luglio 03, 2010

La questione sionista ed il Vicino Oriente – Tratte da “Oriente Moderno” cronache dell’anno 1921. § 26a: Arabi e “Sefardim”.

§ 26a/1921 § Precedente/Successivo
La lettura di «Oriente Moderno», anno 1921, secondo semestre, offre una sobria e rigorosa rassegna stampa delle notizie sulla Palestina, il Vicino Oriente e l’affermarsi del sionismo. È qui possibile una duplice modalità di lettura: in verticale (↑↓), a papiro, in un singolo post, di tutto e del solo testo originale dei fascicoli mensili, dove diviso per capitoli (cap., c.) e annate con qualche illustrazione grafica si affianca qui una diversa lettura in modalità orizzontale (← →), a libro, di ogni singolo paragrafo (§), dove è possibile un commento critico con webgrafia, note, iconografia e ogni utile integrazione. Il Lettore che desidera leggere i testi senza nessuna mediazione del Curatore può spostarsi sulla lettura verticale, a papiro, con un semplice clic sul numero del Cap., mentre chi vuole un’analisi e discussione dei testi ovvero avvalersi degli apparati forniti dal Curatore ovvero partecipare al Forum, può trovare maggiore interesse in un diverso editing dello stesso testo. Si spera che la segnaletica approntata e le numerose pagine di raccordo agevolino la navigazione in un ipertesto di dimensioni enciclopediche.

§ 26a

c. 26a §§ 25a 27a

Arabi e “Sefardim”

da: Oriente Moderno,
Anno I, Nr. 4,
15 settembre 1921, p. 224-225

a) Arabi e “Sefardim”. - Secondo un telegramma giunto da Gerusalemme, il Gran Rabbino ed altri capi dei «Selardim» (1) in Palestina hanno protestato energicamente contro le voci corse, secondo le quali essi sosterrebbero la Delegazione araba. Essi affermano di essere in perfetta unità di tendenze col resto degli Ebrei della Palestina, richiedendo l’esecuzione delle promesse fatte relativamente alla fondazione della sede nazionale israelita in Palestina. (Times, 13-8-1921). U. F.

b) Gli Arabi e il Sionismo. - Yusuf al-Khtib pubblica un appello agli Arabi palestinesi, sotto il titolo : «Non vi è timore né pericolo da parte dei Sionisti, se si forma in tutte le regioni della Palestina un’unità naturale economica».

Egli dice che è inutile fare appello alle altre nazioni, è inutile l’opera di propaganda, una volta che l’Inghilterra, per bocca di Sir H. Samuel, ha dichiarato che non è possibile ritirare la promessa fatta ai Sionisti; occorre in questa condi zione apprestare le armi per la difesa nel campo della concorrenza economica. I Sionisti si apprestano a occupare la Palestina; ma essa è in mano degli Arabi; e che timore allora, e che bisogno di aiuto dall’Estero? Occorre liberarsi da ogni vano sogno o timore, e apprestare contro i Sionisti la forza dell’unione, la forza economica, la forza della scienza, strumenti con i quali essi stessi combattono gli Arabi.

Ognuno veda quale è la sua parte di compito in questa impresa; il pericolo non è costituito dal Sionismo, ma dalla divisione, dalla cupidigia, dagli odi, dall’egoismo, dall’ignoranza, dall’attendere gli aiuti dal di fuori. Se tutti si porranno all’ opem con buona volontà e concordia, la Palestina resterà araba. (al-Karmel, 30-7- 1921). M. G.

(1) Israeliti d’origine spagnola o portoghese, ma stabiliti in Palestina da quattro secoli. Cfr. qui sopra, p. 223, col. I.

Torna al Sommario.

Nessun commento: