marzo 08, 2010

Stati del mondo: 5. Angola.

4: Andorra ↔ 6: Antigua e Barbuda
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Confini: l’Angola confina a N e a NE con la Repubblica Democratica del Congo, a E con la Zambia e a S con la Namibia; a W si affaccia all’Oceano Atlantico con 1600 km di coste.
Ha una superficie di 1.246.700 kmq ed una popolazione stimata di 16 milioni di abitanti nel 2008. La capitale è Luanda con 2.700.000 abitanti nel 2006. Già colonia e provincia d’Oltremare portoghese (1951), l’Angola si dichiarò indipendente nel 1975 in una situazione di guerra civile.
- Official Web Site of the Republic of Angola.

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Sommario: 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Giustizia. – 5. Difesa. – 6. Popolazione. – 7. La posizione all’Onu sul rapporto Goldstone. – 8. I rapporti dell’Angola con la Cina. –

1. Parametri principali. – Repubblica presidenziale con un territorio di 1.246.700 kmq ed una popolazione di poco superiorie ai sedici milioni di abitanti, dispone di notevoli risorse naturali, che sollecitano gli appetiti della grandi potenze. È da ricostruire la storia dei suoi rapporti con il Portogallo al di fuori dell’ideologia convenzionale.La lingua ufficiale è il portoghese ed i cattolici costituiscono il 50 per cento della popolazione. L’Angola dispone di giacimenti petroliferi. La principale risorsa mineraria sono i diamanti.

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2. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – Viene dato voto favorevole alla mozione per trasmettere il rapporto Goldstone al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché sanzionasse Israele. Ecco come un propgandista del governo israeliano commenta e riporta la notizia: « Il gruppo A sono i 114 stati che hanno approvato la mozione, di gran lunga la maggioranza assoluta dell'assemblea, ma anche della popolazione del mondo: tutti i paesi arabi e musulmani, tutti i paesi comunisti e simili, ma anche India e Cina, Brasile e Cile, Messico e Perù, Armenia e Azerbaigian per una volta uniti, qualche paese europeo come la Svizzera, l'Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro. Se questi sono gli schieramenti – e purtroppo lo sono, la mappa strategica che ne esce è terrificante. Di fronte alla voglia di infliggere un'umiliazione a Israele si annullano le distinzioni fra gli stati in lotta fra di loro (per esempio l'India si schiera con Pakistan e Cina, l'Armenia con la Turchia e l'Azerbaigian, Cipro ancora con la Turchia). Se vi immaginate un mappamondo, vedete nell'azzurro degli occidentali il Nord dell'America fino al confine messicano, il continente australiano e qualche macchia in Europa; nel verde degli islamici e amici quasi tutta l'Asia, l'Africa, il Sudamerica con delle macchie anche in Europa; nel bianco degli astenuti buona parte dell'Europa, inclusa la Russia con qualche macchia qua e là». Naturalmente il tono isterico non ci riguarda e ne abbiamo fatto citazione solo per valutare di riflesso l’importanza della notizia e della posizione assunta in un più vasto contesto geopolitico che pone interrogativi sull’evoluzione di un‘organizzazione come l’ONU, nata come creatura delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. ma poi diventata una sorta di trubuna degli stati che negli anni successivi si sono venuti caratterizzati come stati formalmente indiendenti e sovrani. Il Consiglio di Sicurezza tradisce l’atto di nascita di questa organizzazione nternazionale che aveva rimpiazziato la ormai screditata Società delle Nazioni, dove gli USA lae poetenze vincitrici della prima guerra mondiale la facevano da padrone. Sembra che le cose non stiano esattamente allo stesso modo per l’ONU. E non a caso si parla di un suo licenziamento per essere sostituito da una sedicente Lega delle Democrazia, dove chiaramente saranno in rima fila a dare l’esempio gli Usa e Israele.

3. I rapporti dell’Angola con la Cina. – L’Angola è il secondo fornitore di petrolio alla Cina, dopo l’Arabia Saudita e prima dell’Iran. La posizione dell’Angola non è distinta da quella di tutti i paesi africani, che vedono nella Cina una grande occasione per dotare l’Africa delle infrastrutture che le mancano e che né gli europei né l’America sembra voler costruire. «Emblematici i casi di investimenti cinesi in Angola (petrolio contro beni di consumo e grandi lavori, a partire dalle infrastrutture» (Fonte).

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