febbraio 22, 2010

Stati del mondo: 3. Algeria.

2: Albania ↔ 4: Andorra
a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z

• Confini: E con la Tunisia e la Libia, a S con il Niger, il Mali e la Mauritania e a W con il Marocco; a N si affaccia al Mar Mediterraneo.
• Il territorio ha una superficie di 2.381.741 kmq e una popolazione di 34.459.729 abitanti censiti nel 2008 con una densità di 15 ab./kmq. La capitale Algeri conta 1.790.700 abitanti nel 2004. Con l’agglomerato urbano 3.749.768 nel 2008.
• Da N a S si succedono il Tell costiero irriguo e fertile. con clima mediterraneo; i territori montuosi dell’Atlante Telliano a N e dell’Atlante Sahariano a S, separati da un altopiano arido e steppico; il deserto del Sahara, disseminato di oasi e elevato a S nel massiccio dell’Ahaggar (mt Tahat, 2918 m).
• Membro di: Lega Araba, OCI, ONU, OPEC, UA.
- Office Nationale de Statistiques.

Vers. 1.1/11.4.11
Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. – 7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – 8. Dizionario di politica: voce “Algeria. –

1. Parametri principali. – Secondo la Costituzione del 1989 (emendata con referendum il 28 novembre 1996), il Presidente della Repubblica, che ha ampi poteri di governo, è eletto a suffragio diretto con mandato di 5 anni; il Senato conta 144 membri (48 di nomina presidenziale e 96 eletti con mandato di 6 anni) ed è rinnovato per metà ogni 3 anni. Non sono ammessi i partiti politici la cui ideologia si richiami alla razza, alla religione, al genere o alla lingua: sono quindi illegali i partiti islamici ed etnici.

2. Note storiche. – «L’Algeria è diventata indipendente il 3 luglio 1962, dopo otto anni di guerra contro la Francia condotta dal Fronte di liberazione nazionale (FLN). Il Governo è stato a lungo controllato dai militari, che hanno dato al paese un’impronta socialista e “non allineata” in politica estera. Nel 1989, in seguito a forti movimenti di piazza, una nuova Costituzione ha sancito la fine del sistema socialista a partito unico. Nel 1989 vi è stato un cambio di regime che ha posto termine al regime socialista a partito unico. Ha quindi avuto inizio un periodo di sanguinosa guerra civile con oltre 150.000 vittime» (Calendario, 2010). «Dopo ventisei anni di potere assoluto in Algeria, il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) è in piena crisi. Dal 1988 non fa che subire il rigetto politico, economico e sociale della maggioranza della popolazione. Per evitare al paese una rivoluzione islamica degli adepti del FIS (Fronte islamico della salvezza), il Presidente Chadli Bedjedid ha autorizzato il multipartitismo ed il ritorno in Algeria di alcuni leaders storici, fin lì in esilio, come Ait Ahmed ed Ahmed Ben Bella. Più di quaranta partiti recentemente organizzati si contendono ormai le spoglie dell’ex granaio della Francia coloniale. I militari, restati fedeli al ricordo del regime di Boumedienne, potrebbero essere tentati - dopo la proclamazione della legge marziale (revocata poi il 29 settembre 1991) e l’arresto dei principali leaders del FIS, rispettivamente nel giugno e nel luglio 1991 - di “mettere d’accordo” tutta questa gente, fomentando, magari, un colpo di Stato» (Mariantoni, 1991).

3. Economia. – L’unica esportazione di rilievo sono gli idrocarburi. L’Algeria ha avuto ed ha un’intensa guerra civile, nella quale vengono colpiti particolarmente gli interessi occidentali.

4. Difesa. – «Sono continui gli attacchi del gruppi islamici estremisti, che non hanno accettato gli accordi con cui si è chiusa la guerra civile. Vengono colpiti in particolare gli interessi occidentali nel paese e le istituzioni governative; la formazione più attiva rimane al-Qaida nen Maghreb (nata dal Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento)» (Calendario, 2010).

5. Giustizia. – Il sistema di giustizia civile e penale è basato su quello francese con influenze della legge islamica.

6. Popolazione. – La lingua ufficiale è l’arabo, ma si parla il francese. L’islam è stato proclamato religione di stato e sono vietate le pratiche contrarie alla “moralità musulmana”.

7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – Viene dato voto favorevole alla mozione per trasmettere il rapporto Goldstone al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché sanzionasse Israele. Ecco come un propgandista del governo israeliano commenta e riporta la notizia: « Il gruppo A sono i 114 stati che hanno approvato la mozione, di gran lunga la maggioranza assoluta dell'assemblea, ma anche della popolazione del mondo: tutti i paesi arabi e musulmani, tutti i paesi comunisti e simili, ma anche India e Cina, Brasile e Cile, Messico e Perù, Armenia e Azerbaigian per una volta uniti, qualche paese europeo come la Svizzera, l'Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro. Se questi sono gli schieramenti – e purtroppo lo sono, la mappa strategica che ne esce è terrificante. Di fronte alla voglia di infliggere un'umiliazione a Israele si annullano le distinzioni fra gli stati in lotta fra di loro (per esempio l'India si schiera con Pakistan e Cina, l'Armenia con la Turchia e l'Azerbaigian, Cipro ancora con la Turchia). Se vi immaginate un mappamondo, vedete nell'azzurro degli occidentali il Nord dell'America fino al confine messicano, il continente australiano e qualche macchia in Europa; nel verde degli islamici e amici quasi tutta l'Asia, l'Africa, il Sudamerica con delle macchie anche in Europa; nel bianco degli astenuti buona parte dell'Europa, inclusa la Russia con qualche macchia qua e là». Naturalmente il tono isterico non ci riguarda e ne abbiamo fatto citazione solo per valutare di riflesso l’importanza della notizia e della posizione assunta in un più vasto contesto geopolitico che pone interrogativi sull’evoluzione di un‘organizzazione come l’ONU, nata come creatura delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. ma poi diventata una sorta di trubuna degli stati che negli anni successivi si sono venuti caratterizzati come stati formalmente indiendenti e sovrani. Il Consiglio di Sicurezza tradisce l’atto di nascita di questa organizzazione nternazionale che aveva rimpiazziato la ormai screditata Società delle Nazioni, dove gli USA lae poetenze vincitrici della prima guerra mondiale la facevano da padrone. Sembra che le cose non stiano esattamente allo stesso modo per l’ONU. E non a caso si parla di un suo licenziamento per essere sostituito da una sedicente Lega delle Democrazia, dove chiaramente saranno in rima fila a dare l’esempio gli Usa e Israele.

Sommario.

8. Dizionario di politica: voce “Algeria” (1939). – Sommario: 1. Geografia. – 2. Storia e problemi politici. – Il Dizionario di politica, apparso in quattro volumi in prima edizione negli anni 1939 e 1940 è stato diretto da Antonino Pagliaro. La voce Algeria fu redatta da F. Beguinot. L’editing e le illustrazioni sono qui riadattate.

ALGERIA
I.
Afghanistan; Albania; ← → Austria;

GEOGRAFIA

Con questo nome si cominciò a designare, sino dall'inizio della conquista francese, il territorio dell’Africa settentrionale costituente già il regno, o la reggenza, di Algeri. L’occupazione francese, che si iniziò nei 1830, fu determinata, come è noto, da un’incidente diplomatica, né rispondeva nelle sue origini a interessi o propositi coloniali, sebbene già ne fosse stata più volte concepita l’idea, soprattutto per distruggere la pirateria che in quello stato barbaresco aveva il suo nido principale. Salutata con entusiasmo al suo principio, ma combattuta ed avversata da molti nel suo svolgimento per le difficoltà che incontrava, essa poté dirsi condotta a buon fine colla sottomissione di Abd el-Kader che spezzò l’ultima valida resistenza indigena. Ragioni di sicurezza obbligarono poi il governo francese a estendere l’occupazione anche ai contermini territori sahariani: iniziata con la presa di Biskra (1848), essa fu seguita da quelle di Touggourt, di Ouargla e delle oasi più interne sino a raggiungere il 20° parallelo. All’Algeria propria si venne così ad aggregare una regione circa dieci volte più vasta ma in gran parte desertica, che con determinazione del 24 dicembre 1902 fu sottoposta ad una organizzazione militare autonoma, ma sempre alla dipendenza del goveratore generale <;tell'Algeria, col nome di «Territoires du Sud». L’Algeria con questa sua dipendenza viene a costituire un vasto dominio che si affaccia sul Mediterraneo tra l’impero del Marocco e la reggenza di Tunisi entrambi sottoposti al protettorato francese, limitato a sud da un tracciato convenzionale che lo separa dall’Africa occidentale francese, mentre ad oriente il confine segue il tracciato fissato dall’accordo franco-italiano del 12 settembre 1919 che dal 30° parallelo, presso Gadames, raggiunge i monti di Tummo alla latitudine di 23°. Salvo per questo tratto e per uno assai minore che lungo il 9° meridiano la divide dal possesso spagnolo del Rio de Oro, l’Algeria è da ogni parte circondata da territori sottoposti alla sovranità francese. L’area complessiva di questo vasto dominio secondo i dati ufficiali ragguglia 2.196.291 kmq., dei quali solo 208.687 rappresentano i Territori del Nord, ossia l’Algeria propria, e circa 2 milioni di kmq. i Territori del Sud. L'Algeria, attraversata in tutta la sua ,larghezza, dal grande sistema montano dell'Atlante, comprende ,una zona costiera limitata a sud dall'Atlante telliano, una zona mtermedia di altipiani stepposi e quindi una serie di alture più elevate che formano l'Atlante sahariano. Le pendici settentrionali dell'Atlante telliano, con la fascia pianeg giante che si estende all,a sua base, costituiscono la regione del Tell, la zona più ricca e ferace di tutta l'Algeria. L'alti tudine della catena, che sta tra i 1000 e i r500 metri, rag giunge il suo ,massimo nel massiccio del GebeI .Ouarsenis (1985 metri). Alquanto più elevato l'Atlante sahariano che nel gruppo dell'Aurès a sud' di Costantina tocca i 2329 metri e rappresenta la maggiore sommità di tutta l'Algeria propria. La zona intermedia degli altipiani ondu~ lati e stepposisi mantiene sull'altitudine di circa 1000 me,tri ' ed è cosparsa da un gran numero di laghi salati. 1 Tem tori del Sud che rappresentano un'estesa parte del Sahara, non costituiscono certo una regione pianeggiante, ma uri " alternar~i ~i ~~ee.sabbiose. ricoperte ~i d~~e trame~~te~ da-CO-SPl'CUl' rt1levl montaru, spesso di ongIne vulcaruca (quali l' Hoggar che col M. Tahat tocca i 3000 metri) e da oasi fiorenti che l'opera dell'uomo procura di pre servare ,dall' invasione delle sabbie. Il , clima risente delle particolari condiZioni geografiche della region~. Nella , zona del Tell la temperatura è mite e ricorda colle ~ue medie stagionali e le sue escursioni diurne come pure per la quantità delle precipitazioni, il clima della Sicilia orién tale. Nelle pendici più elevate dell'Atlante le precipita~ zioni più abbondanti consentono la formazione di vaste , aree boschive. Clima assolutamente desertico e quindi, . con forti escursioni termi,che e aridità quasi assoluta presentano, ndioro complesso, i Territori del ,Sud , dove s()lol'affiorare . delle acque sotterranee , che avviene .~ nàtùralt:nente o provo~ta dall'opera dell'uomo, determina la formazione delle oasi. Per quanto riguarda il reg1me idrografico si può dire che solo nella regione del T eli si abbia una vera e propria circolazione superficialedèlie acque, rappresentata principalmente dallo Chetif, fiume per lunghezza di corso p~ragonabile, al Po ma notevolmente inferiore per portata. Abbiamo accennato ai laghi salsi che si trovano nella zona degli altipiani centrali dell'Algeria propria. Numerosi altri se ne trovano nei Territori del-Sud dei quali il {>rincipale è lo Chott Melghir a sud di
Biskra, il cui specchio è a 20 metri sotto il livello del mare.

Popolazione. Lingue. Religioni.

Secondo i risultati del censimento del 1936 l’Algeria annovererebbe nel suo complesso una popolazione di 7.234.684 abitanti, dei quali 6.592.033 nell’Algeria propria e 642.651 nei Territori del Sud. Una grande differenza appare quindi per riguardo alla densità, che nell’Algeria propria ragguaglia 30 abitanti per kmq. (pari alla provmcia di Nuoro) mentre nei Territori del Sud è di circa 0,3 abitanti per kmq. Nel complesso della popolazione censita sono da considerare 978.297 europei dei quali solo 8.955 sono nei Territori del Sud. La popolazione indigena dell’Algeria come quella dell’Africa settentrionale in genere, può considerarsi formata dalla commistione più o meno accentuata di due elementi diversi: i Berberi cioè, ritenuti aborigeni o almeno discendenti di antiche popolazioni che vi si trovarono stanziate nella più remota età storica, e gli Arabi immigrati prima e dopo la conquista islamica. Questa, non senza incontrare ostilità fortissime, fini col prevalere imponendo anche alle genti berbere immuni da commistioni, la lingua e la fede religiosa dei conquistatori. Le differenze originarie tra le due razze non sono per altro scomparse, anche se l’islamismo ha finito con l’imporsi e l’arabo sia il linguaggio da tutti conosciuto sebbene non da tutti parlato. Il non aver tenuto conto di questa differenza di razze aggravò le difficoltà che i Francesi incontrarono nei primi tempi della conquista. Un altro elemento della popolazione indigena è rappresentato dagli Ebrei, discendenti, in parte, dai rifugiati della Palestina al tempo della distruzione di Gerusalemme, in parte da quelli cacciati dalla Spagna alla fine del secolo XV. Il loro numero è stimato di 80.000; ma bisogna tener conto che molti Ebrei sono oggi considerati come cittadini metropolitani. Degli europei la grandissima maggioranza (853.247) è costituita da Frances1 e 125.050 dagli appartenenti ad altre nazionalità. I Francesi cominciarono ad immigrare in Algeria sino dai primi tempi della conquista; ma una vera e propria opera di colonizzazione si intraprese sino dal 1841 per opera del governatore generale Bougeaud che si fece ardente propugnatore della colonizzazione demografica, senza la quale egli riteneva la conquista sterile. Dopo spezzata la resistenza di Abd el-Kadér (1848) e ottenuta la pacificazione della regione la colonizzazione agricola si fece più attiva, concorrendovi non solo gli immigrati dalla Francia, ma anche quelli di altre nazionalità: Spagnoli, Tedeschi e Italiani in particolar modo. Nel 1847 gli europei stanziati in Algeria ascendevano a 109.000 per metà Francesi e di questi 15.000 agricoltori. Nel 1860 gli agricoltori erano saliti a 9o.ooo; ma il Secondo Impero non si mostrò propenso a favorire l’immigrazione e solo dopo l’avvento della Terza Repubblica col nuovo impulso che ebbe in Francia la politica coloniale si emanarono le disposizioni intese a promuovere le concessioni e la vendita delle terre, delle quali tuttavia i Francesi, nonostante le facilitazioni accordate, non si valsero con molta larghezza. Il popolamento con elementi " di nazio-"
-nalità-m:etrop6li&:::.q,.prese uri. nuovo" sviluppo allorché con
legge . del l88g furooo riconosciuti come cittadini della
Repubblica tutti i figli di stranieri nati in Algeria. Per
effetto di tale legge sulla naturalizzazione automatica si
ebbe che il numero dei Francesi, che presso a poco ragguagliava
~uello di tutti gli altri europei, raggiunse la propor-·
zione d14/5. Gli Italiani che già nel 1847 ascendevano a 8000
ed erano saliti a 44.000 nel l8gl, nonostante una ·modesta
ma costante corrente immigratoria conservatasi sino ad oggi,
hanno veduto attenuarsi la loro consistenza numerica: discesa
a 37.000 nel IgII, a 33.000 nel Ig26, a 9622 nel Ig31. Bene
è vero che tali dati ufficiali non si accordano con quelli
del censimento consolare degli Italiani all'estero per la metà
del 1927, che precisava il numero dei nostri connazionali


a 28'528 di cui 15.587 nel dipartimento ·di Costantina, '
IO.587 in guello di Algeri e 2000 in quello. di Orano.

Condizli;iizi' economiche.' .. L'Algeria è specialmente un ·
paeSe agricolo e pastorale. Il Tell, beneficato, come
abbiamo veduto,' dalle condizioni , climatiche, si presta
alle coltivazioni proprie · dei paesi temperati e la cerealicoltura;
specialmente nelle maggiori valli ii'rigue, praticata
in . via generale dagli indigeni, vi dà abbondanti raccolti.
L'estensione delle terre coltivate è tuttavia appena
di I/3 dell'area dell'Algeria propria e per notevole parte
appartiene agli indigeni. La colonizzazione ufficiale e
le provvi.denze largite per favorire l'insediamento dei
connazionali e degli europei in genere, ha creato una classe
di 35.oooproprie~j, . in, g~ande ~aggi~r~nz~ Francesi
ma anche Spagnoh e Ital1301 (questI ultimI circa 2000).
L'invasione filosserica in FranCia determinò lo sviluppo
della viticoltura in Algeria, divenuta così uno dei principali
paesi . produttori di vino del mondo pari ad oltre
I/3 della produzione media italiana. Minore importanza
ha la coltivazione dell'olivo, praticata, al pari della vite,
specialmente dagli europei. La produzione dell'olio corrisponde
a circa I/I5 della produzione italiana •. Sviluppo
sempre maggiore va prendendo la coltivazione degli
ortaggi e delle frutta (primizie). L'allevamento del bestiame
è praticato specialmente dalle popolazioni indigene nomadi.
Il commercio internazionale, che nel triennio 1928-30
superò la media annuale di 5,5 miliardi di franchi nelle
importazioni (prodotti industriali in genere, marmi, farine)
e i 4 miliardi nelle esportazioni (vino, cereali, pecore, rpinel'ali
vari, ecc.), discese rispettivamente nel 1934 a 2,8 e
a 3 miliardi. La Francia, beneficata dalla franchigia doganale,
assorbe oltre i 3{4 delle i~portazioni ei 7/8 delle
esportazioni. ' Escluse a Francia e le sue çolonie, l'Italia

· oCCupa il secondo posto (dopo l'Inghilterra) nelle esportazioni
e il terzo dopO anche gli Stati Uniti nelle impor~'
tazioni. Il governo francese ha dato un considerevole svi


..1uppo· alle, comunicazioni interne per le quali )Jna rete
ferroviaria di circa 5000 chilometri si estende sulla regione,
ricollegandosi Con quelle contermini del. Marocco e della
Tunisia. Da vari decenni si agita in Francia la questione ·
di una ferrovia. transahariana che da Orano dovrebbe
.raggi,unger~, il Ni~er a Tinib~~ù. Ma tale dise,gn,?,'cal-:
degg!3to plU per lOter~e '. mIhta~e che p~r ,~~glOnl eC!lnemiche,
ha trovato e trova grandi OppOS~lOO1 m FranCla.
La ferr.ovia di penetrazione da Orano si arresta a Kenadza
sui confini del Marocco. Le. comunicazioni marittime
sono mantenute colla Francia e colla Spagnapei porti di
Algeri, di Philippeville e di Orano. . ' .

· . Ordinamento politico-amniinistrativo. -L'Algeria non
è considerata come una colonia e non dipende quindi
dal Ministero delle colonie, bensì . da quello dell' interno.
Essa' non può nepptll'e essere considerata, c;:onie
lo: fu . sino al 1896, come una parte ' integrante della
Fl'ancià, giacché . è sottoposta a unpropr~o ordinamento
.che fa capo al governatore generale asSIStito da un Con$
iglio di governo composto di 15 funzionari superiori
e da un Consiglio superiore di 60 membri del quale
. fanno' parte, oltre a funzionari e generali, rappresentanti
.dei coloni e degli indigeni. Il territoriò dell'Algeria propria
è suddiviso .in tre dipartimenti che ' dalle città capoluogo
prendono il nome di Algeri (53.824 kmq.; 2.240.9II abi.
tanti), 'diOrano (67.352 kmq.; I.623.356 abitanti) e di
çostan,tina (87'5I,I kmq.; 2q27;7?6 abita~ti): l' dipartImenti
sono rettI da prefetti e ciascuno lOVla al Parlamento
francese un senatore e tre deputati, alla elezione
dei quali partecipano .solo i cittadini francesi. I Territori
del Sud .pr~ndo~o il nome di Ain Sefra (612,527 kmq:;

193.347 abitanti, capoluo~o Colemb-Bechatr), Ghardala
. (I43.7I2 kmq.; I66'366 abitanti, capol. Laghouat), Touggourt
(I34.805 kmq.; 243.363' abitanti) e Oasi Sahariane,
concapoluògo Ouargla(I.o66;500 kmq.; 39.575 ab.).
· Algeri, la capitale dell'Algeria, è una bella e grande città
di 264,232 abitanti di cui I82.503europei, sede del governo
generale, di vescovato cattolico e di università, di Corte
di appello che esercita la sua giurisdizione anche sulla

. Tunisia. Vi funziona una Camera di commercio italiana.


La sede locale della Dante Alighieri vi mantiene un corso
di lingua e di letteratura italiaria. Orano è per la popolazione
la seconda città dell'Algeria, con 2oo.671 abitanti
di cui 152.603 europei per gran parte spagnoli, con
ottimo porto assai fre~uentato. Costantina è la te~7;a
città .con II3.777 abitanti (di cui 54.409 europei). Città
interna, essa ha per scalo marittimo Philippeville (66.II2
abitanti di cui la metà europei) di ori~me affatto ,moderna.
Altra città considerevole dell'AlgerIa è Bona, l'antica
Hippona, importante scalo marittimo presso il confine
orientale della re~ione, con 69.000 abitanti per oltre la
metà euro~ei fra 1 quali circa 8000 Italiani. In·tutte queste
città gh Itali;1ni residenti hanno fondato Fasci di combattimento,
associazioni. di combattenti e di assistenza;
patronati scolastici, ecc. .

L'occupazione dell'Al~eria ~ ~art~ della Fra~cia · è
stata sempre vantata .dai FranceSI, sia per le difficoltà
superate, sia per gli effetti benefici conseguiti, come una
delle più vaste imprese coloniali del secolo XIX. Non solo,
infattI, essa.avrebbe determinato, come si è accennato,
la liberazione del Mediterraneo dalla pirateria barbaresca
che lo infestava con tanto pregiudiiio delle coste e dei
naviganti eUropei, ma avrebbe valso anche a costituire
nell' Africa mediterranea ~na .vasta organizzazione statale
dove hanno potuto insediarsi .quasi un milione
di europei a fianco di una popolazione indigena ·araboberbera
di fede islamica mantenendo con quella rapporti,
in complesso, di pacifica convivenza e di pròficua colla-.
boraiione. li centenario della conquista, celebrato pochi
anni addietro, dette bccasione a mettere in evidenza j
grandi benefici che nel campo politico non meno che in .
quello economico e culturale avrebbe rappresentato l'impresa
algerina. Non sono mancate anche in tempi recenti,
né ceNO potranno mancare per l'avvenire, ragioni di contr~
sti tra gli indigeni e i dominatori come anche trai
coloni e la · madrepatria: contrasti determinati specialmente
da ragioni economiche; ma essi se non apparveto,
altt.lenosino ad ora, di natura .tale da 'destare preocC1l:.pa21ioni
nel campo della politica interna hanno assunto
tuttavia.una maggiore importanza con l'accendersi dt;l
nazionalismo. islamico. .

BIBL.: (Si. registrano solo le pubblicuioni di maggiore importanu e più
,recenti). ·A. Bernard e R. De Flotte De Roquevaire, Atlas d'AIglri., pubblicazione
del. Governo Generale dell'Algeria, in corso di pubblicazione dal III~~;


A. Bernard, L'A/glri., Parigi 19~9; A. Bernard,L'AIg'ri. (Tomo II della Histoire
}1~ coloniu frtulfaisu.t d. /'upansion d. la.France dam ie mondo di G. Hanotaux
e A. Mal1ineau), Parigi 1930; V. Piquet, L'AIg'ri• .jrançaise: un siid. d. colonisation
183()-1930, Parigi 1931n R. Lespes, A/ger,'tud. d. g'ographi••t d'histoire
humain., Parigi 1930. CoUtetion dl2 centenaire de l'AIg'ri; (voluminosa
.raccolta di monografie e·di studi che illustrano l'Algeria sotto i. suoi diversi
aspetti, diretta da G. Esquer. Ne fu iniziata la pubblicazione nel 1930. Una
sezione ~ dedicata alle istituzioni politiche;amministrative e finanziarie dell'Algeria:
citia.mo particolarmente il volume di E. F. Gautler, Un siicl. d. c%nisatwn;
·'tudu au microscoPI, Parigi 1930). Comité National Métropolitain du Centenaire, .
Cahiers dl2 c.ntenai,. d.I'AIgirie, 1~ voll., 1930; (anche questa collezione còmprende
·vari studi che·si riferiscono alla storia, all'ammirustra%Ìone ~ alle condizioni
eco~omiche dell'Algeria)~ M. Viollet,L'AI,'rie "i"ra-t-cUef Parigi 1931;
Gouvernement généraI de l'Algérie, Les Turitoi"s dl2 Sud de l'Algdri•• EJCpos~',
de I.u situation, Algeri 1930; A.·Girault, Principu de colonisation et delégislation ..',-'
colonial., IV, III: L'A/rique du Nord. I. L'Alglrie, 6" ediz., Parigi 1933. .

Fra le più. recenti pubblicàtioni italiane cfr. il vol. AfriCIJ Sett.ntrional. di

A. ·MOri nella collezione Terra •.Nazioni, Milano i936. . Att. Mori
2. STORIA E PROBLEMI POLITICI. -Dal punto di vista
dell'ambiente fisico, della storia e delle questioni ·politiche
l'Algeria in parte ha caratteristiche comuni con
le altre regioni dell'Africa del Nord: Cirenaica, Tripolitania,
Tunisia e Marocco; in parte se ne allontana.
suoi più antichi abitatori di cui si abbia certa notizia sono
i Berberi (v.) che nel III secolo a. Cr., quando s'iniziarono-
ie-guerre-puniche, avevano qualche loro organizzazione
statale, che 'attraverso varie vicende e trasformazioni
territoriali permane anche nei secoli successivi fil)O
al 42 d. Cr., anno in cui, compiuta già da Caligola l'annessione
della Mauretania, e successivamente regolata·da
Claudio la sua amministrazione, tutta la zona corrispondente
aW=ltt~l~ Algeria è sotto il controllo dell' impero.
li domIniO d1 Roma determinò per lungo tempo nella
regione, e· specialmente nella sua parte orientale, cioè
nella vecchia Numidia, uno stato di pace, di ordine e di
.floripezza economica e culturale, che ebbe il suo apogeo
sotto i Severi; famosa era in tutto l'Occidente la ~rosperità
agricola. Un'abile politica .verso gl' indigeru. aveva.
attratto molti di essi nell'orbita della civiltà romana. ..
....


Tale stato di c.ose coiniriciÒa ~utarsi :co1 :deèàder'e dell'impero
e radic~lmente si trasformò ~al VII sè~olo i~
po'i,:quan~o l'Af{l~ del N?rd f~ co.nquls:ata dagh Ar,,:bl

e convertlta all' Islam. Nel terntprl dell attuale, Algena,
. come in regioni viCine, dalla seconda m~tà': del secolo VIII
il dominio diretto del califfato an.dò indebolendosi e poi
sparì del tutt(); in alcuni periòdi vi sì formar9no' degli
s~ati.musulmani 'i~dipendel'lti, ~altri ~t:evalsero:dominaZlom
che avevano il loro centro in TumSlao nel M~rocco;
in ogni tem,po. però l'impro~til spirituale lasciata dagli
Arabi si conservò" indelebile,: sì ch.e 'I'Africa dèlNord
appare una delle più importanti zone della cultura istamica.


Nel secolo XVI, dopo un breve. periodo di dominio
costiero · degli Spagnoli, . che 'occupilndo' alcuni pup.tidèl
litorale dal Marotco a Tripòli ~entarono diripòrtare la
Barberia nell'orbita della cristianità, l'Algeria, .la TUnisia
e la TripoHtaniacaddero sotto la sovraJ;iitàdei ,Turchi,
che nelle prime due regionifav.orirono-la formaziorie
delle famose reggenze barbaresche, nella terza imposero
i110ro dominio diretto. li territorio algerino settentrionale
che in tale ' periodo acquisto un'unità pOlitiCa corrispondente
presso a poco ,agli attuali confini, di ven tò sed,e di uno
stato .la cui vita era essenzialmentè basata· su un'industria
nobilissima, la piratecial· Un 'grave incidente aVvenuto
nel I827 fra il Dey:'Husein e il console francese di,Algeri
e successive complicazioni . costrinsero ' il, governo della
Restaùrazione, ne! I830, ad una,spedizionecheesp~gnò
la 'capitale della reggenza barbaresca e pose fine a questa.
Ma in seguito la Francia, superato uri non breve periodo
di ' incertezze e procedendo a11aoccupazione ,effetti,va del
paese, si trovò di froIÌte alla resistenza indigena~ la cui fase
più grave ' fu quella che s'impersonò nel famoso ' emiro
Abd el~Kader, vinto definitivamente ,nel· I847' Graduali
azioni permisero di estendere l'occupazione dalla zona
costiera a quella ' degli altipiarii,:e in tèn1pi più recenti,
attraverso anche ' una celta preparazione politica e culturale,
al Sahara,algermo; le tre zone costituiscono un territorio
vasto più che' quattro volte la Franèi:i. Non pochi furono
gli errori èom,messi nei primi:perioai, quando . doriUnava
una completa ignoranza e del' paese e degli 'abitanti, e si
procedeva a tastoni; ma . appunto per·ciò . la.. conquista
è stàta. dai F.rancesi· g~udicaì": c?me1!n camp? di sperimentazlOne
dl problemt . coiomali ,e dl formaZlone·dl un
elenientò .: militare e civile, particolarmente adatto alle
imprese africane. '·· . . . '. ' " ". . " .

'-Si presentava anzitutto, quando la conservazione del
possedimento algerinò fti decisa; il problema del modo di
. occupazione, se tenersi cioè allaéosta' ovvero-estendere
l'effettivo dominio a tutto: il territòrio. È la famosa qties~
i0':le della.conJ;u~taparziale o. totale~elle. regio~ cQ,lo~
malti la p1'1ma lspuata alla generosa illUS10ne dl poter
h;lfl.uire da .tontano .sulle mas~e indigene in modò qa attrarle
a poco a poco nell'o~bita della civiltà; la seconda basata
sùlla ~6nvinzione che tutta 'la zona, fin; neglian~oli più
~emotly deve essere controllata dalla naZlOne dommat1'1ce . .
Nell'Algeria, ' come iIÌforme analoghe in altri paesi ' nordafricani;
il problema viene ad inquadrarsi in un particolare

"'1Ulibiente fisico, forinato di tre fasce di terÌ"itorio,. l'una

. . Costiera (detta con vocabolo arabo Tell), di c1imamediterraneo,
f~~ile, con molti e i~port.anti cef:1tri. urbani, a?ici~a
d~gent1 in prevalenzastabih; l'altra,plù mterna, dlalt1plani
stepposi (detti in francesehauts-plateaux), percorsi
d~ .n?madi naturalmente ostili alla vita e agH~ordinamenti '
~~vih; la. terza, il. desertover? e prop~ib, d?m~ap~e
·1 grandI nomadl. L'occupaZlOne ;parZ1élleslgnificava in
Mncreto il posse~sodi alcuni punti della .regi?n~ costi~ra.

a le dure espe1'1enze fatte attraverso le'1'1belltom'e le lmprovyise
irruZloni provenienti da luoghi non sottomessi, e
~peclalmente la terribile guerra di Abd' el-Kader, che riuni
~ntorno a sé ~randi gruppi di nomadi e fu chiamato appunto
11 re degli altlpiarii,svelarono la fallacia di quella tesi e per-.
sua~ero.i più della necessità dioccupare stabilmente l'intero
termort? algerino, come a poco a' poco, dopo il :t840, i
,FrjnCeSl harino fatto. Le conseguenze·di .ciò sLsono ,v1ste
ne la guerra. mondiale. Mentre in molte.altre occasioni le
gentideU'Africa de1'Nord'"trovandosi la nazione colonizza



trice~ fottementeimpegnata altrove,o inpericolo~ si 'sono
lancia~e nella ribellione, duratlte la ;guetram()fidiale
l'Algeria restò tranquilla, a!lZi forni aiuti alla IIletr,opoli.
A , mano a piano che "procedeva la conquista , delterritorio,
si imponeva all'attenzione il problema 5lella sua orga~
i2:z~ione"cioè d~lla forma di governo da dar~ ad esso.
Le discussioni fatte a tale riguardo costituiscono una
piccola biblioteca~ Nei successivi provvedimenti adottati dai
'pri!l1i tempi fino aWel'0ca attu~e, si ilota una speci~ di osc~laZlorietra
duepnnclpi Opposti, quello della completa aSS1ll}
il~ione agli ordinamenti· della madrepatria, e quello di
, una diversa forma di ,goye~o adatta allo speciale ambiente;
ora tendendosiverso l'uno, ora verso l'altro. Ne è risultato
un tipo' misto di .ordinamento politico, amministrativò'e
giu~i2:iario, che parte.cipa di am,bedue le tendenze e che:in
~lcuni periodi ha accolto anche elementi di altre con.cezioni.
, In tale organi2:z~ione aveva una parte a sé la questione
indigena. Quale politica doveva seguirsi 'verso ' gli Alge:
rini? ,In principio della conquista non si , trattò che di tenerlisottoposti
al nuovo dominio francese. Ma in seguito
il problema s'impose: cercare di fame degli europei? o
lasciarli nelle loro fortile di vita favorendo la loro evolu


'~ione lungo le linee direttive di questa? Attraverso, studi
ed esperienze si è conCluso col rintinèiar~ del tutto all' idea
'di una fusione tra dominatori e dominati; e si è affetmato
il principio di 'cercare di stabilire una .collaborazione tra
i 'due : elementi per la, valorizz~i(jne del suolo .e, periI
prog~esso; " '

Ma netto stesso mondo indigeno vi sono delle varietà
etniche, religiose, linguistiche, di cui bisogna tener conto
nei provvedimenti legislativi da adottare. Al , principio

'dell'occup~ione la massa indigena (prescindendo dai

, ri~clei di Ebrei) appariva composta solo ,di Arabi musulmani,
,e ciò ,diede luogo; e gli stessi studiosi francesi 'lo
'hanno riconosciuto, a gravi errori, tra i quali quello
'dell'arabi2:zamento di una ,parte dei Berberi, che in tutta
l'Africa del Nord si è poi rivelato come un: fenomeno
inopportuno e ,impolitico e dannoso alla nazione colonizzatrice
(v. BERBERI). Con l'andare del ,tempo e col procedere
dell' esplor~ione scientifica,furono ' chiarite" le
differenze tra Arabi e Berb~ri, ' tra i, musulmani ortodossi
El gli eretici Ibaditidel MZab, ecc./e sono stati
adottati, specia1ni.entenell'ordiriamento giudi2:iario, provvedìmenti
adeguati alle singole collettività. '

. n'altra parte rinun'ciando all' idea della coiiquistaparziale
e procedendosi ad 'organi2:zare il'vasto p~ese,v~niya
a sollevarsi il problema della suavalori2:z~iorie economÌèa,
che. è poi elemento di fondamentaleimportanza.deWimpresa
coloniale. Anche qui si manifestarono due ten4'éil%e
Opposte, quella~ella colo~ione di stato~' cioè , diretta: e
appoggia~a, con le maggiori facilitazioni, dalle~' autorità
di governo, e quella libera, cioè affidata all' ini2:iativa, alla
responsabilità e alle forze dei privati. I due sistemi a volta
a volta prevalse~o, osi svilupparono parallelamente, ,',a
seèonda ,delle vicende politiche o delle diversità delle
regioni o di particolari sit~ioni de,Ila produzione agri·
cola, come , ad es. !Ìvvenne quando avendo la fillossera
distrutto, una quantità di vigneti nella ,Francia meridionale,
ptolti. coltivatori si recarono di loro volontà in Al,geria
a piantar viti e ne trassero lauti guadagni. Ad o~mòdo i
ri,sultati dello sforzo coloni2:zatore ' sono , statI 'nòtevoli,
ove si paragonino le condizioni deI periodo barbaresco con

:qu~lltnfUuàli; ma molto di più si sarebbe ottenuto se la
nazione dominatrice avessepcitutò disporre di grandi maSsi:
,di coloni che avrebbero costituito una nuova p(jpolazione

europea in Africa. ," , ' ', . ' ,"
, Alla valorÌ%zazione della bella regione africana ha contribuito
un'attiva e intelligente colonia di, immigrati

, italiani, la cui opera non è stata, sia in passato sia in tempi
recenti, apprezzata e riconosciuta quaritodoveV'a;' ~lresto
perfino le regioni da cui i preiìosi coloni provenivano, Campania,
Calabria, Sicilia, erano tanto poco conosciute che in
un famoso Guide Bleu dell'Algeria si dicono appartenere

«à l' ltalie du Nord ))! " ', ,':: ,,' ", '

BIBL:: Ch.-A: Julien, Histoire del'Afrique du Nord;ParIgi1931: Bull.iin'du
ComitA d,'I'Afrique Française, Parigi 1891 e, segg.; G. de' L!ligi, La Francia
nord-africa1Ul, ,Padova 1936-XIV. ' " ' F. Beguinot




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