febbraio 22, 2010

Stati del mondo: 2. Albania.

1: Afghanistan ↔ 3: Algeria
a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v y z

• Confini: a N con la Serbia e il Montenegro, a NE con la Macedonia e a SE con la Grecia. A W si affaccia con il Mare Adriatico e il Canale d’Otranto.
• Ha una superficie di 28.748 kmq ed una popolazione di 3.069.275 abitanti censiti nel 2001 e di 3.194.972 abitanti stimati nel 2010 con una densità di 111 ab. per kmq. Capitale è Tirana conta 406.000 abitanti nel 2007.
• Il Il territorio è in gran parte montuoso con l’eccezione del litorale che è pianeggiante e a tratti paludoso. I fiumi più importanti sono il Drin, lo Shkumbin, il Semani e la Voiussa; parzialmente albanesi sono i laghi di Scutari, Ocrida e Prespa.
• Membro di: Consiglio d’Europa, EBRD, OCI, ONU, OSCE, WTO. Associato UE ed ora anche NATO.
- Albanian Institute of Statistics.
- Utenti internet: 412 ogni 1000 abitanti, di cui 28,5 DSL nel 209.

Vers. 1.3 - 12.4.11
Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. – 7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – 8. Dizionario di Politica: voce “Albania” (1939). –

1. Parametri principali. – Il dato di più facile comprensione per l’Albania è che fa parte della NATO, ossia il sistema della dominazione americana dell’Europa. Le altre notizie che si leggono nel Calendario sono di routine e non vale la pena di riporartarle qui. È poco più grande di una regione italiana ed ha una popolazione di poco più di tre milioni di abitanti. È membro dell’OCI, l’organizzazione degli stati islamici, che ha fra i suoi fini istitutivi anche il sostegno alla causa palestinese. La storia albanese è caratterizzata nel Novecento da una forte ingerenza dell’Italia fino alla vera e propria annessione formale nel 1939, cessata nel 1944, passando ad un regime comunista che durò fino al 1990. Segue il solito canovaccio istituzionale all’occidentale. I flussi migratori continuano ad essere intensi, in particolare verso l’Italia, la Grecia e la Germania. Minoranze consistenti di albanesi si trovano in Serbia, ora Repubblica del Kossovo, in Macedonia e in Grecia. I musulmani costituiscono l’84 per cento della popolazione complessiva. In base alla nuova costituzione, approvata con referendum, il 22 novembre 1998, il potere legislativo spetta all’Assemblea della Repubblica (140 membri eletti con mandato di 4 anni), che elegge il presidente della repubblica (in carica per 5 anni e rieleggibile una sola volta) e controlla l’operato del governo attraverso l’istituto della fiducia. La pena di morte è stata abolità il 10 dicembre 1999. La crisi economico finanziaria di questi hanno ha colpito anche la fragile struttura del paese. In agricoltura prevalgono i microfondi, in cui si praticano colture di sussistenza.

2. Note storiche. –
3. Economia. –
4. Difesa. –
5. Giustizia. –
6. Popolazione. –

7. – La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – Viene dato voto favorevole alla mozione per trasmettere il rapporto Goldstone al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché sanzionasse Israele. Ecco come un propagandista del governo israeliano commenta e riporta la notizia: « Il gruppo A sono i 114 stati che hanno approvato la mozione, di gran lunga la maggioranza assoluta dell'assemblea, ma anche della popolazione del mondo: tutti i paesi arabi e musulmani, tutti i paesi comunisti e simili, ma anche India e Cina, Brasile e Cile, Messico e Perù, Armenia e Azerbaigian per una volta uniti, qualche paese europeo come la Svizzera, l'Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro. Se questi sono gli schieramenti – e purtroppo lo sono, la mappa strategica che ne esce è terrificante. Di fronte alla voglia di infliggere un'umiliazione a Israele si annullano le distinzioni fra gli stati in lotta fra di loro (per esempio l'India si schiera con Pakistan e Cina, l'Armenia con la Turchia e l'Azerbaigian, Cipro ancora con la Turchia). Se vi immaginate un mappamondo, vedete nell'azzurro degli occidentali il Nord dell'America fino al confine messicano, il continente australiano e qualche macchia in Europa; nel verde degli islamici e amici quasi tutta l'Asia, l'Africa, il Sudamerica con delle macchie anche in Europa; nel bianco degli astenuti buona parte dell'Europa, inclusa la Russia con qualche macchia qua e là». Naturalmente il tono isterico non ci riguarda e ne abbiamo fatto citazione solo per valutare di riflesso l’importanza della notizia e della posizione assunta in un più vasto contesto geopolitico che pone interrogativi sull’evoluzione di un‘organizzazione come l’ONU, nata come creatura delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. ma poi diventata una sorta di tribuna degli stati che negli anni successivi si sono venuti caratterizzati come stati formalmente indipendenti e sovrani. Il Consiglio di Sicurezza tradisce l’atto di nascita di questa organizzazione internazionale che aveva rimpiazzato la ormai screditata Società delle Nazioni, dove gli USA le potenze vincitrici della prima guerra mondiale la facevano da padrone. Sembra che le cose non stiano esattamente allo stesso modo per l’ONU. E non a caso si parla di un suo licenziamento per essere sostituito da una sedicente Lega delle Democrazia, dove chiaramente saranno in rima fila a dare l’esempio gli Usa e Israele.

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8. – Dizionario di politica: voce Albania (1939). – ALBANIA (Shqipria). Sommario: I. Geografia. II. Storia e problemi politici.

ALBANIA
I.
Afghanistan Algeria; Austria;

GEOGRAFIA

Per quanto vicinissima all’Italia, l’Albania è ancora uno dei paesi meno noti d’Europa. In disparte dalle grandi vie di comunicazione, dotata di strade mediocri, munita di coste importuose, dominata per secoli dai Turchi, è tra le nazioni balcaniche quella che ha acquistato più di recente la sua indipendenza e dove ancora non sono del tutto scomparse le tracce del lungo periodo d’abbandono. Entro i limiti attuali si estende su un territorio di 27.538 kmq. (28.747 secondo calcoli più recenti), superficie che è di poco superiore a quella della Sicilia. Essa confina con due soli stati, Iugoslavia a nord e Grecia a sud, e si affaccia lungamente sull’Adriatico e sullo Ionio; non occupa però che una parte di quella regione fisiça che è designata col nome d’Albania e fuori dei confini, specie nelle pianure di Giacovo, Metoia, Cossovo, abitano nuclei notevoli di Albanesi.
Le montagne che l’attraversano, essendo congiunte coi rilievi dinarici ed epiroti, non formano un sistema unitario e vi è un netto contrasto tra la zona bassa e collinosa e le alte catene dell’interno, segregate fino a qualche anno fa dal resto del mondo, spesso formate in modo da comprendere dei cantoni isolati; ciò non toglie però che lo stato albanese abbia una posizione ben individuata, tanto più che per larghi tratti i confini s’appoggiano su alte catene montuose; tale posizione è in rapporto col fatto che la costa occidentale della penisola balcanica in corrispondenza del golfo del Drin muta di direzione e di carattere formando un gomito sporgente che l’avvicina all’Italia. Inoltre le catene montuose che in Dalmazia e nell’Epiro incombono sul mare, si allontanano dalla costa per una sessantina di chilometri e lasciano posto ad un paesaggio di pianure e di colline, che rassomiglia un poco alla Toscana occidentale. L’andamento delle valli è spesso normale a quello della costa, in modo da facilitare gli scambi tra l’Adriatico e l’Egeo. Le catene dell’interno, tra loro parallele, sono talora separate da valli profonde (Drin, Voiussa), mentre a sud l’andamento dell’idrografia è piuttosto da sud-est a nord-ovest. Nell’insieme i caratteri del rilievo sono quelli di un territorio che si è andato assestando in epoca recente; in più luoghi esistono terrazze, che sono gli indizi di un sollevamento, mentre le profonde gole, che spesso suddividono il rilievo in gruppi isolati, sono un indice dell’idrografia giovanile. Nell’interno vi sono pure tracce di forme pianeggianti, residuo di antiche superficie, che si sono formate in periodi di quiete. Le cime più elevate (m. 2000-2600) portano anche tracce dell’azione glaciale. Circa 1/10 del territorio si trova sopra i 1500 metri e circa 1/3 sotto i 300 metri; l’altezza media è stata calcolata in 715 metri. I fiumi, che hanno ancora un regime disordinato, separano spesso delle zone che avrebbero uguali caratteri; inoltre presso il mare, data la notevole quantità di alluvioni che la corrente spinta dal vento di scirocco rimuove ed accumula, vi sono numerose lagune costiere, travagliate dalla malaria. Il regime dei fiumi dipende specialmente dalle precipitazioni e per questo si verificano piene invernali e magre estive, talora prolungate. Data l’esistenza di strati a permeabilità diversa, le sorgenti sono molto numerose. Il clima risulta nel complesso assai variato e su questo influiscono la maggiore o minore distanza dal mare e l’orografia. Lungo la fascia costiera le influenze mediterranee arrecano durante i mesi invernali temperature miti e d’estate lunghi periodi di siccità con temperature elevate; nell’interno il clima è più continentale, con maggiori differenze tra le stagioni estreme; in genere la parte settentrionale è più umida e con inverni più rigidi. Le minori precipitazioni (500 mm.) si verificano nella Muzacchia e nella regione dei laghi interni, le maggiori (2000 mm.) nelle Alpi Albanesi (cioè a nord). Come vegetazione, in vicinanza della costa prevale la macchia, con arbusti sempreverdi molto ravvicinati fra loro; spesso spinosi. Le colline dell’interno sono ricoperte da boschi di querce e più in in alto da boschi di faggi, misti ad abeti. Il limite superiore del bosco varia da 1500 metri presso la costa a 2000 metri nelle catene interne. La zona superiore è riservata al pascolo.
Già Tolomeo ricorda la stirpe degli Αλβανοι, ma solo molto più tardi ricompare il loro nome in qualche opera storica, mentre localmente vengono detti Shqipetari. Stanziati nella penisola già in epoca molto remota, la zona da essi abitata è andata soggetta nel passato a variazioni notevoli, dato che sono traboccati verso le conche di Macedonia e si sono spinti fin nelle montagne più meridionali del Peloponneso, ma nel complesso il loro ,
habitat è andato restringendosi. Il tipo originario, senza
subire le influenze latine, slave o greche, s'è conservato
in qualche cantone isolato, specie tra i Malissot'Ì della
parte nord-orientale del paese. Secondo l'opinione pre,


' valente la lingua albanese, che appartiene alla fanuglia

' indo--europea, sarebbe la continuazione dell'idioma parlato
dagli Illiri; il latino ha fornito 'molti termini sociali e politici
e latino dal 1878 è l'alfabeto. Gli Albanesi si distinguono
a seconda del dialetto in Toschi e in Gheghi, i prirDi 'il
sud e i secondi a nord dello Scumbi. Come razza appartengono
al gruppo dinarico. Nei centri isolati e specialniente
a nord, le famiglie si raccolgono in tribù, che erano
guidate dai capi più influenti. Vintroduzione del nuovo
codice penale (gennaio 1928),.non molto diverso dal codic~
italiano, ha proibito la vendetta ' di sangue, che spingeva
i parenti dell'ucciso a farsi giustizia da sé e non solo
sulle persone, ma anche sui beni; piuttosto che çome martifestazione
di delinquenza la vendet~ si deve spiegare
con l'isolamento e quindi con la mancanza di unagiu,stizia
di stato,in modocheincompeva ai privati l'obbligp ,
di vendicare da sé i propri morti; instaurato un regolare '
sistema giudiziario essa va ormai scomparendo. . . ,

Quanto' a minoranze l'Albania si può considerare uno
stato nazionale, dato che gli . allogeni sono meno del
IO % del totale della popolazione. Scomparsi ormai del
tutto i Turchi, che risiedevano di prefer.enza nei centri
urbani, ì1 numero maggiore di alloglotti è rappresentato
dai Greci, dato che si calcola che 35.000 abitino
attorno Argirocastro, 4000 nella Chimara e 1500 in un
villaggio a nord di Valona. Incos~ante diminuzione risultano
ormai gli Aromuni, il cui numero si può valutare
intorno a 10.000. Meno numerosi sono gli Slavi, tra i ,
quali prevalgono i Bosniaci e i Bulgari. Vi sono poi ,numerosi
Zingari. (8000), specie nelle maggiori città. ' La

. popolazione italiana in Albania ammontava prima delt'unione
a un migliaio circa di persone, in ma~


. gioranza professionisti, sacerdoti (del Seminario pontifiCIO
di Scutari e del Collegio Fra,ncesco Saverio, fond~to
l'uno nel 1859 e l'altro ,nel 1878), commercianti, pescatori
pugliesi, operai specializzati. Assai più numerosi degli
allogeni sono gli .Albanesi che vivono fuori dei confini;
si calcola che 500.000 si trovino in Iugoslavia, 90.000 in
Grecia, 80.000 in Italia (immigrati al tempo de1l'ocçupàiìone
'turca e venuti a stabilirsi nei territori del Regno
di Napoli), 8000 negli Stati Uniti e alcuni nuclei anche "
in Turchia. Se si aggiunge il milione di Albanesi che
vivono in Albania si ha un totale di 1.700.000 Albanesi.

Assai meno compatta si presenta l'Albania nei riguardi
delle confessioni . religiose. Essa era diventata cristiana
già in epoca molto antica, ma poi l'invasione turca fe~
convertire la maggioranza della popolazione (64 %) alI
fede musulmaria. I cattolici sopo ora poco più d'un' d
cimo, nella parte settentrionale del paese (64 % nella
prefettura di Scutari); gli ortodossi, alquanto più nume-.
rosi (24 %), prevalgono nella prefettura di Argirocastro
e sono fortemente misti ai musulmani nella regione di
Ochrida e nel retroterra di Valona.


La popolazione si distribuisce in modo abbastanza
~nif~rme e la densità di 36 abit~nti per kmq. (un {lòc~
mfenore a quella della-Sal'degna)-e comUne a v.aste regiom;
le zon.e meglio coltivate dell'interno hanno valori alquanto
più alti, mentre i tratti costieri dove tuttora imperversa
la malaria, le·più aspre zone montuose e le valli trasversali
vengono piuttosto sfuggite; le più alte densità si notano
nelle prefetture di Tirana (67 abitanti) e di Durazzo (48
abitanti). Le tre principali città .dell'Albania sono Scutari
(29.00°. a~it~nti),. Tiran:a


(3I.OOO), Corazza (23.000).
Tirana, prescelta capitale per
la sua po~i;zione al · centro
dello stato, si è trasformata
rapidamente in questi ultimi
anni, ma era già prima un
centro agricolo e manifatturiero
di una certa importanza.
Nell' insediamentò si notano
numerose tracce delle passate
vicende. Cosi un tipo ereditato
dai Turchi è il ciflik, che
è un casale posto accanto alla
dimora del latifondista, .formato
da una serie di povere
case, costruite secondo, uno
schèma uniforme; abitate dalle
famiglie che coltivano a
colonìa parziaria o a piccolo
fitto in natura. Specialmente
nelle zone dove era in uso la
vendetta di sangue si' trova
ancora di frequente la kula,
che è.un'abitazionefortificata,
ab\:'.istatiZa comoda, con feritoie
e mura massicde èd
altre ' caratteristiche simili ai
castdli medievali.

-Alla fine della guerra mOndiale
si era pensato' di formare
dell'Albania un territorio
a mandato, ma essa venne
invec'e mantenuta indipendente.
Allo scopo di definire
i confini albanesi, la Conferenza
degli ambasciatori di
Parigi aveva nominato .. una
commissione internazionale, '
il presidente della quale (generale
Tallini) veniva atrocemente
assassinato in territorio
greco nell'agosto 1923; dopo
lunghe discussioni per il tracciato
(specie attorno al lago
d'Ochrida) il · protocollo di
delimitazione con la Grecia~

ve~vain~ne firmato'a Firenze


nel gennaio 1925 e quello con la Iugoslavia pure a Firenze
nel luglio 1926. Dopo un periodo piuttosto turbolento, che
costrinse l'It;llia nel 19'20 ad abbandonare il paese conservando
soltanto l'isolotto di Saseno, il 27 gennaio 1925
venne 'proclamata la repubblica, alla cui presidenza fu eletto
Ahmed Zogu, che tre anni e mezzo più tardi assunse il
titolo di re degli Albanesi. Un patto d'amicizia con l'Italia
venne stretto il 27 novembre 1926, ribadito con il' trattato
d'alleanza concluso l'anno dopo (novembre 1927) e riconfer~
m;lto con gli accordi del maggio 1936. Qualche moto insurrezionale,
scoppiato presso la frontiera greca (Argirocastro),
a Fieri ed a Telepeni venne facilmente represso ed il
paese è andato sempre più assumendo un aspetto europeo,
grazie ai lavori compiuti per la bonifica idraulica e sanitaria,
la regolarizzazione dei corsi d'acqua, la costruzione della
r~te stradale e di numerosi edifici pull,blici, le nuove sistemaZioni
portuali, il riordinamento dell'esercito, lo sfruttamento
delle ricchezze naturali, l'applicazione della riforma agraria.
Secondo la costituzione approvata il l° dicembre 1928,


l'Albania era un regno "con a capo un · sovrano dotato
di larghi poteri. Essa ' era poi ripartita in . IO' Rrefetture, di
cui quelle di Dibra e di Cossovo mantenevan6il nome del
capoluogo anche se questo è passato alla Iugoslavia; suddivisioni
minori erano i comuni, che si raggruppavano in
39 circondari, i qualineU'Albania settentrionale coincidono
spesso col territorio d'una tribù o di ).1h gruppo di tribù.

Come economia l'Albania presenta nelle pianure alluvionali,
nelle-zone collinose, negli altipiani poco ' elevati

• t ~ ":. • •

e nei bacin1 mterni., cond1'
zioni favorevoli per l'agricoltura,
inà la fertilità del suolo
non è' ancora adegu~tamente
sfruttata, dato :che solo poco
più d'un decimo · della superficie
totale viene annualmente'
seminata 'e coltivata:
la malaria infierUrce tuttora
nella parte più bassa e perdurano
in P1Ù luoghi le conseguenz;
edel . lungo abbandpno.
Tra' le colture la più
diffusa è quella del mais (produzione
1.200.000 quintali),
. col quale si fa una specie di
pane, che viene cucinato da
ogni famiglia e che assieme
al . formaggio pecorino fresco,
. a qualche legume ed al
latte fermentato, forma il
principale alimento . del cori


. tadino. Anche le altre colture
cerealicole e foraggere sono
in aumento, specie il grano,
che nel triennio 1934--36 ha
dato una pròduzione media
di 400.000 quintali. Nelle
depressioni costantemente' irrigate
si semina un po' di
riso e di cotone. Il tabacco,
di buona qualità, ~ coltivato
attorno ad ogni casa e· dà
luogo ad una piccola esportazione.
Nume~osi anche gli
alberi da frt1tto~ Nelle regioni
collinose è assai diffuso l'olivo
(un milione di alberi), al
quale i Veneziani avevanp de·
dicate m04e cure; l'olio che
produce è tuttavia di qualità
scadente e deve venire raffinato
in Italia. L'agricoltura,
esercitata in forma estensiva,
per lo più si accoppia con "la
pastorizia ' brada e trarisumante;
I corttadilli' vivevano
in condizioni p~uttosto dure,


male alloggiati, abbandonati ' a loro . stessi, gravati di
obblighi di vano genere, simili alle: angherie feudali;
indebitati chi ' più chi meno; frequente era anche il caso
che la terra spettasse all'intera famiglia indivisa. Una
legge votata al Parlamento il I3 aprile I930 ha cercato
di-porre rimedio a questi inconvenienti ed ha espropriato
I/3 delle proprietà superiori a 40 ettari. È stata poi creata
una Banca agricola nazionale, destinata a fornire mutui
a condi~ioni di favore. Gli Italiani, che già nel periodo
d'occup~ione della parte meridionale avevano cercato
di portare il loro contribùto alla valol'i.z;zazione del suolo
albanese, avevano ottenuto concessioni per lunghi periodi;
essendo stato poi vietato l'accesso in Albania. ai contadini
italiaru fu necessario impiegare la mano d'opera .1ocale~
La concessione più importànte è l'Ente industrie agrari{
Albania (ha. 3ÒOO nel comune di Sciac). L'allevamento è
praticato ancora in forma arretrata da pastori seminomadi
che si spostano dai: pascoli estivi di montagna ai pascoli
invernali della pianura costiera. I bovini, di statura piccola
e di scarso rendii:ne~to, sono circa 400:000; .di 'migliore
qualità sorio gli ovini' (circa 2-niilionie mezzo), rivestiti di
, buona lana e utilizzati. ~nche per la' C3:rn~ e per il latte; le
, caprw.0~o ol~e un~l~ne. ~ec~ndana lmp<;>rtanza. ha~~
gh equffil e ran, specle nel terntorl musulmam, sono l SUffil.
Le foreste coprono circa ' 1/3 del territorio albanese e
costituiscono una risorsa' non indifferènte, ma dato:lo sfruttamento
eccessivo operato nelle zone di facile accesso, in più
luoghi il bosco è stato sostituito con cespugli, che possono ,
venire utilizzati solo pe( fare carbone. Ancora scarso è l'impie~
o di teleferiche e di segherie, limitate a qualche impresa
itahana, come quella di Lagora nella prefettura di Valona."
Nel campo minerario le prospettive appaiono abbastanza
promettenti specie per gli ' idrocarburi liquidi
(petrolio), e solidi (asfalto e bitume). La formazione
petrolifera è diffusa specialmente nell'Albania siid-occidentale,
nei bacini dei fiumi Voiussa, Semeni (col suo
afflueilte Devoli) ~ Scumbi. Il giacimento bituminifero
, di Selenizza, già conosciuto dai Romani e dai Veneziani,
è 'ora in possesso della Società italiana per le miniere di
Selenizza. I primi indizi petroliferi nella valle del Devoli
erano stati segnalati già nel. 1913 e alcUne ricerche erano
state fa~te al tempo dell'occupazione italiana presso Drasciovizza.
Poi vennero accordate varie concessioni e buoni
risultati hanno avu'to ' specialmente le ricerche della
Azienda italianapetioli Albania, che ha trovato un orizzonte
petrolifero tra 260 e 500 metri; l'esportazione si è
iniziata nel dicembre 1935 e a partire dai ' primi mesi del,
1936 la produzione si è aggirata 'sulle 6000 tonnellate
,mensili, inseguito ancora aumentate; nel 1938 la produzione
ha raggiunto le 125 mila tonno Presso i pozzi, che sono
in tutto 360, sorio stati creati dei grandi depositi ed un
oleodotto ' collega la zona di Devolì con Valona, da dove il
,petrolio viene trasportato con navi-cisterne a Bari; ivi è .
, ,sorto di recente un grande stabilimento, che con un processo
moderno dcava tutta la gOlmma dei prodotti petroliferi.
, L'industria era nel passato limitata al lavoro domestICO
ed oltre alle ar.mi, l'oreficeria, i cuoiami, riguardava
quasi esc1usivam_ente la trasformazione dei prodotti agricoli.
Da poco tempo sono sorti dei nuovi edifici indu- '
striali moderni (mulini, ' raffinerie' di olio, concerie). Il
caseificio conserva "invece i caratteri di piccola industria
familiare. Le prospettive future sono abbastanza favorevoli.:
per l'industria, data la possibilità di far uso della
energia elettrica, fornita dai numerosi corsi d'acqua.' ,
Il traffico interno, che la natura montuosa del territorio
e la complicata rete fluviale rendono alquanto 4iffi- '
coltoso, è stato inolto facilitato dalla costruzione di numerose
strade. Alcune risalgono agli anni di guerra,quando
la, parte meridionale era occupata dagli Italiani e quella
settentrionale d.agli Austriaci, ma poi un nuovo impulso
al miglioramento della rete si è avuto. a -partire dal 1925
con la costituzione della Società per lo sviluppo economicodell'Albania
(S. V. E. A.), che nel decen~o successivo
'ha costruito 275 chilometri di nuove strade, e
moltissimi ponti. A differenza delle antiche strade (simili,
aitratturi !.lelle zone piane e alle mulattiere nei tratti
montuosi, prive, di massicciata, con pendenze poco uniformi
e percorribili solo in qualche stagione) le nuove
vie sono del tutto simili a quelle dei nostri paesi e vali':
cano i , corsi d'acqua con grandiosi ponti moderni in
cemento. A cura della S. V. E. A. è' stato modernamente
attrezzato anche il : porto di Durazzo, che consente ora
sbarchi sicuri con qualunque stato del mare ed è destinato'
ad essere uri elemento di progresso della vita albanese,
data la sua posizione centrale in un punto prossimo
a Tirana, da dove s'irradia un'importante rete di strade.
Anchelgli .altri porti sono stati migliorati, in modo che
andrà certo scomparendo , quell'inconveniente che nel
passato, data la mancanza di rapporti tra porto e porto
e la deficienza di comunicazioni trasversali, costringeva
l'Albania del nord a smerciare in Italia quei prodotti
che l'Albania del sud doveva invece acquistare nel nostro
paese. Anche Corizza, che prima gravitava piuttosto verso
regioni poste al di là del confine, tende a stringere sempre
più ' i rapporti con i porti adriatici ed è prevedibile che
nel futuro, ' specialmente' se potrà essere effettuato un
collegamento ferroviario con la linea' Morava-Vardar,
l'Albania potrà avere grande, importanza per il transito.
Data la necessità di ,procurarsi all'estero tutto quanto
occorreva alla ricostruzione economica del Paese; 'la
bilancia commerciale albanese ha segnato negli ultimi
anni un notevole squilibrio tra importazioni , ed, espor-
. t~oni, fino a raggiungere nel .1929 un disavanzo di 24
milioni di franchi oro. A saldatlo hanno provveduto in
piccola parte le rimesse degli emigranti albanesi ed in
più larga misura l'rfHusso di capitali stranieri, specialmentè
itàliani. Tra le esportazioni i valori principali sono rappresentati
dal bestiame, dalle pelli, dal formaggio, dalle uova, "
dal pesce, dal petrolio, 'dalla lana, mentre le importazioni ,:
riguardano un numero assai più grande e vario di prodotti, '
che va dai tessuti e filati di cotone, allo zucchero e caffè, d,al
ce~ento ai combustibili. L'Italia è di gran lunga il prtn- ,
cipale acquirente , come pure il principale fornitore,in
,rapporto,anche ~ol fatto che l'~lbania è. colle~a.ta re~ol.ar~ ,
mente con l'Italla per mezzo di comodi servIZl manttmil
(linea bisettimanale Bari-Durazzo), come pure con linee
aeree. Tutta la vita economica del paese si è molto gio,:
, vata per la creazione d'un istituto, bancario efficiente
(Banca ilazionaled'Albrnia).
L'unione dell'Albania cOn l'Italia avrà 'senza dubbio r
I?iglior~ effetti per ~l ~aèst:; liberatasi dal. giogo della polic
tlca feudale e terronstlca di Zogu, l'Alba,ma potrà attendere
con maggior respiro e senza esose vessazioni al suo progresso
economico e sociale, rinnovata dall'apporto vivifiL
catore del Fascismo che darà dignità di nazione all'eroico
paese. '
BIBL.: A. Baldacci, L'Albania (CoUçZione Istituto per l'Europa orientale),
Roma 1929; S. Giuliani, Assestamento • rilUlScita del!' Albania, Milano 1929;
F . Ta;ani, L'avvenir. , dell'Albania, Milano 193'1; A. Giannini, La costituzione
del!' Albania, in L'Europa orientaI., X (1930), pp. 297-321; G. Lorel12:oni" Lfl
queitione agraria albanese: ' Studi, inchieste e proposte per una riforma agraria in
Albania, Bari 1930; A. Moschetti, Giacimenti di idrocarburi in Albania, in
Bollettino ,Soc. Geologica, 1937, pp. 67-76; Un ' deceMio di ' vita d.lla Svea',
,Roma 1936. E. Miglior/ni
2. STORIA E ' PROBLEMI, POLITICI. - 'La formaz'ionedello
stato albanese è preceduta ,da avvenimenti , che ,
smentiscono le asserzioni di alcuni diplomatici (Sazonov),
che l'Albania fosse una pura espressione geografica.. Il
popolo' albanese si trovava in una situazione sfavorevole
perché diviso ''in tre religioni, e perché i Greci, Serbi e
Montenegrini ',avevano ,delle mire sul suo territorio:
Nel 1876 gli Albanesi, ,sempre fra di loro divisi anche da
lotte di parte e feudali, si unirono nel. comune intento
d'impedire la mutilazione del territorio da loro abitato ,
a vantaggio dei Montenegrini e dei Greci. ' ...,
, Col trattato' diSantoStefàno (1878) si iniziava il processo, '
dismembramento dei , territori abitati dalle stirpi albanesi"
che provocava la costitw:ione' del cc Comitato , ce~trale
per la 'difesa dei diritti della nazione albanese»~
Questo comitato, 'organo comune di tutti gli Albanesi,
sorgeva, a differenza dell'antica Lega albanese, favorito "
dal governo turco, per difendere l'Albania' dalla rapac~à
delle confinanti nazioni cristiane. Il trattato di Berlino
non si preoccupava del , nascente nazionalismo alba-
' nese e decideva l'unione alla Serbia dei territori albanesi
di Kusum1;e e Vran;a; al Montenegro, di Antivui,
Gusin;e, Plava e Triepsi; alla Grecia, di una parte dello
Epiro. Reazione e protesta contro codesto smembramen~o
fu- la, creazione della cc Lega albanese di Prizren per;)a
difesa del territorio albanese », la quale Lega decideva
di difendere con le armi i suddetti territori., Infatti forze
volontarie della Lega sostituirono immediatamente I le
truppe turche che vennero ritirate dal governo di Costan-'
tinopoli. Il sospetto che la Turchia ' non fosse estranea
all'azione della Lega determinava l'Inghilterra, d'accqrdo
con le potenze firmatarie del trattato di Berlino, a presentare
un' intimazione al governo turco, mentre le flotte
riunite facevano una dimostrazione navale davanti a Dulci~
no. La Turchia si vedeva costretta a mandare contro gli ' .
ffisorti nell'Albania settentrionale Dervishpascià, ' con .
30.000 uomini. Le forze militari della Lega venivano •
vinte; uccisi e in parte esiliati i capi della Lega; fra gli.
ostaggi presi era anche il gioTane principe dei Mirditi,

Prenk Bib Doda. Una nuova .iega fra le tribù dei Kastrati,
Hoti, Gruda e Skreli contro l'occupazione' montenegrina
di-terr-itorio albanese, -cui -era .:stata aggiunta Podgoriza, " si costituiva nel 1883, Durante la guerra greco-turca del
18g7 l'Albania dava manifesti segni di vitalità nazionale;
la. Lega di Prizren, fatta rivivere dai Turchi, organizzava
il convegno. dei capi albanesi di ' Ipek nel 18g9, e prendeva
energiche misure per difendere il territorio del sultano
da qualsiasi usurpazione. Nel Ig03 conformemente
ai deliberati di Ipek veniva innalzata protesta contro i
pro~etti austro-russi di riforme in Macedonia. In questo
penodo si crea lentamente la cosCienza nazionale albanese;
sorge una letteratura, una poesia epica che esalta
le vittorie albanesi sui Montenegrini presso Plava; che
~aledice al c:on~resso di Berlino e alle ,potenze ~uropee
che avevano InVIato le loro flotte a Dulclgno per Imporre
la cessione di territori albanesi al Montenegro. Comitati
nazionali nel nord e nel sud del paese, ai quali partecipano
cristiani e maomettani, proclamano la tolleranza
delle confessioni e la libertà di culto. I capi della « Le~a
di Prizren »j che diressero il movimento per l'autonomIa
del paese, certamente non intendevano rinunciare alla
posizione di privilegio , della loro fede islamica. La loro
lotta 'era diretta contro i tentativi turchi di introdurre,
a~che in Albania, le imposte, il servizio militare obbligatorio
e il divieto d'uso d'armi alla ,Popolazione civile. Ma .
questa lotta contro CostantinopolI creava negli Albanesi
la coscienza che fra di essi e i Turchi c'era una netta differenza:
che cioè essi non erano soltanto maomettani,
ma anche Albanesi, con una propria storia; Affiorava
quindi . il ricordo della :gloriosa epopea della guerra di
Scanderbeg contro i Turchi, nella quale essi Mbanesi,
cristiani e maomettani, combatterono assieme · ai Veneti
con l'Occidente~ contro l'Oriente. Si rivolse l'attenzione
alla lingua di cui furono esaminate le regole grammaticali;
furono curati i dialetti di cui tre assursero all'onore di
lingua letteraria. Il dialetto medio, che si parla ad Elbasan,
per il fatto che può essere facilmente compreso tanto
al nord quando al sud, assunse le funzioni di lingua
comune. Furorio introdotti i caratteri latini. ' Si creò una
élite di uomini: taluni di questi avevano studiato presso
le università , europee, altri erano da tempo emigrati
nella {'enisolabalcaniCa, in Oriente e in America; questa,
élite SI interesso vivamente al lento ma intenso lavorio
per la realizzazione dell'unità .nazionale che avrebbe
condotto poi all'unità statale. .
La rivolta dei Giovani Turchi (lg08) attira l'attenzione
degli Albanesi, i quali credono di vedere nel nuovo regime
, ottomano le premesse per la loro' autonomia. Ma la
politica di violenta turchizz~ione dei Giovani Turchi
determina una viva delusione. . .
. Dal maggio Ig0g allo scoppi<;l della prima guerra balcanica del Ig12 la storia del popolo albanese è un continuo succedersi di rivolte. Contro la politica dei Giovani Turchi s'coppiava una rivolta ch.e veniv~ domata da .Shefket Tor-':' gud pascià; nel Ig12 una nuova insurrezione, i~ seguito alla quale, dopo roccUpazione di Skoplje, il soverno di CostantinopolI concedeva agli Albanesi alcuru privilegi. Ma la ~uerra balcanica ne impediva l'esecuzione. Gli AlbaneSI erano discordi cir,ca il loro attèggiamento verso· la Turchia. I Malissori e i Mirditi, che durante la battaglia di Kumanovo passarono ai Montenegrini, si schie' !a~ono contro di essi guando ' le truppe' montenegrin'e- . 1OIZiarono l'assedio di Scutari. La-guerra invase il territorio albanese: nove decimi di esso furono occupati dagli al,leati balcanici. ' Infatti, i Serb~ occuparono le provincie di Skoplje e Monastir, donde raggiunsero i 'porti di S. Giova, nni di Medua e Durazzo; i Montenegrmi nell'ottobre del 1912, conquistarono Biepolje, Berana, Ptevl;e, Plava, ~usinjee Ipek, e il 2 aprile del 1913 entrarono a Scutari; 1 Greci puntarono sull'Albania meridionale e occuparono Pre-yesa (novembre Ig12) e 'Janina (marzo 1913), mentre ' navI greche bombardavano, Valona. · Il 28 novembre del IgI2~s,~ail Bey rittniva a Valona un congresso di ottantatré notab~1 ~l quale proclamava l'indipendenza dell'Albania e costituiva un governo provvisorio. Il momento era difficilissimo; Italia e Austria-Ungheria seguivano con grande interesse gli avvenimenti. Tanto l'una che raltra avevano importanti interessi in Albania; gli interessi italiani, interessi commerciali, scuole, ospedali, linee di navigazione, superavano di gran lunga quelli dell'Austria-Ungheria. Tutte e due queste grandi potenze sostenevano l'autonomia e l'indipendenza albanese: l'Italia in particolare, dove esisteva una tradizione garibaJ,dina In favore dell'indipendenza albanese, sulla quale si basava la vasta azione svolta da Albanesi, cittadini italiani, che nel Ig03 avevano ' . costituito il comitato albanese presieduto da Ricciotti Garibaldi col programma: l'Albania agli Albanesi. La situazione diventava sempre più pericolosa perché l'Austria-Ungheria cominciava ad ammassare truppe lungo le frontiere serba e montenegrina, Finalmente . il 28 marzo 1913, le grandi potenze, con una nota collettiva, ordinavano la 'fine delle ostilità, imponevano ai Montenegrini di togliere, l'assedio a Scutari, . ai Serbi di evacuare le regioni occupate. Pochi ~iorni dopo nelle acque di Antivari companva una flotta Internazionale per imporre la volontà delle grandi potenze: , Finite le guerre balcaniche, con il trattato di pace del 30 maggio Ig13, la Turchia affidava alle grandi 'potenze (Germania, Austria-Ungheria, Francia, Inghilterra, Italia e Russia) la cura di regolare la delimitazione delle frontiere dell' Albania. Con ciò si riconosceva l'Albania come uno stato a sé, di cui era necessario soltanto delimitare i confini. Durante la conferenza degli ambasciatori a Londra (17 dicembre 1912-15 ' luglio 1914), veniva deciso che l'Albania fosse costituita in principato sovrano, autonomo e ereditario in ordine di primogenitura, neutralizzato sotto la garanzia delle grandi potenze. Col protocollo di Firenze (17- dicembre 1913) venivano definite le frontiere dell'Albania. La Serbia non otteneva l'accesso al mare, ma avev~ la pianura di, Cossovo, Prizren, la riva destra del Drin nero e Dibra. · La Grecia non otteneva tutta l'Albania meridionale, ma si vedeva riconosciuto il possesso di tutto l'Epiro e la Ciamuria, e il Montenegro otteneva i territori degli Hoti, dei Gruda, e parte di quello dei Clementi, la pianura di Podgoriza, i porti di Dulcigno e di Antivari, la Metohi;a di Ipek e di Giacova. . Intanto il governo provvisorio albanese costituito ' a Valona, sotto la presidenza di Ismail Kemal Vlora, vedeva la· sua opera resa più 'difficile dal sorgere 'di altri gpverni locali: nella Mirdizia, un governo presieduto da Bib Doda, e a Tirana un ' altro presieduto' da Essad pascià · della potente' famiglia dei Toptani. Nel gennaio 1914, la com~sione internazionale-delegata dalla conferenza · degli ambasciatori, cui Ismail · Kemal Vlora aveva rasse~ nato i po!eri~ approvava a Valona lo stat'!to del!'Alba~ ui 216 artiCOlt. In base a questo statuto l Albarua veOlva . eretta in principato costituzionale, ereditario, sotto la garanzia delle sei srandi potenze, e veniva' chiamato al trono il pr~ci~e di Wied. Essad pasc~à, i~ c1;1igov,ern? ~j era COStitUito In protesta delle . mutilazl00l terntorIah, accettava lo stato e riconosceva il nuovo sovrano. Il 7 marzo' 1914 il principe di Wied giungeva in Albania. Circa dieci giorni prima, dele~atj. delle provincie epirote assegnate all'Albania costitUivano ad Argirocastro un gover!lC? provvisorio pe,r l'Epiro; presied~to :aa Zoografos, ex-m~,tl1stro deglI esteri ~reco. Nonostant~l'tmp~gno {'reso nel--dlcembre del .1913, tI governo grecofuon.s1 deCideva ad evacuare l'Albania meridionale, e negava ogni intesa col gO'-terno . di Argirocastro, sebbene i battaglioni epiroti · fossero composti di regolari greci e di · volontari cretesi. Queste truppe epirote misero a f-erro e a fuoco l'Albania meridionale: Tep eleni e Leskovik erano distrutte, circa trecento vi11a~gi nelle regioni di Argirocastro, Leskovik, Skrapari e CorIZza, incendiati. Il nuovo sovrano rinunciava alla collaborazione della commissione di controllo e nominava presidente dè1 consiglio ·albanese l'ex-amba-' . sciatore turco Turhan pascià; Essad pascià si assumeva il compito di reprimere le rivolte organizzate dalla Grècia nell' Albania meridionale; La gendarmeria· albanese,f orga.-· nizzata e comandata da ufficiali' olandesi, batteva i Greci

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