febbraio 28, 2010

Stati del mondo: 4. Andorra.

3: Algeria ↔ 5: Angola
a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z
• Confini: racchiusa fra la Francia a N e la Spagna a S si estende sul bacino del Gran Valira nei Pirenei centrorientali.
• È uno stato minuscolo che si trova fra Spagna e Francia. Ha una superficie di 468 kmq ed una popolazione di 65.971 abitanti. censiti nel 1999 e di 84.082 stimati nel 2009. In pratica, le dimensioni una cittadina italiana. Si è data una nuova costituzione nel 1993. Sua principale risorsa è il turismo. Gode fama di paradiso fiscale, ma pare abbia dovuto accettare limitazioni da parte della UE. La lingua ufficiale è il catalano, ma si parla anche il francese e lo spagnolo. Ha una storia lunga che risale a Carlo Magno, che secondo la tradizione avrebbe concesso la sua prima autonomia territoriale in cambio dell’aiuto prestato contro i Mori.

Vers. 1.1/19.3.11
Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Giustizia. – 5. Difesa. - 6. Popolazione. – 7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. –

1. Parametri principali. – Con una popolazione di 65.150 abitanti nel 2003 e una superficie di 468 kmq ha per capitale Andorra la Vella di 22.035 abitanti nel 2004. È indipendente dal 1278 e fa parte dell’ONU dal 28 luglio 1993, dove quindi ha diritto ad un voto. Sarà interessante studiare come ha votato e con quale indipendenza.


2. Note storiche. –

3. Economia. –

4. Giustizia. –

5. Difesa. –

6. Popolazione. –

7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – È stata una decisione importante sotto il profilo etico-politico ed un parametro rivelatore della capacità di indipendenza ed autonomia rispetto o alle pressioni dirette ovvero rispetto alla capacità egemonica degli USA e delle lobbies filosisraeliane presenti nei singoli paesi. A titolo indicativo riporto qui la reazione isterica di un propagandista sionista che riunisce in un gruppo C gli stati che si sono astenuti nella votazione: «Il gruppo C mette assieme 44 astenuti, che non si sentono pienamente dalla parte delle "lotte per la liberazione dei popoli" o dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, se vogliamo essere più chiari, ma non vogliono nemmeno schierarvisi apertamente contro: la maggior parte dell'Europa (Gran Bretagna, Francia, Grecia, Svezia, Norvegia, Austria, Belgio, Spagna, Georgia ecc.) più qualche stato che ha deciso di associarsi. L'esempio più rilevante è la Russia, ma c'è anche l'Uruguay, il Giappone e la Nuova Zelanda.».

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febbraio 22, 2010

Stati del mondo: 3. Algeria.

2: Albania ↔ 4: Andorra
a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z

• Confini: E con la Tunisia e la Libia, a S con il Niger, il Mali e la Mauritania e a W con il Marocco; a N si affaccia al Mar Mediterraneo.
• Il territorio ha una superficie di 2.381.741 kmq e una popolazione di 34.459.729 abitanti censiti nel 2008 con una densità di 15 ab./kmq. La capitale Algeri conta 1.790.700 abitanti nel 2004. Con l’agglomerato urbano 3.749.768 nel 2008.
• Da N a S si succedono il Tell costiero irriguo e fertile. con clima mediterraneo; i territori montuosi dell’Atlante Telliano a N e dell’Atlante Sahariano a S, separati da un altopiano arido e steppico; il deserto del Sahara, disseminato di oasi e elevato a S nel massiccio dell’Ahaggar (mt Tahat, 2918 m).
• Membro di: Lega Araba, OCI, ONU, OPEC, UA.
- Office Nationale de Statistiques.

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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. – 7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – 8. Dizionario di politica: voce “Algeria. –

1. Parametri principali. – Secondo la Costituzione del 1989 (emendata con referendum il 28 novembre 1996), il Presidente della Repubblica, che ha ampi poteri di governo, è eletto a suffragio diretto con mandato di 5 anni; il Senato conta 144 membri (48 di nomina presidenziale e 96 eletti con mandato di 6 anni) ed è rinnovato per metà ogni 3 anni. Non sono ammessi i partiti politici la cui ideologia si richiami alla razza, alla religione, al genere o alla lingua: sono quindi illegali i partiti islamici ed etnici.

2. Note storiche. – «L’Algeria è diventata indipendente il 3 luglio 1962, dopo otto anni di guerra contro la Francia condotta dal Fronte di liberazione nazionale (FLN). Il Governo è stato a lungo controllato dai militari, che hanno dato al paese un’impronta socialista e “non allineata” in politica estera. Nel 1989, in seguito a forti movimenti di piazza, una nuova Costituzione ha sancito la fine del sistema socialista a partito unico. Nel 1989 vi è stato un cambio di regime che ha posto termine al regime socialista a partito unico. Ha quindi avuto inizio un periodo di sanguinosa guerra civile con oltre 150.000 vittime» (Calendario, 2010). «Dopo ventisei anni di potere assoluto in Algeria, il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) è in piena crisi. Dal 1988 non fa che subire il rigetto politico, economico e sociale della maggioranza della popolazione. Per evitare al paese una rivoluzione islamica degli adepti del FIS (Fronte islamico della salvezza), il Presidente Chadli Bedjedid ha autorizzato il multipartitismo ed il ritorno in Algeria di alcuni leaders storici, fin lì in esilio, come Ait Ahmed ed Ahmed Ben Bella. Più di quaranta partiti recentemente organizzati si contendono ormai le spoglie dell’ex granaio della Francia coloniale. I militari, restati fedeli al ricordo del regime di Boumedienne, potrebbero essere tentati - dopo la proclamazione della legge marziale (revocata poi il 29 settembre 1991) e l’arresto dei principali leaders del FIS, rispettivamente nel giugno e nel luglio 1991 - di “mettere d’accordo” tutta questa gente, fomentando, magari, un colpo di Stato» (Mariantoni, 1991).

3. Economia. – L’unica esportazione di rilievo sono gli idrocarburi. L’Algeria ha avuto ed ha un’intensa guerra civile, nella quale vengono colpiti particolarmente gli interessi occidentali.

4. Difesa. – «Sono continui gli attacchi del gruppi islamici estremisti, che non hanno accettato gli accordi con cui si è chiusa la guerra civile. Vengono colpiti in particolare gli interessi occidentali nel paese e le istituzioni governative; la formazione più attiva rimane al-Qaida nen Maghreb (nata dal Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento)» (Calendario, 2010).

5. Giustizia. – Il sistema di giustizia civile e penale è basato su quello francese con influenze della legge islamica.

6. Popolazione. – La lingua ufficiale è l’arabo, ma si parla il francese. L’islam è stato proclamato religione di stato e sono vietate le pratiche contrarie alla “moralità musulmana”.

7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – Viene dato voto favorevole alla mozione per trasmettere il rapporto Goldstone al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché sanzionasse Israele. Ecco come un propgandista del governo israeliano commenta e riporta la notizia: « Il gruppo A sono i 114 stati che hanno approvato la mozione, di gran lunga la maggioranza assoluta dell'assemblea, ma anche della popolazione del mondo: tutti i paesi arabi e musulmani, tutti i paesi comunisti e simili, ma anche India e Cina, Brasile e Cile, Messico e Perù, Armenia e Azerbaigian per una volta uniti, qualche paese europeo come la Svizzera, l'Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro. Se questi sono gli schieramenti – e purtroppo lo sono, la mappa strategica che ne esce è terrificante. Di fronte alla voglia di infliggere un'umiliazione a Israele si annullano le distinzioni fra gli stati in lotta fra di loro (per esempio l'India si schiera con Pakistan e Cina, l'Armenia con la Turchia e l'Azerbaigian, Cipro ancora con la Turchia). Se vi immaginate un mappamondo, vedete nell'azzurro degli occidentali il Nord dell'America fino al confine messicano, il continente australiano e qualche macchia in Europa; nel verde degli islamici e amici quasi tutta l'Asia, l'Africa, il Sudamerica con delle macchie anche in Europa; nel bianco degli astenuti buona parte dell'Europa, inclusa la Russia con qualche macchia qua e là». Naturalmente il tono isterico non ci riguarda e ne abbiamo fatto citazione solo per valutare di riflesso l’importanza della notizia e della posizione assunta in un più vasto contesto geopolitico che pone interrogativi sull’evoluzione di un‘organizzazione come l’ONU, nata come creatura delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. ma poi diventata una sorta di trubuna degli stati che negli anni successivi si sono venuti caratterizzati come stati formalmente indiendenti e sovrani. Il Consiglio di Sicurezza tradisce l’atto di nascita di questa organizzazione nternazionale che aveva rimpiazziato la ormai screditata Società delle Nazioni, dove gli USA lae poetenze vincitrici della prima guerra mondiale la facevano da padrone. Sembra che le cose non stiano esattamente allo stesso modo per l’ONU. E non a caso si parla di un suo licenziamento per essere sostituito da una sedicente Lega delle Democrazia, dove chiaramente saranno in rima fila a dare l’esempio gli Usa e Israele.

Sommario.

8. Dizionario di politica: voce “Algeria” (1939). – Sommario: 1. Geografia. – 2. Storia e problemi politici. – Il Dizionario di politica, apparso in quattro volumi in prima edizione negli anni 1939 e 1940 è stato diretto da Antonino Pagliaro. La voce Algeria fu redatta da F. Beguinot. L’editing e le illustrazioni sono qui riadattate.

ALGERIA
I.
Afghanistan; Albania; ← → Austria;

GEOGRAFIA

Con questo nome si cominciò a designare, sino dall'inizio della conquista francese, il territorio dell’Africa settentrionale costituente già il regno, o la reggenza, di Algeri. L’occupazione francese, che si iniziò nei 1830, fu determinata, come è noto, da un’incidente diplomatica, né rispondeva nelle sue origini a interessi o propositi coloniali, sebbene già ne fosse stata più volte concepita l’idea, soprattutto per distruggere la pirateria che in quello stato barbaresco aveva il suo nido principale. Salutata con entusiasmo al suo principio, ma combattuta ed avversata da molti nel suo svolgimento per le difficoltà che incontrava, essa poté dirsi condotta a buon fine colla sottomissione di Abd el-Kader che spezzò l’ultima valida resistenza indigena. Ragioni di sicurezza obbligarono poi il governo francese a estendere l’occupazione anche ai contermini territori sahariani: iniziata con la presa di Biskra (1848), essa fu seguita da quelle di Touggourt, di Ouargla e delle oasi più interne sino a raggiungere il 20° parallelo. All’Algeria propria si venne così ad aggregare una regione circa dieci volte più vasta ma in gran parte desertica, che con determinazione del 24 dicembre 1902 fu sottoposta ad una organizzazione militare autonoma, ma sempre alla dipendenza del goveratore generale <;tell'Algeria, col nome di «Territoires du Sud». L’Algeria con questa sua dipendenza viene a costituire un vasto dominio che si affaccia sul Mediterraneo tra l’impero del Marocco e la reggenza di Tunisi entrambi sottoposti al protettorato francese, limitato a sud da un tracciato convenzionale che lo separa dall’Africa occidentale francese, mentre ad oriente il confine segue il tracciato fissato dall’accordo franco-italiano del 12 settembre 1919 che dal 30° parallelo, presso Gadames, raggiunge i monti di Tummo alla latitudine di 23°. Salvo per questo tratto e per uno assai minore che lungo il 9° meridiano la divide dal possesso spagnolo del Rio de Oro, l’Algeria è da ogni parte circondata da territori sottoposti alla sovranità francese. L’area complessiva di questo vasto dominio secondo i dati ufficiali ragguglia 2.196.291 kmq., dei quali solo 208.687 rappresentano i Territori del Nord, ossia l’Algeria propria, e circa 2 milioni di kmq. i Territori del Sud. L'Algeria, attraversata in tutta la sua ,larghezza, dal grande sistema montano dell'Atlante, comprende ,una zona costiera limitata a sud dall'Atlante telliano, una zona mtermedia di altipiani stepposi e quindi una serie di alture più elevate che formano l'Atlante sahariano. Le pendici settentrionali dell'Atlante telliano, con la fascia pianeg giante che si estende all,a sua base, costituiscono la regione del Tell, la zona più ricca e ferace di tutta l'Algeria. L'alti tudine della catena, che sta tra i 1000 e i r500 metri, rag giunge il suo ,massimo nel massiccio del GebeI .Ouarsenis (1985 metri). Alquanto più elevato l'Atlante sahariano che nel gruppo dell'Aurès a sud' di Costantina tocca i 2329 metri e rappresenta la maggiore sommità di tutta l'Algeria propria. La zona intermedia degli altipiani ondu~ lati e stepposisi mantiene sull'altitudine di circa 1000 me,tri ' ed è cosparsa da un gran numero di laghi salati. 1 Tem tori del Sud che rappresentano un'estesa parte del Sahara, non costituiscono certo una regione pianeggiante, ma uri " alternar~i ~i ~~ee.sabbiose. ricoperte ~i d~~e trame~~te~ da-CO-SPl'CUl' rt1levl montaru, spesso di ongIne vulcaruca (quali l' Hoggar che col M. Tahat tocca i 3000 metri) e da oasi fiorenti che l'opera dell'uomo procura di pre servare ,dall' invasione delle sabbie. Il , clima risente delle particolari condiZioni geografiche della region~. Nella , zona del Tell la temperatura è mite e ricorda colle ~ue medie stagionali e le sue escursioni diurne come pure per la quantità delle precipitazioni, il clima della Sicilia orién tale. Nelle pendici più elevate dell'Atlante le precipita~ zioni più abbondanti consentono la formazione di vaste , aree boschive. Clima assolutamente desertico e quindi, . con forti escursioni termi,che e aridità quasi assoluta presentano, ndioro complesso, i Territori del ,Sud , dove s()lol'affiorare . delle acque sotterranee , che avviene .~ nàtùralt:nente o provo~ta dall'opera dell'uomo, determina la formazione delle oasi. Per quanto riguarda il reg1me idrografico si può dire che solo nella regione del T eli si abbia una vera e propria circolazione superficialedèlie acque, rappresentata principalmente dallo Chetif, fiume per lunghezza di corso p~ragonabile, al Po ma notevolmente inferiore per portata. Abbiamo accennato ai laghi salsi che si trovano nella zona degli altipiani centrali dell'Algeria propria. Numerosi altri se ne trovano nei Territori del-Sud dei quali il {>rincipale è lo Chott Melghir a sud di
Biskra, il cui specchio è a 20 metri sotto il livello del mare.

Popolazione. Lingue. Religioni.

Secondo i risultati del censimento del 1936 l’Algeria annovererebbe nel suo complesso una popolazione di 7.234.684 abitanti, dei quali 6.592.033 nell’Algeria propria e 642.651 nei Territori del Sud. Una grande differenza appare quindi per riguardo alla densità, che nell’Algeria propria ragguaglia 30 abitanti per kmq. (pari alla provmcia di Nuoro) mentre nei Territori del Sud è di circa 0,3 abitanti per kmq. Nel complesso della popolazione censita sono da considerare 978.297 europei dei quali solo 8.955 sono nei Territori del Sud. La popolazione indigena dell’Algeria come quella dell’Africa settentrionale in genere, può considerarsi formata dalla commistione più o meno accentuata di due elementi diversi: i Berberi cioè, ritenuti aborigeni o almeno discendenti di antiche popolazioni che vi si trovarono stanziate nella più remota età storica, e gli Arabi immigrati prima e dopo la conquista islamica. Questa, non senza incontrare ostilità fortissime, fini col prevalere imponendo anche alle genti berbere immuni da commistioni, la lingua e la fede religiosa dei conquistatori. Le differenze originarie tra le due razze non sono per altro scomparse, anche se l’islamismo ha finito con l’imporsi e l’arabo sia il linguaggio da tutti conosciuto sebbene non da tutti parlato. Il non aver tenuto conto di questa differenza di razze aggravò le difficoltà che i Francesi incontrarono nei primi tempi della conquista. Un altro elemento della popolazione indigena è rappresentato dagli Ebrei, discendenti, in parte, dai rifugiati della Palestina al tempo della distruzione di Gerusalemme, in parte da quelli cacciati dalla Spagna alla fine del secolo XV. Il loro numero è stimato di 80.000; ma bisogna tener conto che molti Ebrei sono oggi considerati come cittadini metropolitani. Degli europei la grandissima maggioranza (853.247) è costituita da Frances1 e 125.050 dagli appartenenti ad altre nazionalità. I Francesi cominciarono ad immigrare in Algeria sino dai primi tempi della conquista; ma una vera e propria opera di colonizzazione si intraprese sino dal 1841 per opera del governatore generale Bougeaud che si fece ardente propugnatore della colonizzazione demografica, senza la quale egli riteneva la conquista sterile. Dopo spezzata la resistenza di Abd el-Kadér (1848) e ottenuta la pacificazione della regione la colonizzazione agricola si fece più attiva, concorrendovi non solo gli immigrati dalla Francia, ma anche quelli di altre nazionalità: Spagnoli, Tedeschi e Italiani in particolar modo. Nel 1847 gli europei stanziati in Algeria ascendevano a 109.000 per metà Francesi e di questi 15.000 agricoltori. Nel 1860 gli agricoltori erano saliti a 9o.ooo; ma il Secondo Impero non si mostrò propenso a favorire l’immigrazione e solo dopo l’avvento della Terza Repubblica col nuovo impulso che ebbe in Francia la politica coloniale si emanarono le disposizioni intese a promuovere le concessioni e la vendita delle terre, delle quali tuttavia i Francesi, nonostante le facilitazioni accordate, non si valsero con molta larghezza. Il popolamento con elementi " di nazio-"
-nalità-m:etrop6li&:::.q,.prese uri. nuovo" sviluppo allorché con
legge . del l88g furooo riconosciuti come cittadini della
Repubblica tutti i figli di stranieri nati in Algeria. Per
effetto di tale legge sulla naturalizzazione automatica si
ebbe che il numero dei Francesi, che presso a poco ragguagliava
~uello di tutti gli altri europei, raggiunse la propor-·
zione d14/5. Gli Italiani che già nel 1847 ascendevano a 8000
ed erano saliti a 44.000 nel l8gl, nonostante una ·modesta
ma costante corrente immigratoria conservatasi sino ad oggi,
hanno veduto attenuarsi la loro consistenza numerica: discesa
a 37.000 nel IgII, a 33.000 nel Ig26, a 9622 nel Ig31. Bene
è vero che tali dati ufficiali non si accordano con quelli
del censimento consolare degli Italiani all'estero per la metà
del 1927, che precisava il numero dei nostri connazionali


a 28'528 di cui 15.587 nel dipartimento ·di Costantina, '
IO.587 in guello di Algeri e 2000 in quello. di Orano.

Condizli;iizi' economiche.' .. L'Algeria è specialmente un ·
paeSe agricolo e pastorale. Il Tell, beneficato, come
abbiamo veduto,' dalle condizioni , climatiche, si presta
alle coltivazioni proprie · dei paesi temperati e la cerealicoltura;
specialmente nelle maggiori valli ii'rigue, praticata
in . via generale dagli indigeni, vi dà abbondanti raccolti.
L'estensione delle terre coltivate è tuttavia appena
di I/3 dell'area dell'Algeria propria e per notevole parte
appartiene agli indigeni. La colonizzazione ufficiale e
le provvi.denze largite per favorire l'insediamento dei
connazionali e degli europei in genere, ha creato una classe
di 35.oooproprie~j, . in, g~ande ~aggi~r~nz~ Francesi
ma anche Spagnoh e Ital1301 (questI ultimI circa 2000).
L'invasione filosserica in FranCia determinò lo sviluppo
della viticoltura in Algeria, divenuta così uno dei principali
paesi . produttori di vino del mondo pari ad oltre
I/3 della produzione media italiana. Minore importanza
ha la coltivazione dell'olivo, praticata, al pari della vite,
specialmente dagli europei. La produzione dell'olio corrisponde
a circa I/I5 della produzione italiana •. Sviluppo
sempre maggiore va prendendo la coltivazione degli
ortaggi e delle frutta (primizie). L'allevamento del bestiame
è praticato specialmente dalle popolazioni indigene nomadi.
Il commercio internazionale, che nel triennio 1928-30
superò la media annuale di 5,5 miliardi di franchi nelle
importazioni (prodotti industriali in genere, marmi, farine)
e i 4 miliardi nelle esportazioni (vino, cereali, pecore, rpinel'ali
vari, ecc.), discese rispettivamente nel 1934 a 2,8 e
a 3 miliardi. La Francia, beneficata dalla franchigia doganale,
assorbe oltre i 3{4 delle i~portazioni ei 7/8 delle
esportazioni. ' Escluse a Francia e le sue çolonie, l'Italia

· oCCupa il secondo posto (dopo l'Inghilterra) nelle esportazioni
e il terzo dopO anche gli Stati Uniti nelle impor~'
tazioni. Il governo francese ha dato un considerevole svi


..1uppo· alle, comunicazioni interne per le quali )Jna rete
ferroviaria di circa 5000 chilometri si estende sulla regione,
ricollegandosi Con quelle contermini del. Marocco e della
Tunisia. Da vari decenni si agita in Francia la questione ·
di una ferrovia. transahariana che da Orano dovrebbe
.raggi,unger~, il Ni~er a Tinib~~ù. Ma tale dise,gn,?,'cal-:
degg!3to plU per lOter~e '. mIhta~e che p~r ,~~glOnl eC!lnemiche,
ha trovato e trova grandi OppOS~lOO1 m FranCla.
La ferr.ovia di penetrazione da Orano si arresta a Kenadza
sui confini del Marocco. Le. comunicazioni marittime
sono mantenute colla Francia e colla Spagnapei porti di
Algeri, di Philippeville e di Orano. . ' .

· . Ordinamento politico-amniinistrativo. -L'Algeria non
è considerata come una colonia e non dipende quindi
dal Ministero delle colonie, bensì . da quello dell' interno.
Essa' non può nepptll'e essere considerata, c;:onie
lo: fu . sino al 1896, come una parte ' integrante della
Fl'ancià, giacché . è sottoposta a unpropr~o ordinamento
.che fa capo al governatore generale asSIStito da un Con$
iglio di governo composto di 15 funzionari superiori
e da un Consiglio superiore di 60 membri del quale
. fanno' parte, oltre a funzionari e generali, rappresentanti
.dei coloni e degli indigeni. Il territoriò dell'Algeria propria
è suddiviso .in tre dipartimenti che ' dalle città capoluogo
prendono il nome di Algeri (53.824 kmq.; 2.240.9II abi.
tanti), 'diOrano (67.352 kmq.; I.623.356 abitanti) e di
çostan,tina (87'5I,I kmq.; 2q27;7?6 abita~ti): l' dipartImenti
sono rettI da prefetti e ciascuno lOVla al Parlamento
francese un senatore e tre deputati, alla elezione
dei quali partecipano .solo i cittadini francesi. I Territori
del Sud .pr~ndo~o il nome di Ain Sefra (612,527 kmq:;

193.347 abitanti, capoluo~o Colemb-Bechatr), Ghardala
. (I43.7I2 kmq.; I66'366 abitanti, capol. Laghouat), Touggourt
(I34.805 kmq.; 243.363' abitanti) e Oasi Sahariane,
concapoluògo Ouargla(I.o66;500 kmq.; 39.575 ab.).
· Algeri, la capitale dell'Algeria, è una bella e grande città
di 264,232 abitanti di cui I82.503europei, sede del governo
generale, di vescovato cattolico e di università, di Corte
di appello che esercita la sua giurisdizione anche sulla

. Tunisia. Vi funziona una Camera di commercio italiana.


La sede locale della Dante Alighieri vi mantiene un corso
di lingua e di letteratura italiaria. Orano è per la popolazione
la seconda città dell'Algeria, con 2oo.671 abitanti
di cui 152.603 europei per gran parte spagnoli, con
ottimo porto assai fre~uentato. Costantina è la te~7;a
città .con II3.777 abitanti (di cui 54.409 europei). Città
interna, essa ha per scalo marittimo Philippeville (66.II2
abitanti di cui la metà europei) di ori~me affatto ,moderna.
Altra città considerevole dell'AlgerIa è Bona, l'antica
Hippona, importante scalo marittimo presso il confine
orientale della re~ione, con 69.000 abitanti per oltre la
metà euro~ei fra 1 quali circa 8000 Italiani. In·tutte queste
città gh Itali;1ni residenti hanno fondato Fasci di combattimento,
associazioni. di combattenti e di assistenza;
patronati scolastici, ecc. .

L'occupazione dell'Al~eria ~ ~art~ della Fra~cia · è
stata sempre vantata .dai FranceSI, sia per le difficoltà
superate, sia per gli effetti benefici conseguiti, come una
delle più vaste imprese coloniali del secolo XIX. Non solo,
infattI, essa.avrebbe determinato, come si è accennato,
la liberazione del Mediterraneo dalla pirateria barbaresca
che lo infestava con tanto pregiudiiio delle coste e dei
naviganti eUropei, ma avrebbe valso anche a costituire
nell' Africa mediterranea ~na .vasta organizzazione statale
dove hanno potuto insediarsi .quasi un milione
di europei a fianco di una popolazione indigena ·araboberbera
di fede islamica mantenendo con quella rapporti,
in complesso, di pacifica convivenza e di pròficua colla-.
boraiione. li centenario della conquista, celebrato pochi
anni addietro, dette bccasione a mettere in evidenza j
grandi benefici che nel campo politico non meno che in .
quello economico e culturale avrebbe rappresentato l'impresa
algerina. Non sono mancate anche in tempi recenti,
né ceNO potranno mancare per l'avvenire, ragioni di contr~
sti tra gli indigeni e i dominatori come anche trai
coloni e la · madrepatria: contrasti determinati specialmente
da ragioni economiche; ma essi se non apparveto,
altt.lenosino ad ora, di natura .tale da 'destare preocC1l:.pa21ioni
nel campo della politica interna hanno assunto
tuttavia.una maggiore importanza con l'accendersi dt;l
nazionalismo. islamico. .

BIBL.: (Si. registrano solo le pubblicuioni di maggiore importanu e più
,recenti). ·A. Bernard e R. De Flotte De Roquevaire, Atlas d'AIglri., pubblicazione
del. Governo Generale dell'Algeria, in corso di pubblicazione dal III~~;


A. Bernard, L'A/glri., Parigi 19~9; A. Bernard,L'AIg'ri. (Tomo II della Histoire
}1~ coloniu frtulfaisu.t d. /'upansion d. la.France dam ie mondo di G. Hanotaux
e A. Mal1ineau), Parigi 1930; V. Piquet, L'AIg'ri• .jrançaise: un siid. d. colonisation
183()-1930, Parigi 1931n R. Lespes, A/ger,'tud. d. g'ographi••t d'histoire
humain., Parigi 1930. CoUtetion dl2 centenaire de l'AIg'ri; (voluminosa
.raccolta di monografie e·di studi che illustrano l'Algeria sotto i. suoi diversi
aspetti, diretta da G. Esquer. Ne fu iniziata la pubblicazione nel 1930. Una
sezione ~ dedicata alle istituzioni politiche;amministrative e finanziarie dell'Algeria:
citia.mo particolarmente il volume di E. F. Gautler, Un siicl. d. c%nisatwn;
·'tudu au microscoPI, Parigi 1930). Comité National Métropolitain du Centenaire, .
Cahiers dl2 c.ntenai,. d.I'AIgirie, 1~ voll., 1930; (anche questa collezione còmprende
·vari studi che·si riferiscono alla storia, all'ammirustra%Ìone ~ alle condizioni
eco~omiche dell'Algeria)~ M. Viollet,L'AI,'rie "i"ra-t-cUef Parigi 1931;
Gouvernement généraI de l'Algérie, Les Turitoi"s dl2 Sud de l'Algdri•• EJCpos~',
de I.u situation, Algeri 1930; A.·Girault, Principu de colonisation et delégislation ..',-'
colonial., IV, III: L'A/rique du Nord. I. L'Alglrie, 6" ediz., Parigi 1933. .

Fra le più. recenti pubblicàtioni italiane cfr. il vol. AfriCIJ Sett.ntrional. di

A. ·MOri nella collezione Terra •.Nazioni, Milano i936. . Att. Mori
2. STORIA E PROBLEMI POLITICI. -Dal punto di vista
dell'ambiente fisico, della storia e delle questioni ·politiche
l'Algeria in parte ha caratteristiche comuni con
le altre regioni dell'Africa del Nord: Cirenaica, Tripolitania,
Tunisia e Marocco; in parte se ne allontana.
suoi più antichi abitatori di cui si abbia certa notizia sono
i Berberi (v.) che nel III secolo a. Cr., quando s'iniziarono-
ie-guerre-puniche, avevano qualche loro organizzazione
statale, che 'attraverso varie vicende e trasformazioni
territoriali permane anche nei secoli successivi fil)O
al 42 d. Cr., anno in cui, compiuta già da Caligola l'annessione
della Mauretania, e successivamente regolata·da
Claudio la sua amministrazione, tutta la zona corrispondente
aW=ltt~l~ Algeria è sotto il controllo dell' impero.
li domIniO d1 Roma determinò per lungo tempo nella
regione, e· specialmente nella sua parte orientale, cioè
nella vecchia Numidia, uno stato di pace, di ordine e di
.floripezza economica e culturale, che ebbe il suo apogeo
sotto i Severi; famosa era in tutto l'Occidente la ~rosperità
agricola. Un'abile politica .verso gl' indigeru. aveva.
attratto molti di essi nell'orbita della civiltà romana. ..
....


Tale stato di c.ose coiniriciÒa ~utarsi :co1 :deèàder'e dell'impero
e radic~lmente si trasformò ~al VII sè~olo i~
po'i,:quan~o l'Af{l~ del N?rd f~ co.nquls:ata dagh Ar,,:bl

e convertlta all' Islam. Nel terntprl dell attuale, Algena,
. come in regioni viCine, dalla seconda m~tà': del secolo VIII
il dominio diretto del califfato an.dò indebolendosi e poi
sparì del tutt(); in alcuni periòdi vi sì formar9no' degli
s~ati.musulmani 'i~dipendel'lti, ~altri ~t:evalsero:dominaZlom
che avevano il loro centro in TumSlao nel M~rocco;
in ogni tem,po. però l'impro~til spirituale lasciata dagli
Arabi si conservò" indelebile,: sì ch.e 'I'Africa dèlNord
appare una delle più importanti zone della cultura istamica.


Nel secolo XVI, dopo un breve. periodo di dominio
costiero · degli Spagnoli, . che 'occupilndo' alcuni pup.tidèl
litorale dal Marotco a Tripòli ~entarono diripòrtare la
Barberia nell'orbita della cristianità, l'Algeria, .la TUnisia
e la TripoHtaniacaddero sotto la sovraJ;iitàdei ,Turchi,
che nelle prime due regionifav.orirono-la formaziorie
delle famose reggenze barbaresche, nella terza imposero
i110ro dominio diretto. li territorio algerino settentrionale
che in tale ' periodo acquisto un'unità pOlitiCa corrispondente
presso a poco ,agli attuali confini, di ven tò sed,e di uno
stato .la cui vita era essenzialmentè basata· su un'industria
nobilissima, la piratecial· Un 'grave incidente aVvenuto
nel I827 fra il Dey:'Husein e il console francese di,Algeri
e successive complicazioni . costrinsero ' il, governo della
Restaùrazione, ne! I830, ad una,spedizionecheesp~gnò
la 'capitale della reggenza barbaresca e pose fine a questa.
Ma in seguito la Francia, superato uri non breve periodo
di ' incertezze e procedendo a11aoccupazione ,effetti,va del
paese, si trovò di froIÌte alla resistenza indigena~ la cui fase
più grave ' fu quella che s'impersonò nel famoso ' emiro
Abd el~Kader, vinto definitivamente ,nel· I847' Graduali
azioni permisero di estendere l'occupazione dalla zona
costiera a quella ' degli altipiarii,:e in tèn1pi più recenti,
attraverso anche ' una celta preparazione politica e culturale,
al Sahara,algermo; le tre zone costituiscono un territorio
vasto più che' quattro volte la Franèi:i. Non pochi furono
gli errori èom,messi nei primi:perioai, quando . doriUnava
una completa ignoranza e del' paese e degli 'abitanti, e si
procedeva a tastoni; ma . appunto per·ciò . la.. conquista
è stàta. dai F.rancesi· g~udicaì": c?me1!n camp? di sperimentazlOne
dl problemt . coiomali ,e dl formaZlone·dl un
elenientò .: militare e civile, particolarmente adatto alle
imprese africane. '·· . . . '. ' " ". . " .

'-Si presentava anzitutto, quando la conservazione del
possedimento algerinò fti decisa; il problema del modo di
. occupazione, se tenersi cioè allaéosta' ovvero-estendere
l'effettivo dominio a tutto: il territòrio. È la famosa qties~
i0':le della.conJ;u~taparziale o. totale~elle. regio~ cQ,lo~
malti la p1'1ma lspuata alla generosa illUS10ne dl poter
h;lfl.uire da .tontano .sulle mas~e indigene in modò qa attrarle
a poco a poco nell'o~bita della civiltà; la seconda basata
sùlla ~6nvinzione che tutta 'la zona, fin; neglian~oli più
~emotly deve essere controllata dalla naZlOne dommat1'1ce . .
Nell'Algeria, ' come iIÌforme analoghe in altri paesi ' nordafricani;
il problema viene ad inquadrarsi in un particolare

"'1Ulibiente fisico, forinato di tre fasce di terÌ"itorio,. l'una

. . Costiera (detta con vocabolo arabo Tell), di c1imamediterraneo,
f~~ile, con molti e i~port.anti cef:1tri. urbani, a?ici~a
d~gent1 in prevalenzastabih; l'altra,plù mterna, dlalt1plani
stepposi (detti in francesehauts-plateaux), percorsi
d~ .n?madi naturalmente ostili alla vita e agH~ordinamenti '
~~vih; la. terza, il. desertover? e prop~ib, d?m~ap~e
·1 grandI nomadl. L'occupaZlOne ;parZ1élleslgnificava in
Mncreto il posse~sodi alcuni punti della .regi?n~ costi~ra.

a le dure espe1'1enze fatte attraverso le'1'1belltom'e le lmprovyise
irruZloni provenienti da luoghi non sottomessi, e
~peclalmente la terribile guerra di Abd' el-Kader, che riuni
~ntorno a sé ~randi gruppi di nomadi e fu chiamato appunto
11 re degli altlpiarii,svelarono la fallacia di quella tesi e per-.
sua~ero.i più della necessità dioccupare stabilmente l'intero
termort? algerino, come a poco a' poco, dopo il :t840, i
,FrjnCeSl harino fatto. Le conseguenze·di .ciò sLsono ,v1ste
ne la guerra. mondiale. Mentre in molte.altre occasioni le
gentideU'Africa de1'Nord'"trovandosi la nazione colonizza



trice~ fottementeimpegnata altrove,o inpericolo~ si 'sono
lancia~e nella ribellione, duratlte la ;guetram()fidiale
l'Algeria restò tranquilla, a!lZi forni aiuti alla IIletr,opoli.
A , mano a piano che "procedeva la conquista , delterritorio,
si imponeva all'attenzione il problema 5lella sua orga~
i2:z~ione"cioè d~lla forma di governo da dar~ ad esso.
Le discussioni fatte a tale riguardo costituiscono una
piccola biblioteca~ Nei successivi provvedimenti adottati dai
'pri!l1i tempi fino aWel'0ca attu~e, si ilota una speci~ di osc~laZlorietra
duepnnclpi Opposti, quello della completa aSS1ll}
il~ione agli ordinamenti· della madrepatria, e quello di
, una diversa forma di ,goye~o adatta allo speciale ambiente;
ora tendendosiverso l'uno, ora verso l'altro. Ne è risultato
un tipo' misto di .ordinamento politico, amministrativò'e
giu~i2:iario, che parte.cipa di am,bedue le tendenze e che:in
~lcuni periodi ha accolto anche elementi di altre con.cezioni.
, In tale organi2:z~ione aveva una parte a sé la questione
indigena. Quale politica doveva seguirsi 'verso ' gli Alge:
rini? ,In principio della conquista non si , trattò che di tenerlisottoposti
al nuovo dominio francese. Ma in seguito
il problema s'impose: cercare di fame degli europei? o
lasciarli nelle loro fortile di vita favorendo la loro evolu


'~ione lungo le linee direttive di questa? Attraverso, studi
ed esperienze si è conCluso col rintinèiar~ del tutto all' idea
'di una fusione tra dominatori e dominati; e si è affetmato
il principio di 'cercare di stabilire una .collaborazione tra
i 'due : elementi per la, valorizz~i(jne del suolo .e, periI
prog~esso; " '

Ma netto stesso mondo indigeno vi sono delle varietà
etniche, religiose, linguistiche, di cui bisogna tener conto
nei provvedimenti legislativi da adottare. Al , principio

'dell'occup~ione la massa indigena (prescindendo dai

, ri~clei di Ebrei) appariva composta solo ,di Arabi musulmani,
,e ciò ,diede luogo; e gli stessi studiosi francesi 'lo
'hanno riconosciuto, a gravi errori, tra i quali quello
'dell'arabi2:zamento di una ,parte dei Berberi, che in tutta
l'Africa del Nord si è poi rivelato come un: fenomeno
inopportuno e ,impolitico e dannoso alla nazione colonizzatrice
(v. BERBERI). Con l'andare del ,tempo e col procedere
dell' esplor~ione scientifica,furono ' chiarite" le
differenze tra Arabi e Berb~ri, ' tra i, musulmani ortodossi
El gli eretici Ibaditidel MZab, ecc./e sono stati
adottati, specia1ni.entenell'ordiriamento giudi2:iario, provvedìmenti
adeguati alle singole collettività. '

. n'altra parte rinun'ciando all' idea della coiiquistaparziale
e procedendosi ad 'organi2:zare il'vasto p~ese,v~niya
a sollevarsi il problema della suavalori2:z~iorie economÌèa,
che. è poi elemento di fondamentaleimportanza.deWimpresa
coloniale. Anche qui si manifestarono due ten4'éil%e
Opposte, quella~ella colo~ione di stato~' cioè , diretta: e
appoggia~a, con le maggiori facilitazioni, dalle~' autorità
di governo, e quella libera, cioè affidata all' ini2:iativa, alla
responsabilità e alle forze dei privati. I due sistemi a volta
a volta prevalse~o, osi svilupparono parallelamente, ,',a
seèonda ,delle vicende politiche o delle diversità delle
regioni o di particolari sit~ioni de,Ila produzione agri·
cola, come , ad es. !Ìvvenne quando avendo la fillossera
distrutto, una quantità di vigneti nella ,Francia meridionale,
ptolti. coltivatori si recarono di loro volontà in Al,geria
a piantar viti e ne trassero lauti guadagni. Ad o~mòdo i
ri,sultati dello sforzo coloni2:zatore ' sono , statI 'nòtevoli,
ove si paragonino le condizioni deI periodo barbaresco con

:qu~lltnfUuàli; ma molto di più si sarebbe ottenuto se la
nazione dominatrice avessepcitutò disporre di grandi maSsi:
,di coloni che avrebbero costituito una nuova p(jpolazione

europea in Africa. ," , ' ', . ' ,"
, Alla valorÌ%zazione della bella regione africana ha contribuito
un'attiva e intelligente colonia di, immigrati

, italiani, la cui opera non è stata, sia in passato sia in tempi
recenti, apprezzata e riconosciuta quaritodoveV'a;' ~lresto
perfino le regioni da cui i preiìosi coloni provenivano, Campania,
Calabria, Sicilia, erano tanto poco conosciute che in
un famoso Guide Bleu dell'Algeria si dicono appartenere

«à l' ltalie du Nord ))! " ', ,':: ,,' ", '

BIBL:: Ch.-A: Julien, Histoire del'Afrique du Nord;ParIgi1931: Bull.iin'du
ComitA d,'I'Afrique Française, Parigi 1891 e, segg.; G. de' L!ligi, La Francia
nord-africa1Ul, ,Padova 1936-XIV. ' " ' F. Beguinot




Stati del mondo: 2. Albania.

1: Afghanistan ↔ 3: Algeria
a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v y z

• Confini: a N con la Serbia e il Montenegro, a NE con la Macedonia e a SE con la Grecia. A W si affaccia con il Mare Adriatico e il Canale d’Otranto.
• Ha una superficie di 28.748 kmq ed una popolazione di 3.069.275 abitanti censiti nel 2001 e di 3.194.972 abitanti stimati nel 2010 con una densità di 111 ab. per kmq. Capitale è Tirana conta 406.000 abitanti nel 2007.
• Il Il territorio è in gran parte montuoso con l’eccezione del litorale che è pianeggiante e a tratti paludoso. I fiumi più importanti sono il Drin, lo Shkumbin, il Semani e la Voiussa; parzialmente albanesi sono i laghi di Scutari, Ocrida e Prespa.
• Membro di: Consiglio d’Europa, EBRD, OCI, ONU, OSCE, WTO. Associato UE ed ora anche NATO.
- Albanian Institute of Statistics.
- Utenti internet: 412 ogni 1000 abitanti, di cui 28,5 DSL nel 209.

Vers. 1.3 - 12.4.11
Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. – 7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – 8. Dizionario di Politica: voce “Albania” (1939). –

1. Parametri principali. – Il dato di più facile comprensione per l’Albania è che fa parte della NATO, ossia il sistema della dominazione americana dell’Europa. Le altre notizie che si leggono nel Calendario sono di routine e non vale la pena di riporartarle qui. È poco più grande di una regione italiana ed ha una popolazione di poco più di tre milioni di abitanti. È membro dell’OCI, l’organizzazione degli stati islamici, che ha fra i suoi fini istitutivi anche il sostegno alla causa palestinese. La storia albanese è caratterizzata nel Novecento da una forte ingerenza dell’Italia fino alla vera e propria annessione formale nel 1939, cessata nel 1944, passando ad un regime comunista che durò fino al 1990. Segue il solito canovaccio istituzionale all’occidentale. I flussi migratori continuano ad essere intensi, in particolare verso l’Italia, la Grecia e la Germania. Minoranze consistenti di albanesi si trovano in Serbia, ora Repubblica del Kossovo, in Macedonia e in Grecia. I musulmani costituiscono l’84 per cento della popolazione complessiva. In base alla nuova costituzione, approvata con referendum, il 22 novembre 1998, il potere legislativo spetta all’Assemblea della Repubblica (140 membri eletti con mandato di 4 anni), che elegge il presidente della repubblica (in carica per 5 anni e rieleggibile una sola volta) e controlla l’operato del governo attraverso l’istituto della fiducia. La pena di morte è stata abolità il 10 dicembre 1999. La crisi economico finanziaria di questi hanno ha colpito anche la fragile struttura del paese. In agricoltura prevalgono i microfondi, in cui si praticano colture di sussistenza.

2. Note storiche. –
3. Economia. –
4. Difesa. –
5. Giustizia. –
6. Popolazione. –

7. – La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – Viene dato voto favorevole alla mozione per trasmettere il rapporto Goldstone al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché sanzionasse Israele. Ecco come un propagandista del governo israeliano commenta e riporta la notizia: « Il gruppo A sono i 114 stati che hanno approvato la mozione, di gran lunga la maggioranza assoluta dell'assemblea, ma anche della popolazione del mondo: tutti i paesi arabi e musulmani, tutti i paesi comunisti e simili, ma anche India e Cina, Brasile e Cile, Messico e Perù, Armenia e Azerbaigian per una volta uniti, qualche paese europeo come la Svizzera, l'Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro. Se questi sono gli schieramenti – e purtroppo lo sono, la mappa strategica che ne esce è terrificante. Di fronte alla voglia di infliggere un'umiliazione a Israele si annullano le distinzioni fra gli stati in lotta fra di loro (per esempio l'India si schiera con Pakistan e Cina, l'Armenia con la Turchia e l'Azerbaigian, Cipro ancora con la Turchia). Se vi immaginate un mappamondo, vedete nell'azzurro degli occidentali il Nord dell'America fino al confine messicano, il continente australiano e qualche macchia in Europa; nel verde degli islamici e amici quasi tutta l'Asia, l'Africa, il Sudamerica con delle macchie anche in Europa; nel bianco degli astenuti buona parte dell'Europa, inclusa la Russia con qualche macchia qua e là». Naturalmente il tono isterico non ci riguarda e ne abbiamo fatto citazione solo per valutare di riflesso l’importanza della notizia e della posizione assunta in un più vasto contesto geopolitico che pone interrogativi sull’evoluzione di un‘organizzazione come l’ONU, nata come creatura delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. ma poi diventata una sorta di tribuna degli stati che negli anni successivi si sono venuti caratterizzati come stati formalmente indipendenti e sovrani. Il Consiglio di Sicurezza tradisce l’atto di nascita di questa organizzazione internazionale che aveva rimpiazzato la ormai screditata Società delle Nazioni, dove gli USA le potenze vincitrici della prima guerra mondiale la facevano da padrone. Sembra che le cose non stiano esattamente allo stesso modo per l’ONU. E non a caso si parla di un suo licenziamento per essere sostituito da una sedicente Lega delle Democrazia, dove chiaramente saranno in rima fila a dare l’esempio gli Usa e Israele.

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8. – Dizionario di politica: voce Albania (1939). – ALBANIA (Shqipria). Sommario: I. Geografia. II. Storia e problemi politici.

ALBANIA
I.
Afghanistan Algeria; Austria;

GEOGRAFIA

Per quanto vicinissima all’Italia, l’Albania è ancora uno dei paesi meno noti d’Europa. In disparte dalle grandi vie di comunicazione, dotata di strade mediocri, munita di coste importuose, dominata per secoli dai Turchi, è tra le nazioni balcaniche quella che ha acquistato più di recente la sua indipendenza e dove ancora non sono del tutto scomparse le tracce del lungo periodo d’abbandono. Entro i limiti attuali si estende su un territorio di 27.538 kmq. (28.747 secondo calcoli più recenti), superficie che è di poco superiore a quella della Sicilia. Essa confina con due soli stati, Iugoslavia a nord e Grecia a sud, e si affaccia lungamente sull’Adriatico e sullo Ionio; non occupa però che una parte di quella regione fisiça che è designata col nome d’Albania e fuori dei confini, specie nelle pianure di Giacovo, Metoia, Cossovo, abitano nuclei notevoli di Albanesi.
Le montagne che l’attraversano, essendo congiunte coi rilievi dinarici ed epiroti, non formano un sistema unitario e vi è un netto contrasto tra la zona bassa e collinosa e le alte catene dell’interno, segregate fino a qualche anno fa dal resto del mondo, spesso formate in modo da comprendere dei cantoni isolati; ciò non toglie però che lo stato albanese abbia una posizione ben individuata, tanto più che per larghi tratti i confini s’appoggiano su alte catene montuose; tale posizione è in rapporto col fatto che la costa occidentale della penisola balcanica in corrispondenza del golfo del Drin muta di direzione e di carattere formando un gomito sporgente che l’avvicina all’Italia. Inoltre le catene montuose che in Dalmazia e nell’Epiro incombono sul mare, si allontanano dalla costa per una sessantina di chilometri e lasciano posto ad un paesaggio di pianure e di colline, che rassomiglia un poco alla Toscana occidentale. L’andamento delle valli è spesso normale a quello della costa, in modo da facilitare gli scambi tra l’Adriatico e l’Egeo. Le catene dell’interno, tra loro parallele, sono talora separate da valli profonde (Drin, Voiussa), mentre a sud l’andamento dell’idrografia è piuttosto da sud-est a nord-ovest. Nell’insieme i caratteri del rilievo sono quelli di un territorio che si è andato assestando in epoca recente; in più luoghi esistono terrazze, che sono gli indizi di un sollevamento, mentre le profonde gole, che spesso suddividono il rilievo in gruppi isolati, sono un indice dell’idrografia giovanile. Nell’interno vi sono pure tracce di forme pianeggianti, residuo di antiche superficie, che si sono formate in periodi di quiete. Le cime più elevate (m. 2000-2600) portano anche tracce dell’azione glaciale. Circa 1/10 del territorio si trova sopra i 1500 metri e circa 1/3 sotto i 300 metri; l’altezza media è stata calcolata in 715 metri. I fiumi, che hanno ancora un regime disordinato, separano spesso delle zone che avrebbero uguali caratteri; inoltre presso il mare, data la notevole quantità di alluvioni che la corrente spinta dal vento di scirocco rimuove ed accumula, vi sono numerose lagune costiere, travagliate dalla malaria. Il regime dei fiumi dipende specialmente dalle precipitazioni e per questo si verificano piene invernali e magre estive, talora prolungate. Data l’esistenza di strati a permeabilità diversa, le sorgenti sono molto numerose. Il clima risulta nel complesso assai variato e su questo influiscono la maggiore o minore distanza dal mare e l’orografia. Lungo la fascia costiera le influenze mediterranee arrecano durante i mesi invernali temperature miti e d’estate lunghi periodi di siccità con temperature elevate; nell’interno il clima è più continentale, con maggiori differenze tra le stagioni estreme; in genere la parte settentrionale è più umida e con inverni più rigidi. Le minori precipitazioni (500 mm.) si verificano nella Muzacchia e nella regione dei laghi interni, le maggiori (2000 mm.) nelle Alpi Albanesi (cioè a nord). Come vegetazione, in vicinanza della costa prevale la macchia, con arbusti sempreverdi molto ravvicinati fra loro; spesso spinosi. Le colline dell’interno sono ricoperte da boschi di querce e più in in alto da boschi di faggi, misti ad abeti. Il limite superiore del bosco varia da 1500 metri presso la costa a 2000 metri nelle catene interne. La zona superiore è riservata al pascolo.
Già Tolomeo ricorda la stirpe degli Αλβανοι, ma solo molto più tardi ricompare il loro nome in qualche opera storica, mentre localmente vengono detti Shqipetari. Stanziati nella penisola già in epoca molto remota, la zona da essi abitata è andata soggetta nel passato a variazioni notevoli, dato che sono traboccati verso le conche di Macedonia e si sono spinti fin nelle montagne più meridionali del Peloponneso, ma nel complesso il loro ,
habitat è andato restringendosi. Il tipo originario, senza
subire le influenze latine, slave o greche, s'è conservato
in qualche cantone isolato, specie tra i Malissot'Ì della
parte nord-orientale del paese. Secondo l'opinione pre,


' valente la lingua albanese, che appartiene alla fanuglia

' indo--europea, sarebbe la continuazione dell'idioma parlato
dagli Illiri; il latino ha fornito 'molti termini sociali e politici
e latino dal 1878 è l'alfabeto. Gli Albanesi si distinguono
a seconda del dialetto in Toschi e in Gheghi, i prirDi 'il
sud e i secondi a nord dello Scumbi. Come razza appartengono
al gruppo dinarico. Nei centri isolati e specialniente
a nord, le famiglie si raccolgono in tribù, che erano
guidate dai capi più influenti. Vintroduzione del nuovo
codice penale (gennaio 1928),.non molto diverso dal codic~
italiano, ha proibito la vendetta ' di sangue, che spingeva
i parenti dell'ucciso a farsi giustizia da sé e non solo
sulle persone, ma anche sui beni; piuttosto che çome martifestazione
di delinquenza la vendet~ si deve spiegare
con l'isolamento e quindi con la mancanza di unagiu,stizia
di stato,in modocheincompeva ai privati l'obbligp ,
di vendicare da sé i propri morti; instaurato un regolare '
sistema giudiziario essa va ormai scomparendo. . . ,

Quanto' a minoranze l'Albania si può considerare uno
stato nazionale, dato che gli . allogeni sono meno del
IO % del totale della popolazione. Scomparsi ormai del
tutto i Turchi, che risiedevano di prefer.enza nei centri
urbani, ì1 numero maggiore di alloglotti è rappresentato
dai Greci, dato che si calcola che 35.000 abitino
attorno Argirocastro, 4000 nella Chimara e 1500 in un
villaggio a nord di Valona. Incos~ante diminuzione risultano
ormai gli Aromuni, il cui numero si può valutare
intorno a 10.000. Meno numerosi sono gli Slavi, tra i ,
quali prevalgono i Bosniaci e i Bulgari. Vi sono poi ,numerosi
Zingari. (8000), specie nelle maggiori città. ' La

. popolazione italiana in Albania ammontava prima delt'unione
a un migliaio circa di persone, in ma~


. gioranza professionisti, sacerdoti (del Seminario pontifiCIO
di Scutari e del Collegio Fra,ncesco Saverio, fond~to
l'uno nel 1859 e l'altro ,nel 1878), commercianti, pescatori
pugliesi, operai specializzati. Assai più numerosi degli
allogeni sono gli .Albanesi che vivono fuori dei confini;
si calcola che 500.000 si trovino in Iugoslavia, 90.000 in
Grecia, 80.000 in Italia (immigrati al tempo de1l'ocçupàiìone
'turca e venuti a stabilirsi nei territori del Regno
di Napoli), 8000 negli Stati Uniti e alcuni nuclei anche "
in Turchia. Se si aggiunge il milione di Albanesi che
vivono in Albania si ha un totale di 1.700.000 Albanesi.

Assai meno compatta si presenta l'Albania nei riguardi
delle confessioni . religiose. Essa era diventata cristiana
già in epoca molto antica, ma poi l'invasione turca fe~
convertire la maggioranza della popolazione (64 %) alI
fede musulmaria. I cattolici sopo ora poco più d'un' d
cimo, nella parte settentrionale del paese (64 % nella
prefettura di Scutari); gli ortodossi, alquanto più nume-.
rosi (24 %), prevalgono nella prefettura di Argirocastro
e sono fortemente misti ai musulmani nella regione di
Ochrida e nel retroterra di Valona.


La popolazione si distribuisce in modo abbastanza
~nif~rme e la densità di 36 abit~nti per kmq. (un {lòc~
mfenore a quella della-Sal'degna)-e comUne a v.aste regiom;
le zon.e meglio coltivate dell'interno hanno valori alquanto
più alti, mentre i tratti costieri dove tuttora imperversa
la malaria, le·più aspre zone montuose e le valli trasversali
vengono piuttosto sfuggite; le più alte densità si notano
nelle prefetture di Tirana (67 abitanti) e di Durazzo (48
abitanti). Le tre principali città .dell'Albania sono Scutari
(29.00°. a~it~nti),. Tiran:a


(3I.OOO), Corazza (23.000).
Tirana, prescelta capitale per
la sua po~i;zione al · centro
dello stato, si è trasformata
rapidamente in questi ultimi
anni, ma era già prima un
centro agricolo e manifatturiero
di una certa importanza.
Nell' insediamentò si notano
numerose tracce delle passate
vicende. Cosi un tipo ereditato
dai Turchi è il ciflik, che
è un casale posto accanto alla
dimora del latifondista, .formato
da una serie di povere
case, costruite secondo, uno
schèma uniforme; abitate dalle
famiglie che coltivano a
colonìa parziaria o a piccolo
fitto in natura. Specialmente
nelle zone dove era in uso la
vendetta di sangue si' trova
ancora di frequente la kula,
che è.un'abitazionefortificata,
ab\:'.istatiZa comoda, con feritoie
e mura massicde èd
altre ' caratteristiche simili ai
castdli medievali.

-Alla fine della guerra mOndiale
si era pensato' di formare
dell'Albania un territorio
a mandato, ma essa venne
invec'e mantenuta indipendente.
Allo scopo di definire
i confini albanesi, la Conferenza
degli ambasciatori di
Parigi aveva nominato .. una
commissione internazionale, '
il presidente della quale (generale
Tallini) veniva atrocemente
assassinato in territorio
greco nell'agosto 1923; dopo
lunghe discussioni per il tracciato
(specie attorno al lago
d'Ochrida) il · protocollo di
delimitazione con la Grecia~

ve~vain~ne firmato'a Firenze


nel gennaio 1925 e quello con la Iugoslavia pure a Firenze
nel luglio 1926. Dopo un periodo piuttosto turbolento, che
costrinse l'It;llia nel 19'20 ad abbandonare il paese conservando
soltanto l'isolotto di Saseno, il 27 gennaio 1925
venne 'proclamata la repubblica, alla cui presidenza fu eletto
Ahmed Zogu, che tre anni e mezzo più tardi assunse il
titolo di re degli Albanesi. Un patto d'amicizia con l'Italia
venne stretto il 27 novembre 1926, ribadito con il' trattato
d'alleanza concluso l'anno dopo (novembre 1927) e riconfer~
m;lto con gli accordi del maggio 1936. Qualche moto insurrezionale,
scoppiato presso la frontiera greca (Argirocastro),
a Fieri ed a Telepeni venne facilmente represso ed il
paese è andato sempre più assumendo un aspetto europeo,
grazie ai lavori compiuti per la bonifica idraulica e sanitaria,
la regolarizzazione dei corsi d'acqua, la costruzione della
r~te stradale e di numerosi edifici pull,blici, le nuove sistemaZioni
portuali, il riordinamento dell'esercito, lo sfruttamento
delle ricchezze naturali, l'applicazione della riforma agraria.
Secondo la costituzione approvata il l° dicembre 1928,


l'Albania era un regno "con a capo un · sovrano dotato
di larghi poteri. Essa ' era poi ripartita in . IO' Rrefetture, di
cui quelle di Dibra e di Cossovo mantenevan6il nome del
capoluogo anche se questo è passato alla Iugoslavia; suddivisioni
minori erano i comuni, che si raggruppavano in
39 circondari, i qualineU'Albania settentrionale coincidono
spesso col territorio d'una tribù o di ).1h gruppo di tribù.

Come economia l'Albania presenta nelle pianure alluvionali,
nelle-zone collinose, negli altipiani poco ' elevati

• t ~ ":. • •

e nei bacin1 mterni., cond1'
zioni favorevoli per l'agricoltura,
inà la fertilità del suolo
non è' ancora adegu~tamente
sfruttata, dato :che solo poco
più d'un decimo · della superficie
totale viene annualmente'
seminata 'e coltivata:
la malaria infierUrce tuttora
nella parte più bassa e perdurano
in P1Ù luoghi le conseguenz;
edel . lungo abbandpno.
Tra' le colture la più
diffusa è quella del mais (produzione
1.200.000 quintali),
. col quale si fa una specie di
pane, che viene cucinato da
ogni famiglia e che assieme
al . formaggio pecorino fresco,
. a qualche legume ed al
latte fermentato, forma il
principale alimento . del cori


. tadino. Anche le altre colture
cerealicole e foraggere sono
in aumento, specie il grano,
che nel triennio 1934--36 ha
dato una pròduzione media
di 400.000 quintali. Nelle
depressioni costantemente' irrigate
si semina un po' di
riso e di cotone. Il tabacco,
di buona qualità, ~ coltivato
attorno ad ogni casa e· dà
luogo ad una piccola esportazione.
Nume~osi anche gli
alberi da frt1tto~ Nelle regioni
collinose è assai diffuso l'olivo
(un milione di alberi), al
quale i Veneziani avevanp de·
dicate m04e cure; l'olio che
produce è tuttavia di qualità
scadente e deve venire raffinato
in Italia. L'agricoltura,
esercitata in forma estensiva,
per lo più si accoppia con "la
pastorizia ' brada e trarisumante;
I corttadilli' vivevano
in condizioni p~uttosto dure,


male alloggiati, abbandonati ' a loro . stessi, gravati di
obblighi di vano genere, simili alle: angherie feudali;
indebitati chi ' più chi meno; frequente era anche il caso
che la terra spettasse all'intera famiglia indivisa. Una
legge votata al Parlamento il I3 aprile I930 ha cercato
di-porre rimedio a questi inconvenienti ed ha espropriato
I/3 delle proprietà superiori a 40 ettari. È stata poi creata
una Banca agricola nazionale, destinata a fornire mutui
a condi~ioni di favore. Gli Italiani, che già nel periodo
d'occup~ione della parte meridionale avevano cercato
di portare il loro contribùto alla valol'i.z;zazione del suolo
albanese, avevano ottenuto concessioni per lunghi periodi;
essendo stato poi vietato l'accesso in Albania. ai contadini
italiaru fu necessario impiegare la mano d'opera .1ocale~
La concessione più importànte è l'Ente industrie agrari{
Albania (ha. 3ÒOO nel comune di Sciac). L'allevamento è
praticato ancora in forma arretrata da pastori seminomadi
che si spostano dai: pascoli estivi di montagna ai pascoli
invernali della pianura costiera. I bovini, di statura piccola
e di scarso rendii:ne~to, sono circa 400:000; .di 'migliore
qualità sorio gli ovini' (circa 2-niilionie mezzo), rivestiti di
, buona lana e utilizzati. ~nche per la' C3:rn~ e per il latte; le
, caprw.0~o ol~e un~l~ne. ~ec~ndana lmp<;>rtanza. ha~~
gh equffil e ran, specle nel terntorl musulmam, sono l SUffil.
Le foreste coprono circa ' 1/3 del territorio albanese e
costituiscono una risorsa' non indifferènte, ma dato:lo sfruttamento
eccessivo operato nelle zone di facile accesso, in più
luoghi il bosco è stato sostituito con cespugli, che possono ,
venire utilizzati solo pe( fare carbone. Ancora scarso è l'impie~
o di teleferiche e di segherie, limitate a qualche impresa
itahana, come quella di Lagora nella prefettura di Valona."
Nel campo minerario le prospettive appaiono abbastanza
promettenti specie per gli ' idrocarburi liquidi
(petrolio), e solidi (asfalto e bitume). La formazione
petrolifera è diffusa specialmente nell'Albania siid-occidentale,
nei bacini dei fiumi Voiussa, Semeni (col suo
afflueilte Devoli) ~ Scumbi. Il giacimento bituminifero
, di Selenizza, già conosciuto dai Romani e dai Veneziani,
è 'ora in possesso della Società italiana per le miniere di
Selenizza. I primi indizi petroliferi nella valle del Devoli
erano stati segnalati già nel. 1913 e alcUne ricerche erano
state fa~te al tempo dell'occupazione italiana presso Drasciovizza.
Poi vennero accordate varie concessioni e buoni
risultati hanno avu'to ' specialmente le ricerche della
Azienda italianapetioli Albania, che ha trovato un orizzonte
petrolifero tra 260 e 500 metri; l'esportazione si è
iniziata nel dicembre 1935 e a partire dai ' primi mesi del,
1936 la produzione si è aggirata 'sulle 6000 tonnellate
,mensili, inseguito ancora aumentate; nel 1938 la produzione
ha raggiunto le 125 mila tonno Presso i pozzi, che sono
in tutto 360, sorio stati creati dei grandi depositi ed un
oleodotto ' collega la zona di Devolì con Valona, da dove il
,petrolio viene trasportato con navi-cisterne a Bari; ivi è .
, ,sorto di recente un grande stabilimento, che con un processo
moderno dcava tutta la gOlmma dei prodotti petroliferi.
, L'industria era nel passato limitata al lavoro domestICO
ed oltre alle ar.mi, l'oreficeria, i cuoiami, riguardava
quasi esc1usivam_ente la trasformazione dei prodotti agricoli.
Da poco tempo sono sorti dei nuovi edifici indu- '
striali moderni (mulini, ' raffinerie' di olio, concerie). Il
caseificio conserva "invece i caratteri di piccola industria
familiare. Le prospettive future sono abbastanza favorevoli.:
per l'industria, data la possibilità di far uso della
energia elettrica, fornita dai numerosi corsi d'acqua.' ,
Il traffico interno, che la natura montuosa del territorio
e la complicata rete fluviale rendono alquanto 4iffi- '
coltoso, è stato inolto facilitato dalla costruzione di numerose
strade. Alcune risalgono agli anni di guerra,quando
la, parte meridionale era occupata dagli Italiani e quella
settentrionale d.agli Austriaci, ma poi un nuovo impulso
al miglioramento della rete si è avuto. a -partire dal 1925
con la costituzione della Società per lo sviluppo economicodell'Albania
(S. V. E. A.), che nel decen~o successivo
'ha costruito 275 chilometri di nuove strade, e
moltissimi ponti. A differenza delle antiche strade (simili,
aitratturi !.lelle zone piane e alle mulattiere nei tratti
montuosi, prive, di massicciata, con pendenze poco uniformi
e percorribili solo in qualche stagione) le nuove
vie sono del tutto simili a quelle dei nostri paesi e vali':
cano i , corsi d'acqua con grandiosi ponti moderni in
cemento. A cura della S. V. E. A. è' stato modernamente
attrezzato anche il : porto di Durazzo, che consente ora
sbarchi sicuri con qualunque stato del mare ed è destinato'
ad essere uri elemento di progresso della vita albanese,
data la sua posizione centrale in un punto prossimo
a Tirana, da dove s'irradia un'importante rete di strade.
Anchelgli .altri porti sono stati migliorati, in modo che
andrà certo scomparendo , quell'inconveniente che nel
passato, data la mancanza di rapporti tra porto e porto
e la deficienza di comunicazioni trasversali, costringeva
l'Albania del nord a smerciare in Italia quei prodotti
che l'Albania del sud doveva invece acquistare nel nostro
paese. Anche Corizza, che prima gravitava piuttosto verso
regioni poste al di là del confine, tende a stringere sempre
più ' i rapporti con i porti adriatici ed è prevedibile che
nel futuro, ' specialmente' se potrà essere effettuato un
collegamento ferroviario con la linea' Morava-Vardar,
l'Albania potrà avere grande, importanza per il transito.
Data la necessità di ,procurarsi all'estero tutto quanto
occorreva alla ricostruzione economica del Paese; 'la
bilancia commerciale albanese ha segnato negli ultimi
anni un notevole squilibrio tra importazioni , ed, espor-
. t~oni, fino a raggiungere nel .1929 un disavanzo di 24
milioni di franchi oro. A saldatlo hanno provveduto in
piccola parte le rimesse degli emigranti albanesi ed in
più larga misura l'rfHusso di capitali stranieri, specialmentè
itàliani. Tra le esportazioni i valori principali sono rappresentati
dal bestiame, dalle pelli, dal formaggio, dalle uova, "
dal pesce, dal petrolio, 'dalla lana, mentre le importazioni ,:
riguardano un numero assai più grande e vario di prodotti, '
che va dai tessuti e filati di cotone, allo zucchero e caffè, d,al
ce~ento ai combustibili. L'Italia è di gran lunga il prtn- ,
cipale acquirente , come pure il principale fornitore,in
,rapporto,anche ~ol fatto che l'~lbania è. colle~a.ta re~ol.ar~ ,
mente con l'Italla per mezzo di comodi servIZl manttmil
(linea bisettimanale Bari-Durazzo), come pure con linee
aeree. Tutta la vita economica del paese si è molto gio,:
, vata per la creazione d'un istituto, bancario efficiente
(Banca ilazionaled'Albrnia).
L'unione dell'Albania cOn l'Italia avrà 'senza dubbio r
I?iglior~ effetti per ~l ~aèst:; liberatasi dal. giogo della polic
tlca feudale e terronstlca di Zogu, l'Alba,ma potrà attendere
con maggior respiro e senza esose vessazioni al suo progresso
economico e sociale, rinnovata dall'apporto vivifiL
catore del Fascismo che darà dignità di nazione all'eroico
paese. '
BIBL.: A. Baldacci, L'Albania (CoUçZione Istituto per l'Europa orientale),
Roma 1929; S. Giuliani, Assestamento • rilUlScita del!' Albania, Milano 1929;
F . Ta;ani, L'avvenir. , dell'Albania, Milano 193'1; A. Giannini, La costituzione
del!' Albania, in L'Europa orientaI., X (1930), pp. 297-321; G. Lorel12:oni" Lfl
queitione agraria albanese: ' Studi, inchieste e proposte per una riforma agraria in
Albania, Bari 1930; A. Moschetti, Giacimenti di idrocarburi in Albania, in
Bollettino ,Soc. Geologica, 1937, pp. 67-76; Un ' deceMio di ' vita d.lla Svea',
,Roma 1936. E. Miglior/ni
2. STORIA E ' PROBLEMI, POLITICI. - 'La formaz'ionedello
stato albanese è preceduta ,da avvenimenti , che ,
smentiscono le asserzioni di alcuni diplomatici (Sazonov),
che l'Albania fosse una pura espressione geografica.. Il
popolo' albanese si trovava in una situazione sfavorevole
perché diviso ''in tre religioni, e perché i Greci, Serbi e
Montenegrini ',avevano ,delle mire sul suo territorio:
Nel 1876 gli Albanesi, ,sempre fra di loro divisi anche da
lotte di parte e feudali, si unirono nel. comune intento
d'impedire la mutilazione del territorio da loro abitato ,
a vantaggio dei Montenegrini e dei Greci. ' ...,
, Col trattato' diSantoStefàno (1878) si iniziava il processo, '
dismembramento dei , territori abitati dalle stirpi albanesi"
che provocava la costitw:ione' del cc Comitato , ce~trale
per la 'difesa dei diritti della nazione albanese»~
Questo comitato, 'organo comune di tutti gli Albanesi,
sorgeva, a differenza dell'antica Lega albanese, favorito "
dal governo turco, per difendere l'Albania' dalla rapac~à
delle confinanti nazioni cristiane. Il trattato di Berlino
non si preoccupava del , nascente nazionalismo alba-
' nese e decideva l'unione alla Serbia dei territori albanesi
di Kusum1;e e Vran;a; al Montenegro, di Antivui,
Gusin;e, Plava e Triepsi; alla Grecia, di una parte dello
Epiro. Reazione e protesta contro codesto smembramen~o
fu- la, creazione della cc Lega albanese di Prizren per;)a
difesa del territorio albanese », la quale Lega decideva
di difendere con le armi i suddetti territori., Infatti forze
volontarie della Lega sostituirono immediatamente I le
truppe turche che vennero ritirate dal governo di Costan-'
tinopoli. Il sospetto che la Turchia ' non fosse estranea
all'azione della Lega determinava l'Inghilterra, d'accqrdo
con le potenze firmatarie del trattato di Berlino, a presentare
un' intimazione al governo turco, mentre le flotte
riunite facevano una dimostrazione navale davanti a Dulci~
no. La Turchia si vedeva costretta a mandare contro gli ' .
ffisorti nell'Albania settentrionale Dervishpascià, ' con .
30.000 uomini. Le forze militari della Lega venivano •
vinte; uccisi e in parte esiliati i capi della Lega; fra gli.
ostaggi presi era anche il gioTane principe dei Mirditi,

Prenk Bib Doda. Una nuova .iega fra le tribù dei Kastrati,
Hoti, Gruda e Skreli contro l'occupazione' montenegrina
di-terr-itorio albanese, -cui -era .:stata aggiunta Podgoriza, " si costituiva nel 1883, Durante la guerra greco-turca del
18g7 l'Albania dava manifesti segni di vitalità nazionale;
la. Lega di Prizren, fatta rivivere dai Turchi, organizzava
il convegno. dei capi albanesi di ' Ipek nel 18g9, e prendeva
energiche misure per difendere il territorio del sultano
da qualsiasi usurpazione. Nel Ig03 conformemente
ai deliberati di Ipek veniva innalzata protesta contro i
pro~etti austro-russi di riforme in Macedonia. In questo
penodo si crea lentamente la cosCienza nazionale albanese;
sorge una letteratura, una poesia epica che esalta
le vittorie albanesi sui Montenegrini presso Plava; che
~aledice al c:on~resso di Berlino e alle ,potenze ~uropee
che avevano InVIato le loro flotte a Dulclgno per Imporre
la cessione di territori albanesi al Montenegro. Comitati
nazionali nel nord e nel sud del paese, ai quali partecipano
cristiani e maomettani, proclamano la tolleranza
delle confessioni e la libertà di culto. I capi della « Le~a
di Prizren »j che diressero il movimento per l'autonomIa
del paese, certamente non intendevano rinunciare alla
posizione di privilegio , della loro fede islamica. La loro
lotta 'era diretta contro i tentativi turchi di introdurre,
a~che in Albania, le imposte, il servizio militare obbligatorio
e il divieto d'uso d'armi alla ,Popolazione civile. Ma .
questa lotta contro CostantinopolI creava negli Albanesi
la coscienza che fra di essi e i Turchi c'era una netta differenza:
che cioè essi non erano soltanto maomettani,
ma anche Albanesi, con una propria storia; Affiorava
quindi . il ricordo della :gloriosa epopea della guerra di
Scanderbeg contro i Turchi, nella quale essi Mbanesi,
cristiani e maomettani, combatterono assieme · ai Veneti
con l'Occidente~ contro l'Oriente. Si rivolse l'attenzione
alla lingua di cui furono esaminate le regole grammaticali;
furono curati i dialetti di cui tre assursero all'onore di
lingua letteraria. Il dialetto medio, che si parla ad Elbasan,
per il fatto che può essere facilmente compreso tanto
al nord quando al sud, assunse le funzioni di lingua
comune. Furorio introdotti i caratteri latini. ' Si creò una
élite di uomini: taluni di questi avevano studiato presso
le università , europee, altri erano da tempo emigrati
nella {'enisolabalcaniCa, in Oriente e in America; questa,
élite SI interesso vivamente al lento ma intenso lavorio
per la realizzazione dell'unità .nazionale che avrebbe
condotto poi all'unità statale. .
La rivolta dei Giovani Turchi (lg08) attira l'attenzione
degli Albanesi, i quali credono di vedere nel nuovo regime
, ottomano le premesse per la loro' autonomia. Ma la
politica di violenta turchizz~ione dei Giovani Turchi
determina una viva delusione. . .
. Dal maggio Ig0g allo scoppi<;l della prima guerra balcanica del Ig12 la storia del popolo albanese è un continuo succedersi di rivolte. Contro la politica dei Giovani Turchi s'coppiava una rivolta ch.e veniv~ domata da .Shefket Tor-':' gud pascià; nel Ig12 una nuova insurrezione, i~ seguito alla quale, dopo roccUpazione di Skoplje, il soverno di CostantinopolI concedeva agli Albanesi alcuru privilegi. Ma la ~uerra balcanica ne impediva l'esecuzione. Gli AlbaneSI erano discordi cir,ca il loro attèggiamento verso· la Turchia. I Malissori e i Mirditi, che durante la battaglia di Kumanovo passarono ai Montenegrini, si schie' !a~ono contro di essi guando ' le truppe' montenegrin'e- . 1OIZiarono l'assedio di Scutari. La-guerra invase il territorio albanese: nove decimi di esso furono occupati dagli al,leati balcanici. ' Infatti, i Serb~ occuparono le provincie di Skoplje e Monastir, donde raggiunsero i 'porti di S. Giova, nni di Medua e Durazzo; i Montenegrmi nell'ottobre del 1912, conquistarono Biepolje, Berana, Ptevl;e, Plava, ~usinjee Ipek, e il 2 aprile del 1913 entrarono a Scutari; 1 Greci puntarono sull'Albania meridionale e occuparono Pre-yesa (novembre Ig12) e 'Janina (marzo 1913), mentre ' navI greche bombardavano, Valona. · Il 28 novembre del IgI2~s,~ail Bey rittniva a Valona un congresso di ottantatré notab~1 ~l quale proclamava l'indipendenza dell'Albania e costituiva un governo provvisorio. Il momento era difficilissimo; Italia e Austria-Ungheria seguivano con grande interesse gli avvenimenti. Tanto l'una che raltra avevano importanti interessi in Albania; gli interessi italiani, interessi commerciali, scuole, ospedali, linee di navigazione, superavano di gran lunga quelli dell'Austria-Ungheria. Tutte e due queste grandi potenze sostenevano l'autonomia e l'indipendenza albanese: l'Italia in particolare, dove esisteva una tradizione garibaJ,dina In favore dell'indipendenza albanese, sulla quale si basava la vasta azione svolta da Albanesi, cittadini italiani, che nel Ig03 avevano ' . costituito il comitato albanese presieduto da Ricciotti Garibaldi col programma: l'Albania agli Albanesi. La situazione diventava sempre più pericolosa perché l'Austria-Ungheria cominciava ad ammassare truppe lungo le frontiere serba e montenegrina, Finalmente . il 28 marzo 1913, le grandi potenze, con una nota collettiva, ordinavano la 'fine delle ostilità, imponevano ai Montenegrini di togliere, l'assedio a Scutari, . ai Serbi di evacuare le regioni occupate. Pochi ~iorni dopo nelle acque di Antivari companva una flotta Internazionale per imporre la volontà delle grandi potenze: , Finite le guerre balcaniche, con il trattato di pace del 30 maggio Ig13, la Turchia affidava alle grandi 'potenze (Germania, Austria-Ungheria, Francia, Inghilterra, Italia e Russia) la cura di regolare la delimitazione delle frontiere dell' Albania. Con ciò si riconosceva l'Albania come uno stato a sé, di cui era necessario soltanto delimitare i confini. Durante la conferenza degli ambasciatori a Londra (17 dicembre 1912-15 ' luglio 1914), veniva deciso che l'Albania fosse costituita in principato sovrano, autonomo e ereditario in ordine di primogenitura, neutralizzato sotto la garanzia delle grandi potenze. Col protocollo di Firenze (17- dicembre 1913) venivano definite le frontiere dell'Albania. La Serbia non otteneva l'accesso al mare, ma avev~ la pianura di, Cossovo, Prizren, la riva destra del Drin nero e Dibra. · La Grecia non otteneva tutta l'Albania meridionale, ma si vedeva riconosciuto il possesso di tutto l'Epiro e la Ciamuria, e il Montenegro otteneva i territori degli Hoti, dei Gruda, e parte di quello dei Clementi, la pianura di Podgoriza, i porti di Dulcigno e di Antivari, la Metohi;a di Ipek e di Giacova. . Intanto il governo provvisorio albanese costituito ' a Valona, sotto la presidenza di Ismail Kemal Vlora, vedeva la· sua opera resa più 'difficile dal sorgere 'di altri gpverni locali: nella Mirdizia, un governo presieduto da Bib Doda, e a Tirana un ' altro presieduto' da Essad pascià · della potente' famiglia dei Toptani. Nel gennaio 1914, la com~sione internazionale-delegata dalla conferenza · degli ambasciatori, cui Ismail · Kemal Vlora aveva rasse~ nato i po!eri~ approvava a Valona lo stat'!to del!'Alba~ ui 216 artiCOlt. In base a questo statuto l Albarua veOlva . eretta in principato costituzionale, ereditario, sotto la garanzia delle sei srandi potenze, e veniva' chiamato al trono il pr~ci~e di Wied. Essad pasc~à, i~ c1;1igov,ern? ~j era COStitUito In protesta delle . mutilazl00l terntorIah, accettava lo stato e riconosceva il nuovo sovrano. Il 7 marzo' 1914 il principe di Wied giungeva in Albania. Circa dieci giorni prima, dele~atj. delle provincie epirote assegnate all'Albania costitUivano ad Argirocastro un gover!lC? provvisorio pe,r l'Epiro; presied~to :aa Zoografos, ex-m~,tl1stro deglI esteri ~reco. Nonostant~l'tmp~gno {'reso nel--dlcembre del .1913, tI governo grecofuon.s1 deCideva ad evacuare l'Albania meridionale, e negava ogni intesa col gO'-terno . di Argirocastro, sebbene i battaglioni epiroti · fossero composti di regolari greci e di · volontari cretesi. Queste truppe epirote misero a f-erro e a fuoco l'Albania meridionale: Tep eleni e Leskovik erano distrutte, circa trecento vi11a~gi nelle regioni di Argirocastro, Leskovik, Skrapari e CorIZza, incendiati. Il nuovo sovrano rinunciava alla collaborazione della commissione di controllo e nominava presidente dè1 consiglio ·albanese l'ex-amba-' . sciatore turco Turhan pascià; Essad pascià si assumeva il compito di reprimere le rivolte organizzate dalla Grècia nell' Albania meridionale; La gendarmeria· albanese,f orga.-· nizzata e comandata da ufficiali' olandesi, batteva i Greci