maggio 27, 2010

Le grandi organizzazioni internazionali: 26. OCI: Organizzazione della Conferenza Islamica.

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• «Istituita nel 1971 per promuovere la solidarietà e la cooperazione tra i paesi islamici, l’OCI si propone tra l’altro la protezione dei Luoghi Santi dell’Islam e la promozione della causa palestinese. Ne fanno parte 56 stati sovrani [su 183 nel mondo] dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa (Albania), nonché l’Autorità Nazionale Palestinese; la Nigeria ha abbondonato l’organizzazione nel 1991, ma il suo allontanamento non è stato riconosciuto dall’OIC. Hanno lo status di osservatori la Bosnia Erzegovina, la Federazione Russa, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica turca di Cipro del Nord, la Thailandia e alcune organizzazioni come l’ONU e la Lega Araba» (Calendario, 2010)

• Sede: è a Gidda (Arabia Saudita)

• Segretario generale: Ekmeledin Ihsanoglu (Turchia)

• Sito ufficiale: www.oic-oci.org;

• Stati membri: Albania, Afghanistan, Azerbaigian, Bahrein, Bangladesh, Bénin, Brunei, Burkina Faso, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Indonesia, Iran, Mali, Mauritania, Pakistan, Uganda, Uzbekistan, Yemen.


Sommario: 1. Iran e Arabia Saudita in una riunione dell’OCI. –

1. Iran e Arabia Saudita in una riunione dell’OCI. – La notizia odierna di stampa odierna che ci induce ad anticipare la scheda sull’OCI p data da una riunione dell’OCI, al cui interno sembra essersi prodotto un avvicinamento fra l’Arabia Saudita e l’Iran. Lo stato saudita, di certo non più vicino agli standard istituzionali dell’Occidente pià di quanto non venga riconosciuto, è però fortemente dipendente dagli USA. Non occorre essere grandi analisti o grandi statisti per comprendere come il mondo arabo abbia tutto l’interesse a perseguire una sua indipendenza ed unità. Le risorse petrolifere di cui dispongono e che è l’unica ragione di tanto interesse verso di loro non sono inesauribili. Se non sapranno spendere le attuali ricchezze derivanti dal petrolio per prepararsi all’epoca post-petrolifera che è a venire, sembrerebbe, nell’arco di pochi decenni, avranno dato prova di grande cecità politica che per lo storico di domani potrà spiegarsi solo con la corruzione dei ceti dirigenti, premurosi del loro privato interesse e incuranti degli interessi e del destini dei loro figli e nipoti oltre che dei loro popoli. Anche l’esercizio del potere ha una sua oggettività che non tollera una politica che tende al suicidio. La testata sionista, di cui al link, vede come una grave iattura ogni ipotesi di avvicinamento fra Iran ed Arabia Saudita, ma è forse più un timore da parte dei più acerrimi nemici del mondo arabo che non una concreta eventualità.

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maggio 26, 2010

Stati del mondo: 156. Sierra Leone

16: Barbados ↔ 18: Belize
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• Confini: a N e a E con la Guinea e a SE con la Liberia; a S e a W si affaccia all’Oceano Atlantico.
• Il territorio ha una superficie di 71.740 kmq e una popolazione di 4.976.871 abitanti censiti nel 2004 e di 5.550.000stimati nel 2008 con una densità di 72 ab./kmq. La capitale Freetown conta 826.000 abitanti nel 2007.
• A una costa frastagliata segue una pianura alle cui spalle s’innalza l’altopiano culminante nei Monti Loma (1948 m). Il clima è tropicale con temperature elevate e piogge copiose.
• Membro di: CEDEAO, Commonwealth, OCI, ONU, UA, WTO, Associato UE.
- Statistics Sierra Leone.

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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. –

1. Parametri principali. – In base alla costituzione del 1991, il potere esecutivo spetta al Presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto; il potere legislativo è esercitato da un’Assemblea nazionale di 124 membri, di cui 112 eletti direttamente, e 12 capi locali.

2. Note storiche. – Già colonia e protettorato britannico, il paese è indipendente dal 27 aprile 1961 nell’ambito del Commonwealth; il 19 aprile 1971 è stata proclamata la Repubblica.

3. Economia. –

4. Difesa. – «Il governo formato dal Congresso del popolo (APC) ha mantenuto salda la guida del paese fino al 1992, quando con un colpo di stato è salito al potere Valentine Strasser e si è sviluppata la guerriglia del Fronte unito rivoluzionario (RUF). La guerra civile si è conclusa solo nel 2001, con l’intervento delle forze di pace dell’ONU, rimaste nel paese fino al 2005» (Calendario, 2010).

5. Giustizia. –

6. Popolazione. –

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Stati del mondo: 99. Liberia

16: Barbados ↔ 18: Belize
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• Confini: a N con la Guinea, a E la Costa d’Avorio, a W con la Sierra Leone e si affaccia a S all’Oceano Atlantico.
• Il territorio ha una superficie di 111.369 kmq e una popolazione di 2.101.628 abitanti censiti nel 1984 e di 3.489.072 stimati nel 2008 con una densità di 31 ab./kmq. La capitale Monrovia conta 1.010.970 abitanti nel 2008.
• Il territorio è caratterizzato da una cimosa pianeggiante costiera, particolarmente estesa verso NW e accompagnata da molte lagune. Questa risale verso l’interno fino a 1752 m nei Monti Nimba, al confine con la Guinea e la Costa d’Avorio, con una serie di tavolati incisi da numerosi fiumi. Il clima è di tipo equatoriale, caldo-umido.
• Membro di: CEDEAO, ONU, UA, Associato UE.
- Central Bank of Liberia.

Vers. 1.0/15.4.10
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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. –

1. Parametri principali. –
2. Note storiche. –

3. Economia. –

4. Difesa. –
5. Giustizia. –
6. Popolazione. –

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maggio 23, 2010

Stati del mondo: 76. Guinea

16: Barbados ↔ 18: Belize
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• Confini: a N con il Senegal, a NE con il Mali, a SE con la Costa d’Avorio, a S con la Liberia e la Sierra Leone, a NW con la Guinea-Bissau; si affaccia a W all’Oceano Atlantico.
• Il territorio ha una superficie di 245.836 kmq e una popolazione di 7.156.406 abitanti censiti nel 1996 e di 8.851.000 stimati nel 2008 con una densità di 35 ab./kmq. La capitale Conacry conta 1.494.000 abitanti nel 2007. Con l’agglomerato urbano sono 1.851.800 nel 2004.
• Se si eccettua la fascia costiera con un litorale molto frastagliato, il territorio è per lo più montuoso e collinare. Il clima è generalmente caldo e umido. Lungo la costa si estende la foresta pluviale, che verso l’interno cede gradatamente il passo alla savana, eccetto lungo i fiumi maggiori che sono bordati dalla foresta a galleria.
• Membro di: CEDEAO (sospesa il 12 gennaio 2009), OCI, ONU, UA, WTO, Associato UE.
- Direction Nationale de la Statistique.

Vers. 1.0/5.11.10
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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. –

1. Parametri principali. – In base alla costituzione del 23 dicembre 1991, sospesa dalla fine del 2008, il Presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto per 7 anni, è capo del potere esecutivo. Il potere legislativo spetta all’Assemblea Nazionale, formata da 114 membri eletti con mandato di 4 anni.

2. Note storiche. – Già colonia francese, la Guinea è diventata indipendente il 2 ottobre 1958 ed è stata guidata per lungo tempo dal regime a partito unico del presidente Ahmed Sekou Touré. Dopo la sua morte (1984), il potere è stato assunto dal col. Lansana Conté, alla testa di un regime militare. Le elezioni presidenziali (19 dicembre 1993) e legislative (11 giugno 1995), vinte dal partito di regime PUP (che raccoglie l’etnia sussu), sono state contestate dai partiti di opposizione.

3. Economia. – Fra le colture commerciali prevalgono arachidi, caffè, cacao, cotone. Circa la metà della superficie utile è destinata a colture di sussistenza, tra cui mais, manioca, sorgo, miglio. L’allevamento (soprattutto bovino) è praticato sulle pendici del Fouta Djalon. Grandi riserve di bauxite sono localizzate nelle isole Los (di fronte a Conacry), presso Fria e nell’interno. Altri giacimenti importanti sono quelli di ferro, di diamanti e di oro. L’energia elettrica è fornita in parte dagli impianti idricicostruiti sui fiumi Samou, Konkouré e Bafing. L’apparato industriale comprende un impianto per la produzione di allumina e alcune fabbriche per la lavorazione del tabacco e del cemento, del tè, delle arachidi, della canna da zucchero, del cotone.

4. Difesa. – «La morte del presidente Lanzana Conté (22 dicembre 2008) è stata immediatamente seguita da un colpo di stato militare guidato da Moussa Dadis Camara, che ha sospeso la Costituzione, arrestato molti membri della precedente amministrazione e promesso nuove elezioni entro il 2009» (Calendario, 2010).

5. Giustizia. – Non è in vigore la pena di morte.

6. Popolazione. – La speranza di vità è tra le più basse del mondo. Elevatissimo è il tasso di mortalità infantile. Si stima che circa 2 milioni di guineani risiedano all’estero, in gran parte in Costa d’Avorio e Senegal.

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maggio 20, 2010

Stati del mondo: 77. Guinea Bissau

16: Barbados ↔ 18: Belize
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• Confini: a N con il Senegal, a S e a SE con la Guinea e si affaccia a W all’Oceano Atlantico.
• Il territorio ha una superficie di 36.125 kmq e una popolazione di 983.367 abitanti censiti nel 1991 e di 1.424.000 stimati nel 2008 con una densità di 39 ab./kmq. La capitale Bissau conta 330.000 abitanti nel 2007. Con l’agglomerato urbano sono 367.000 nel 2007.
• Il territorio è totalmente pianeggiante e percorso da numerosi fiumi (Cacheu, Gebu, Corubal). Il clima è di tipo tropicale.
• Membro di: CEDEAO, OCI, ONU, UA, WTO, Associato UE.
- Ins. Nac. de Estatística e Censos.

Vers. 1.0/15.4.10
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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. –

1. Parametri principali. – Secondo la costituzione del 16 maggio 1984, il Presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto per 5 anni, è titolare del potere esecutivo; l’Assemblea Nazionale è composta da 100 membri eletti a suffragio universale con mandato di 4 anni.

2. Note storiche. – Ex colonia della Guinea Portoghese, la Guinea-Bissau ha proclamato l’indipendenza il 24 novembre 1973, dopo dieci anni di lotta di liberazione condotta dal PAIGC.

3. Economia. – Le attività agricole non assicurano l’autosufficienza alimentare e il paese sopravvive grazie agli aiuti internazionali. Sono presenti riserve di gas naturale, bauxite e fosfati, ancora non sfruttate. In sviluppo il settore della pesca. Il franco CFA è legato all’euro da un tasso di cambio fisso.

4. Difesa. – Il 2 marzo 2009 il presidente Vieira è stato ucciso, probabilmente come rappresaglia per l’assassinio del capo di stato maggiore dell’esercito, suo rivale. Alle elezioni presidenziali anticipate del 28 giugno e del 26 luglio 2009 è stato eletto Malam Bacai Sanhá, già presidente nel 1999-2000.

5. Giustizia. – Non è in vigore la pena di morte.

6. Popolazione. – Gruppi etnici: Balante (30%), Fulbe (20%), Manjaco (14%), Malinke (13%), Papeis (7%), altri (16%). Lingua ufficiale è il portoghese. Si parlano dialetti sudanesi e il creolo-portoghese. La religione è costituita da musulmani per il 45,8%, da animisti e da credenze tradizionali per il 39,5 %. I cristiani sono il 14,7%.

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maggio 18, 2010

Stati del mondo: 109. Mali

107: Maldive ↔ 109: Malta
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• Confina a N con l’Algeria, a E con il Niger, a S con il Burkina Faso, la Costa d’Avorio e la Guinea, a W con il Senegal e la Mauritania.
• Il territorio ha una superficie di 1.248.574 kmq e una popolazione di 13.517.176 abitanti censiti nel 2009 e di 13.323.104 stimati nel 2010 con una densità di 11 ab./kmq. La capitale Bamako conta 1.297.281 abitanti nel 2006. Con l’agglomerato urbano sono 1.494.000 nel 2007.
• Il territorio è formato da un altopiano che nella parte sudoccidentale si eleva fino a 900 m. Comprende l’alto bacino del Senegal e parte dell’alto e medio bacino del Niger; la parte settentrionale si estende sui massicci del Sahara centrale. Il clima è in prevalenza steppico-desertico.
• Membro di: CEDEAO, OCI, ONU, UA, WTO, Associato UE.
- Direction National de la Statistique et de l’Informatique.
- Utenti internet: 27 ogni 1000 nel 2012, di cui  DSL 0,2 ogni 1000 nel 2010.

Vers. 1.1/14.1.2012

1. Parametri principali. – In base alla costituzione del 1992, il Presidente è eletto a suffragio diretto con mandato di 5 anni, così come l”Assemblea nazionale (147 membri). Nel marzo 2012 si è avuto un colpo di stato militare. La Francia è coinvolta direttamente negli affari interni del Mali fin dagli anni ’90.

2. Note storiche. – «Già colonia francese con il nome di Sudan francese, il paese divenne indipendente il 20 giugno 1960 unito al Senegal nella Federazione del Mali. Dopo il collasso dell’Unione, il Mali si proclamò indipendente il 22 novembre 1960. Il paese è stato soggetto al regime “socialista” di M. Keita (1960-68) e quindi alla dittatura militare di M. Traoré (1968-91); dal 1992 si è avviato un processo di democratizzazione» (Calendario, 2010).

3. Economia. – «Per attenuare la dipendenza dall’andamento dei prezzi di cotone e oro, il paese sta cercando di applicare riforme strutturali per diversificare e modernizzare l’economia e attirare capitali stranieri. Le attività agricole occupano gran parte della forza lavoro, impegnata in colture di sussistenza: miglio, sorgo, mais, riso, patata. La principale coltura di piantagione è il cotone, destinato ai mercati esteri. Importante per l’alimentazione è la pesca nelle acque interne. Di rilievo le risorse forestali, da cui si ricavano legname e gomma arabica per l’esportazione. Sono presenti discreti giacimenti di oro, ma anche fosfati, diamanti, ferro, manganese, sale».

4. Difesa. – Dati non disponibili, ma trattasi di situazione affine a quella di molti stati africani.

5. Giustizia. – Nel 2002 la pena di morte è stata sospesa.

6. Popolazione. – La crescita annua è stata del 2,7% negli anni 2000-2009 e del 27‰ nel 2009. Gruppi etnici: Bambara (30,6%), Sénufo (24%), Fulbe (9,6%), Soninke (7,4%), Tuareg (6,9%), Malinke (6,6%), Songhai (6,3%), Dogon (4,3%), altri (17,8%). La lingua ufficiale è il francese. Si parla arabo, mande e lingue camitiche. La religione è per il 90% musulmana.

7. L’intrusione della Francia nel Mali. – L’articolo fornisce informazioni attuali su una nuova avventura coloniale della Francia, che non sembra riuscire a liberarsi dei suoi vizi.

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maggio 17, 2010

La spartizione della Palestina in un progetto dell’anno 1937.

a b c d e f g h i/ Vers. 1.0-17.5.10
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Sentendo di spartizione della Palestina siamo abituati a pensare all’anno 1948, quando un simile evento si verificò con il timbro dell’ONU. È forse stata questa la più discutibile di tutte le decisioni formalmente attribuite all’ONU che andava a rimpiazzare la Società delle Nazioni. Tratto dall’Annuario di Politica Internazionale del 1937 riportiamo questo interessante documento che sarà da noi assunto come base per ulteriori approfondimenti in un’ottica diacronica. Ci concediamo qualche commento via via che procediamo nell’editing del testo. Intanto è tipicamente inglese l’uso del termine “disordini” per indicare uno dei maggiori disastri del secolo XX, i cui effetti si proiettano fino a noi e che oltre ad essere stato una probabile causa della prima e della seconda guerra mondiale sono ancora oggi il più grave pericolo per la pace mondiale.

Annuario di Politica Internazionale
A. 1937 - Cap. XLIV

PROGETTO DI SPARTIZIONE DELLA PALESTINA
(7 luglio 1937)

Inchiesta della Commissione Peel. – I disordini che nell’aprile 1936 scoppiarono in Palestina (1) assunsero un particolare aspetto di gravità, rispetto a quelli che periodicamente si erano succeduti dall’inizio del mandato britannico.

Il 18 maggio 1936 il segretario di Stato per le colonie Ormsby-Gore annunziò alla Camera dei Comuni la decisione del Governo britannico di inviare in Palestina una Commissione con l’incarico di «accertare le cause determinanti dei disordini scoppiati in Palestina alla metà di aprile; di fare una inchiesta sul modo in cui il mandato sulla Palestina è applicato, in relazione agli obblighi della Potenza mandataria, sia verso gli arabi che verso gli ebrei; e di accertate se, in base a una giusta interpretazione dei termini del mandato, gli arabi o gli ebrei abbiano legittimi motivi di proteste contro il modo in cui il mandato è stato, o tuttora viene, applicato; e, qualora la Commissione si convinca che alcune di tali lagnanze, siano, ben fondate, di far proposte per eliminarle e per impedire che si ripetano».

La Commissione, nominata il 7 agosto, risultò composta da lord Peel, presidente, sjr Horace Rumbold, vice-presidente, sir Laurie Hammond, sir Morris Carter, sir Harold Morris il prof. Reginald Coupland. Essa avrebbe dovuto recarsi in Palestina appena ristabilito l’ordine. Dovette così aspettare fino all’ottobre, quando il Comitato arabo della Palestina ricevette un appello dai Sovrani dell’Irak, dell’Arabia Saudiana, della TransgiordaIiia e dello Yemen perchè fosse posta fine allo sciopero. «Noi siamo» profondamente addolorati - diceva l’appello – del presente stato di cose in Palestina. Per questa ragione ci siamo accordati, per esortarvi a raggiungere la pacificazione ed a risparmiare altri spargimenti di sangue. Ciò facendo, noi confidiamo nelle buone intenzioni della nostra amica , Gran Bretagna, la quale ha dichiarato che agirà con giustizia. Voi dovete essere fiduciosi che continueranno i nostri sforzi nell’assistervi». Aderendo a questo appello, il 12 ottobre il Comitato arabo invitò la popolazione a cessare lo sciopero.

Il 6 ottobre la Commissione tenne una seduta preliminare a Londra. Il 5 novembre partì per Gerusalemme, dove giunse il giorno 11 successivo. Il giorno stesso della partenza della Commissione, il Governo britannico decise di ridurre l’immigrazione ebraica per il primo semestre del 1937 a 1850 persone. Ciò irritò la popolazione araba palestinese che aveva sperato nella sospensione totale da parte di Londra di permessi di immigrazione. Il 6 novembre il Comitato arabo annunziò che, poichè la decisione inglese del giorno prima «costituiva un’offesa ai sentimenti arabi e conculcava una volta di più i loro diritti», esso non avrebbe collaborato corn la Commissione. Questa decisione fu deplorata da lord Peel nella seduta inaugurale dei lavori, il 12 novembre: «Sarebbe una gran disgrazia se noi fossimo obbligati a concludere e a decidere senza i loro consigli e il loro aiuto». Tuttavia, per tutto il novembre e per tutto il dicembre, il Comitato arabo rimase fermo nella sua decisione.

Dal 12 al 15 novembre la Commissione visitò i principali centri della Palestina; indi ebbero inizio le deposizioni dei vari funzionari britannici – come l’Alto Commissario, il comandante delle forze britanniche in Palestina, l’ispettore generale della polizia palestinese, il procuratore generale della Palestina – e delle personalità più importanti del Sionismo. Il capo dei sionisti, dott. Weizmann, espose la tesi storica e morale del Sionismo e sostenne che la limitazione dell’immigrazione ebraica in Palestina doveva essere subordinata solamente alla capacità, di assorbimento del paese. Come era naturale, gli esponenti del Sionismo si lamentarono che la Potenza mandataria non avesse adempiuto nei confronti degli ebrei tutti gli impegni assunti. Per esempio, essa avrebbe dovuto impedire qualsiasi immigrazione araba, ed invece nel solo biennio 1934-35 erano entrati in Palestina da 20 a 25.000 arabi, dei quali circa 8.000 erano rimasti. Fu manifestato anche il desiderio, più volte in seguito riaffermato, che la Palestina entrasse a far parte della Comunità di nazioni dell’Impero britannico.

Finalmente, il 12 gennaio 1937, il Comitato arabo decise di presentarsi davanti alla Commissione. Esso insistette nel rivendicare la completa indipendenza della Palestina. Il Muftì Amin el-Huseini così precisò le richieste degli arabi: 1) immediato abbandono della «sede nazionale» ebraica; 2) fine immediata e completa dell’immigrazione ebraica; 3) immediato e completo divieto di vendere terre agli ebrei; 4) fine del mandato; trattato anglo-palestinese; instaurazione di un Governo nazionale indipendente, elettivo e costituzionale. Fu inoltre respinta la proposta della Commissione per una conferenza tra rappresentanti britannici, arabi ed ebrei: gli arabi – si disse – non avrebbero mai discusso coi sionisti.

La Commissione, dopo aver udito 60 testimonianze in 30 sedute pubbliche e 53 testimonianze in 40 sedute private, il 30 gennaio 1937 rientrò a Londra.

Rapporto della Commissione (7 luglio). – Il 30 giugno il Governo britannico approvò il rapporto della Commissione, e ne ordinò la pubblicazione per il 7 luglio. La Commissione preparò un volume contenente i documenti forniti:
dal Governo di Palestina, un volume con i processi verbali delle deposizioni pubbliche
e i testi dei , discorsi pronunziati nella seduta inaugurale del 12 novembre,
'e un , volume col testo del rapporto.
Ilrappòrto è diviso in tre parti. ,
La prima parte, dal titolo (( Il problema », comprende 5 capitoli: Le basi storiche.
Da guerra e il mandato. La Palestina dal 1920 al 1936. I disordini del 1936.
La situazione presente. Attraverso i ' cinque capitoli è riassunta la storia degli ebrei
I nella Palestina, sono esaminati gli impegni presi dalla Gran Bretagna durante ' la '
guerra mondiale verso gli arabi ,e verso gli ebrei, 'e sono infine precisate le 'posizioni
rispettive degli arabi e degli ebrei. L'esame delle vicende del mandato palestinese
fa .ritenere alla Commissione che sussistono ancora tutti gli elementi, sia interni che
esterni, cOfltiari ad una soluzione pacifioa della questione. , ' ,
' La seconda parte, dal titolo (( L'applicazione ,del mandato », comprende un
esàme particolareggiato e approfondito del regime mandatario applicato nel periodo
1930-36 ed è diviso in 14 capitoli: Amministrazione.- Pubblica 'sicurezza.Questioni
'finanziarie e fiscali.- Terre.- Immigrazione.- Transgiordania.- ' Salute
~ubblica.- Lavori e servizi ' pubbl~ci.- I cristiani.. Legge sulla cittadinanza ed acqui

(1) Vedi Annuario di Politica Internazionale 1936, pag. 132. - Torna al testo.

Stati del mondo: 65. Gambia

64: Gabon ↔ 66:Georgia
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• Confina a N, a E e a S con il Senegal e si affaccia a W all’Oceano Atlantico.
• Il territorio ha una superficie di 11.295 kmq e una popolazione di 1.360.681 abitanti censiti nel 2003 e di 1.594.000 stimati nel 2008 con una densità di 131 ab./kmq. La capitale Banjul conta 35.061 abitanti nel 2003. Con l’agglomerato urbano sono 524.289 nel 2003.
• Il territorio, lungo il fiume Gambia, è prevalentemente pianeggiante, costituito da depositi alluvionali. Il clima è tropicale.
• Membro di: CEDEAO, Commonwealth, OCI, ONU, UA, WTO, Associato UE.
- Gambia Bureau of Statistics.

Vers. 1.0/15.4.10
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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. –

1. Parametri principali. – In base alla costituzione del 1997, il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale per 5 anni; l’Assemblea nazionale è formata da 48 membri eletti per 5 anni (più 5 nominati dal presidente).

2. Note storiche. – Già colonia britannica, monarchia indipendente dal 18 febbraio 1965 nell’ambito del Commonwealth, è diventata una repubblica nel 1970. Dal 1982 al 1989 è stata unita al Senegal nella confederazionr della Senegambia.

3. Economia. – L’agricoltura si basa sulla monocoltura dell’arachide. Colture di sussistenza sono il riso, il mais, la manioca, il miglio. Di rilievo le risorse forestali. L’industria è limitata alla lavorazione dei prodotti agricoli. Importanti le rimesse degli emigrati, gli aiuti internazionali e le riesportazioni, favorite dalle basse tariffe doganali. In crescita il turismo, proveniente in gran parte dai paesi europei.

4. Difesa. – Nel 1994 un colpo di stato militare ha portato al potere Y. Jammeh, che ha mantenuto la guida del paese, come leader dell’APRC, anche dopo il ripristino formale della democrazia nel 1996.

5. Giustizia. – Nessun dato disponibile.

6. Popolazione. – La crescita annua è stata del 3% nel quinquennio 2002-2007 con un incremento demografico del 26,9‰ nel 2007. Gruppi etnici: mandingo o Mandinka (34,1%), Fula (16,2%), Wolof (12,6%), Jola (9,2%), Serahuli (7,7%), altri (20,2%).

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Stati del mondo: 154. Senegal

150: Seicelle ↔ 152: Serbia
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• Confini: a N con la Mauritania, a E con il Mali, a S con la Guinea e la Guinea-Bissau, a W si affaccia all’Oceano Atlantico. Ingloba nel suo territorio il Gambia.
• Il territorio ha una superficie di 196.722 kmq e una popolazione di 9.956.202 abitanti censiti nel 2002 e di 11.660.000 stimati nel 2008 con una densità di 59 ab./kmq. La capitale Dakar conta 1.049.253 abitanti nel 2007. Con l’agglomerato urbano sono 2.243.400 nel 2007.
• A N il confine è segnato dal fiume Senegal, altri fiumi importanti sono il Casamance e il Gambia. Il clima è caldo, con una stagione secca e una umida.
• Membro di: CEDEAO, OCI, ONU, UA, WTO, Associato UE.
- Agence Nationale de la Statistique.

Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. –

1. Parametri principali. – In base alla costituzione del 2001, il Presidente è eletto a suffragio diretto con mandato di 5 anni. L’Assemblea nazionale è composta da 150 membri eletti per 5 anni; il Senato, reintrodotto nel 2007, ha 100 membri (35 eletti e 65 di nomina presidenziale).

2. Note storiche. – «Già colonia francese, è indipendente dall’11 novembre 1960; il “padre della patria”, lo scrittore Léopold S. Senghor, ne ha mantenuto la presidenza fino al 1980. Dal 1982 al 1989 il paese ha formato con il Gambia la confederazione del Senegambia. Dopo la lunga presidenza di A. Diouf (1981-2000), si è affermato il candidato dell’opposizione A. Wade con un programma di radicale rinnovamento delle istituzioni» (Calendario, 2010).

3. Economia. – Il settore agricolo si basa sulla coltura dell’arachide, di cui il paese è uno dei maggiori produttori mondiali. Notevoli anche le produzioni di canna da zucchero e di cotone. Il settore della pesca sta subendo un crisi per eccesso di sfruttamento. Altra rilevante risorsa sono i fosfati. L’industria principale è quella tessile. È in crescita il ruolo di numerose società cinesi interessate allo sfruttamento delle risorse del paese, specie di quelle petrolifere. Il paese si trova di fatto nell’area dell’euro perché il franco CEA è legato all’euro da un tasso di cambio fisso. In crescita il turismo.

4. Difesa. – Tra il 1983 e il 2004, nella regione di Casamance si è sviluppata la guerriglia separatista guidata dal MFDC.

5. Giustizia. – Il sistema giudiziario si basa sul diritto francese. La pena di morte è stata abolita nel 2004.

6. Popolazione. – La crescita annua è del 2,8% nel quinquennio 2002-2007 e con un incremento annuo del 27,5‰ nel 2007. Gruppi etnici: Wolof (42,7%), Serer (14,9%), Fulani (14,4%), Toucouleur (9,3%), Diola (5,3%), Mandingo o Mandinka (3,6%), Bambara (1,3%), altri (8,5%). La lingua ufficiale è il francese. La religione è musulmano sunnita per il 92 %.

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Stati del mondo: 110. Marocco - Territori occupati dal Marocco: 1. Sahara Occidentale

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• Il territorio ha una superficie di 252.120 kmq e una popolazione di 417.054 abitanti censiti nel 2004 e di 497.000 stimati nel 2008 con una densità di 2 ab./kmq. Il capoluogo Laayoune conta 183.691 abitanti nel 2004. Presidente è Mohamed Abdelaziz. Si parla la lingua araba. La religione è musulmana sunnita.

• Membro di: UA.

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a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z

1. Parametri principali. – Comprende i territori dell’Ex Sahara Spagnolo annessi dal Marocco nel 1976 e costituenti le province di Boujdour (100.120 kmq), Laayoune (39.360 kmq) e Es-Semara (61.760 kmq) e quelli annessi nel 1979 (ex Río de Oro, già amministrati dalla Mauritania col nome di Tiris El Gharbia) e costituenti la provincia di Oued-Eddahab (50.880 kmq, capoluogo Dakhla). La sovranità marocchina non ha avuto riconoscimento internazionale ed è stata contestata con le armi dal Polisario (Fronte popolare di liberazione del Saguiat el Hamra e del Río de Oro) che, col sostegno dell’Algeria, ha proclamato il 27 febbraio 1976 la Repubblica araba saharawi democratica (ammessa nell’OUA, attuale UA) nel 1982. I campi del Polisario si trovano nella regione di Tindouf, nel sud dell’Algeria.

2. Note storiche. – Dopo anni di scontri armati e un decennio circa di trattative il 16 novembre 1997 i rappresentanti del Marocco e del Polisario hanno firmato un primo accordo per l’autodeterminazione della regione. In vista di un futuro referendum è stato effettuato un censimento degli aventui diritto al voto: l’ONU ha rilevato nel 2000 poco più di 84.000 elettori. Il governo marocchino ha però sempre boicottato lo svolgimento di una consultazione popolare. Nel 2006 la missione dell’ONU nella regione (MINURSO) è stata prorogata per consentire l’esame di nuove proposte di pace.