gennaio 30, 2011

Stati del mondo: 105. Madagascar

16: Barbados ↔ 18: Belize
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• Confini: Isola dell’Oceano Indiano, al largo della costa sudorientale dell’Africa, dalla quale è separata dal Canale del Mozambico.
• Il territorio ha una superficie di 587.295 kmq e una popolazione di 12.238.914 abitanti censiti nel 1993 e di 19.625.000 stimati nel 2009 con una densità di 33 ab./kmq. La capitale Antananarivo = Tananarive conta 1.697.000 abitanti nel 2007 e con l’aggregato urbano 2.598.000 nel 2000.
• L’isola del Madagascar è formata da un altopiano centrale con una serie di vulcani spenti, alcuni dei quali occupati dai laghi. Numerosi sono i fiumi. Il clima è caldo-umido modificato dall’altitudine.
• Membro di: Commonwealth, ONU, UA e WTO, associato UE.
Institut National de la Statistique.

Vers. 1.0/30.1.11
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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Giustizia. – 5. Popolazione. –

1. Parametri principali. – Esiste un Presidente dell’Alta Autorità di Transizione in carica dal 17 marzo 2009 ed impersonato da Andry Rajoelina. Il Parlamento è bicamerale; il presidente della repubblica è eletto a suffragio universale con mandato di cinque anni. Egli nomina il primo ministro. La crescita economica ha subito gli effetti combinati della crisi economica globale e della difficile situazione politica del paese. Su una popolazione di 12 milioni di abitanti il Madagascar ha 124.127 insegnanti, 5.027.636 studenti, 16.395 laureati nel 2008. Gli analfabeti costituiscono ancora il 29,3% della popolazione. La spesa pubblica per l’istruzione assorbe il 2,9% del PIL, la spesa pubblica per la sanità assorbe il 2,7% del PIL.

2. Note storiche. – Già colonia francese, il Madagascar è diventato indipendente il 26 giugno 1960. Il 30 dicembre 1975, con un colpo di stato, il potere è stato assunto da Didier Ratsiraka, che ha trasformato il paese in una republica democratica a orientamento socialista. La crisi del regime è iniziata nel 1991 con grandi manifestazioni di piazza. Il 19 agosto 1992 è stata approvata con referendum una nuova Costituzione. Nel 1993 le elezioni presidenziali e legislative sono state vinte dal CFV (Comitato delle Forze Vive), ma nel 1996 il presidente Allbert Zafy è stato destituito e l’ex presidente Ratsiraka (1976-1993) ha vinto le elezioni. Alle presidenziali del 2001 Ratsiraka non ha riconosciuto la vittoria di M. Ravalomanana; dopo alcuni mesi di scontri il 7 luglio 2002 Ratsiraka è fuggito. Ravalomanana, riconfermato alle elezioni del 2006, è stato costretto a dimettersi il 7 marzo 2009. Ad Andry Rajoelina, sindaco della capitale, è stata affidata dai militari la presidenza di un’Autorità di transizione che dovrà dare un assetto istituzionale al paese.

3. Economia. – Le colture prevalenti sono il riso e la manioca e sono destinate all’alimentazione locale. Nelle piantagioni si coltivano il caffè, tipico dei versanti collinari rivolti verso l’Oceano Indiano, la canna da zucchero, il cotone, il pepe, il tabacco e il cacao. Importanti sono inoltre la vaniglia, i chiodi di garofano e altre essenze come la citronella, il geranio, la cannella, il basilico, lo ylang-ylang. Altri prodotti da esportazione sono la copra e le fibre di sisal e di kenaf. È praticata la viticoltura. Le foreste forniscono ebano, palissandro, mogano. Sono frequenti i cicloni che recano danni alle colture. Importante è l’allevamento bovino. La pesca ha rilevanza locale, ma è in espansione la pesca industriale (gamberi) dedicata all’esportazione grazie a un accordo con la UE. Il sottosuolo custodisce numerosi minerali come il nickel. il cobalto, la grafite, la cromite, l’uranotorianite, la mica. Si estraggono oro e pietre preziose. Le principali industrie sono quelle alimentari. Il paese importa materie prime, combustibili, macchinari e attrezzature industriali. Esporta prodotti del settore primario e minerali.

4. Giustizia. – È in vigore la pena di morte.

5. Popolazione. – I malgasci costituiscono il 95,9% della popolazione. Sono lingue ufficiali il francese, l’inglese e il malagasy. La religione vede in prevalenza al 52% gli animisti e le credenze tradizionali, seguono i cattolici al 21,3 %, i protestanti al 19,7 % e i musulami al 7%.

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