luglio 14, 2006

Stati del mondo: 98. Libano

16: Barbados ↔ 18: Belize
a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z


• Confini: a N e a E con la Siria, a S con Israele e si affaccia a W al Mar Mediterraneo.
• Il territorio ha una superficie di 10.400 kmq e una popolazione di 2.126.325 abitanti censiti nel 1970 e di 4.140.000 stimati nel 2008 con una densità di 398 ab./kmq. La capitale Beirut conta 1.857.000 abitanti nel 2007.
• Il territorio è percorso da NE a SW dalla catena del Libano (monte Qurnat as-Sawda, 3083 m). La fossa della Béqaa è la prosecuzione settentrionale della depressione del Mar Morto e del Giordano. Infine, la catena dell’Antilibano corre lungo il confine siriano. Il clima è mediterraneo.
• Membro di: Lega Araba, OCI, ONU.
- Central Administration for Statistics.

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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Difesa. – 5. Giustizia. – 6. Popolazione. –

1. Parametri principali. – Già parte dell’Impero Ottomano, assegnato nel 1920 in mandato alla Francia, il Libano ha ottenuto l’indipendenza il 26 novembre 1941. Nel 1943 un accordo non scritto (Patto nazionale) ha sanzionato una suddivisione confessionale delle cariche pubbliche tale da favorire la componente cristiana. In base alla costituzione del 1926 (modificata più volte) e al Patto nazionale, il Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento e in carica per 6 anni, deve essere cristiano-maronita; egli condivide il potere esecutivo col Consiglio dei ministri, presieduto da un musulmano sunnita. Il potere legislativo spetta all’Assemblea nazionale, composta da 128 membri per metà musulmani (sunniti, sciiti, drusi, alawiti) e per metà cristiani (maroniti, greci ortodossi e cattolici, armeni ortodossi e cattolici, protestanti), eletti per 4 anni; la presidenza dell’Assemblea nazionale spetta a uno sciita. Il sistema giudiziario è basato su una serie di principi di origine diversa: dal diritto ottomano al codice napoleonico. Nel paese sono presenti circa 300.000 profughi palestinesi – qui il Calendario dice correttamente “palestinesi” e non genericamente “arabi” – e oltre 500.000 lavoratori siriani, in gran parte clandestini.

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2. Note storiche. – Sconfitto nel primo conflitto arabo-israeliano (1948-49), il paese è stato sconvolto nel 1958 dalla guerra civile tra cristiani filoccidentali e musulmani filoegiziani. Una nuova guerra civile è esplosa nel 1975, con la pesante intrusione di truppe siriane e israeliane, e solo nel 1989 è stato raggiunto un nuovo accordo tra le parti, più favorevole verso la parte musulmana. Nel 1990 le truppe israeliane hanno lasciato il Libano (mantenendo tuttavia fino al 2000 il controllo di una “fascia di sicurezza” profonda 10 km). Nel 1991 un trattato con la Siria ha sancito una sorta di “protettorato” siriano sul paese. Nel settembre 2004 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha ordinato il ritiro delle truppe siriane presenti nel paese dal 1975. La decisione del parlamento di respingere la risoluzione dell’ONU ha provocato le dimissioni del primo ministro Rafih al-Hariri, attorno al quale si è compattato un ampio schieramento anti-siriano. L’uccisione di al-Hariri in un attentato a Beirut (14 febbraio 2005) e le grandi manifestazioni popolari che ne sono seguite hanno indotto la Siria a richiamare in patria le sue truppe. Nel 2006 Israele ha invaso il sud del paese per colpire le milizie Hezbollah; una risoluzione dell’ONU ha portato a un cessate il fuoco (14 agosto) e al dispiegamento di una forza di pace lungo il confine meridionale. || «Analizziamo il Libano dopo quindici anni di guerra “civile”: centomila morti, trecentomila feriti, un milione di sfollati, due milioni di esiliati, cinquanta miliardi di dollari di distruzioni. Oggi, il Libano ha ufficialmente ritrovato la “pace”, mi correggo, “la pax siriana”! Quarantamila soldati siriani continuano ad occupare l’85% del territorio libanese, mentre il restante 15% è sempre controllato dagli israeliani e dai loro alleati libanesi del sud del paese. I “mukabarat” (agenti della polizia politica e dei servizi segreti) di Damasco sono presenti dappertutto: persino negli uffici e negli appartamenti privati del “Presidente” libanese Elias Hraui e dei membri del “governo” del primo ministro Omar Karamé. Il governo fantoccio di Beirut obbedisce a bacchetta al Presidente siriano Hafez el-Assad, con la benedizione del re Fahd d’Arabia Saudita e dei suoi amici della Lega Araba. Il Parlamento libanese è completamente illegale. E stato eletto nel 1972 - dunque prima dell’inizio della guerra scoppiata nel 1975 - dal 12% della popolazione e continua, nonostante tutto, a rimanere in carica, usurpando sfacciatamente un mandato elettorale che avrebbe dovuto finire nel 1976! Dopo la morte o le dimissioni di 40 deputati, i parlamentari mancanti sono stati nominati d’ufficio da Damasco ... Inutile sottolineare che la libertà di stampa e d’opinione, come il rispetto dei diritti dell’uomo, appartengono ormai ad un vago ricordo del passato. Dopo gli accordi di Taef nel 1989, l’eliminazione del generale Aoun nel 1990 e la firma dell'accordo siro-libanese del maggio 1991 il Libano ha perduto la sua libertà e la sua indipendenza, divenendo, così, un semplice protettorato siriano; con l’avallo, naturalmente, degli Stati Uniti e delle Potenze occidentali. A quando l’annessione pura e semplice dell’ex Libano al “BiladEsh-Sham”, la Grande Siria?» (Mariantoni, 1991).

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3. Economia. – Le principali colture sono quelle cerealicole (frumento, orzo, mais). frutticole (vite) e oleifere (arachidi, olivo). Le foreste si sono ridotte e i cedri del Libano, un tempo vanto del paese, sono quasi scomparsi. Le risorse minerarie si limitano ad alcuni giacimenti di minerali di ferro (a Jbeil), sale e gesso. Raffinerie di petrolio sono in funzione a Tripoli e a Saida, dove arrivano gli oleodotti dell’Iraq e dell’Arabia Saudita. A Jbeil è attivo un impianto siderurgico, a Shiga (Sheqa) un cementificio. Industria tessile a Tripoli, Hadeth, Hazmié, Phanar-Beirut. agroalimentare, lavorazione del legno e della carta (Hamana e Bikfeya). La bilancia commerciale è deficitaria. È in vigore un accordo di libero scambio con la UE. La Banque du Liban svolge la funzione di banca centrale.

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4. Difesa. – Nel paese è presente un contingente di forze di pace dell’ONU (UNIFIL). Il personale militare consta di 56.000 unità. Le spese militari assorbono il 5,1% del PIL nel 2007. Le forze armate sono distribuite per il 96% sull’esercito, la Marina il 2% e l’Aviazione il 2%.

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5. Giustizia. –

6. Popolazione. –

7. La guerra al Libano e la battaglia per il petrolio. – L’articolo è un poco fuorviante, almeno nel titolo, in quanto punta più sul petrolio che non sugli interessi sionistici e sul ruolo che Israele gioca da sempre nei conflitti di tutta la regione. Dal testo, tuttavia: «Inoltre, le azioni di Israele e Turchia sono coordinate nel contesto di una trentennale alleanza militare diretta contro la Siria. In base a tale patto bilaterale, Turchia e Israele sono d’accordo “a collaborare nella raccolta d’intelligence” dalla Siria e dall’Iran. Durante l’amministrazione Clinton, un’intesa triangolare militare tra Stati Uniti, Israele e Turchia venne creata. Questa ‘triplice alleanza’, controllata dall’US Joint Chiefs of Staff, integra e coordina le decisioni dei comandi militari tra Washington, Ankara, Tel Aviv e il quartier generale della NATO, a Bruxelles, riguardanti il Medio Oriente. La triplice alleanza è anche accoppiata all’accordo di cooperazione militare NATO-Israele del 2005, in base al quale Israele è diventato un membro de facto dell’alleanza atlantica. Questi legami militari con la NATO sono visti dai militari israeliani come un mezzo per “rafforzare la capacità di deterrenza d’Israele verso potenziali nemici che lo minacciano, soprattutto l’Iran e la Siria.”».

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