigenze e gli interessi da cui è sorta. Già Karl Marx ne contestava le pretese universali. Ad un livello geopolitico e planetario è molto più utile la relazione hobbesiana di protezione/obbedienza, costitutiva di più solidi fondamenti di legittimità del potere, le cui forme non possono non risentire delle condizioni generali dello sviluppo e del grado di “civiltà” di un popolo. Nel caso dell’Africa, in particolare, è da osservare che l’impatto coloniale ha distrutto tutto quello che poteva distruggere, lasciando i popoli postcoloniali in una tabula rasa, dove devono venir ricreate gli istituti e le modalità della convivenza pacifica e civile.

3. Economia. – L’agricoltura è incentrata sulla produzione di cacao. Altri importanti prodotti sono l’olio di palma e le arachidi. Le principali colture di sussistenza sono il mais e la manioca. Le foreste offrono essenze pregiate come il mogano, wawa, sapele, Guarea cedrata. Le principali riosrse minerarie sono l’oro e i diamanti. Importanti anche le riserve di manganese, bauxite e petrolio. La produzione di energia elettrica è insufficiente alle necessità del paese. L’industria dipende dall’estero per gli impianti e gran parte delle materie prime. La bilancia commerciale è deficitaria. Il paese importa macchinari, petrolio, prodotti chimici e alimentari. La Bank of Ghana svolge le funzioni di banca centrale. Nel 2006 sono stati firmati importanti accordi con la Cina tra cui un prestito per lo sviluppo delle telecomunicazioni. Il turismo vede in anni recenti un sensibile aumento degli arrivi, in particolare di afroamericani discendenti da schiavi deportati negli USA.

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4. Presenza della Cina in Ghana. – Dall’1 al 6 novembre di questo 2006 si tiene a Pechino un summit di migliaia di africani venuti qui per discutere del futuro del loro continente in relazione con gli interessi della nuova potenza emergente della Cina. Alla penetrazione economica in passato esercitata da francesi e inglesi si presenta ora quella cinese, non più motivata ideologicamente come per il passato ma improntata agli interessi economici di un paese che cresce ad un ritmo impressionante. «Il commercio tra Cina e Africa si è quintuplicato in appena sei anni, passando da poco più di 10 miliardi di dollari nel 2000 agli oltre 50 miliardi stimati per quest’anno». Nel Ghana la Cina sta costruendo una diga con impianto idroelettrico. «La forza della Cina per gli africani sono i beni industriali a prezzi più abbordabili di quelli occidentali, la maggiore adattabilità dei cinesi a condizioni di vita troppo dura per europei e americani, l’incuria per le condizioni politiche del Paese. Dietro la facciata rosea però ci sono molte spine. I cinesi individualmente conservano ancora una profonda avversione-paura per la gente di pelle nera; sono sconcertati se non sconvolti per i loro modi spicci e bruschi, quando a Pechino c’è il culto dell’etichetta».
La scalata della Cina in Africa. In particolare: « Nel novembre 2004 è stato creato il Consiglio commerciale Cina-Africa, promosso da Pechino e dal Programma per lo sviluppo dell'Onu, per aiutare gli investimenti privati cinesi in Camerun, Ghana, Mozambico, Nigeria, Sud Africa e Tanzania».

APPENDICE
Documentazione iconografica

1.
CARTOGRAFIA

1.
FonteContesto: Perry-Castañeda Library Map Collection

2.
FonteContesto

3.
FonteContesto
2.
POPOLAZIONE

1.
FonteContesto


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