marzo 29, 2010

Stati del mondo: 43. Repubblica Democratica del Congo.

42: Rep. del Congo ↔ 44: Corea del Nord
a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z


• Confini: a N con la Repubblica Centrafricana e il Sudan, a NE con l’Uganda, a E con il Ruanda, il Burundi e la Tanzania, a SE con la Zambia, a S ancora con la Zambia e l’Angola, a W con il Congo. Si affaccia a W per un breve tratto all’Oceano Atlantico.
• Il territorio ha una superficie di 2.344.858 kmq e una popolazione di 29.671.407 abitanti censiti nel 1984 e di 64.704.000 stimati nel 2008 con una densità di 28 ab./kmq. La capitale Kinshasa conta 7.851.000 abitanti nel 2007.
• Il territorio corrisponde più o meno al bacino del fiume Congo, conca vastissima coperta dalla foresta equatoriale e dalla savana, limitata a S dalle terre alte dell’Africa australe, a E dall’altopiano dei Grandi Laghi, a N dai paesi della fascia sudanese. La parte centroccidentale è coperta da una pianura con altitudine media compresa tra i 310 e i 430 m e percorsa dal fiume Congo. A E l’altopiano è rotto da fosse occupate in parte da laghi (Tanganika e Kivu). Nella parte centrale del paese il clima è equatoriale, nelle zone periferiche è più mite.

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1. Parametri principali. – Già Congo Belga, il paese ottenne l’indipendenza il 30 giugno 1960 con un governo guidato da Patrice Lumumba. Poco dopo scoppiò la guerra civile, provocata dal movimento secessionista del Katanga, appoggiato dalle compagnie minerarie europee presenti in quella regione. In base alla nuova costituzione approvata il 19 dicembre 2005 il presidente della repubblica è eletto a suffragio universale con mandato di 5 anni ed è rieleggibile una sola volta. Il sistema giudiziario è basato sul diritto belga, con influenze tribali locali. L’indice di fecondità è elevatissimo, come anche quello di mortalità e di mortalità infantile. Il continuo stato di guerra del Congo ha provocato quasi due milioni di profughi. Il principale gruppo etnico è quello bantu. Un’esigua minoranza di pigmei vive nel cuore della foresta tropicale.

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dati vecchi da sistemare e riutilizzare.
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Brazzavile

Il nome Congo suscita in noi europei l'impressione del più intenso sfruttamento coloniale. Non tutti noi europei ci sentiamo di ciò responsabili. Nelle nostre distinte coscienze nazionali resta il solo Belgio ad essere responsabile di una mancata educazione alla vita civile dei congolesi. Cosa hanno fatto dunque i belgi in Congo? Hanno solo pensato a sfruttarne le risorse? Non voglio qui anticipare conclusioni che saranno legittime solo dopo un'accurata analisi sulla base della documentazione raccolta. Ciò che vale per il Congo può ripetersi per ogni paese africano. Noi Europei orgogliosi della nostra civiltà non abbiamo portato in Africa nessuna civiltà. La cronaca quotidiana ci parla di morti per fame, per malattia, per guerra. Qualcosa non deve aver funzionato nel nostro preteso superiore modello di civiltà.

LETTERATURA: Links di testo ed immagini diviso per argomenti. In Lingua italiana, tedesca, francese, inglese, spagnola.

A. RASSEGNA DELLA STAMPA ITALIANA:
• Elezioni del 29 Ottobre 2006
1. Elezioni in Congo, il giorno della speranza Dal 1998 al 2003 la guerra civile ha fatto quattro milioni di morti. Presidente uscente è Joseph Kabila. Al ballottaggio gli si oppone il suo vicepresidente Jean Pierre Bemba. Si è votato nella giornata di domenica 29 ottobre 2006.

2. Elezioni in Congo: la sfida Kabila-Bemba Le presidenziali sono combinate con le elezioni dei deputati provinciali. Votano 25 milioni di aventi diritto. Sono tre le cariche particolarmente ambite: primo ministro, presidente dell’Assemblea nazionale e presidente del senato. La nuova Assemblea Nazionale è stata realmente eletta dal popolo ed è composta da 500 deputati. Ha iniziato il suoi lavori lo scorso 22 settembre. Ci sono ancora milizie dei “signori della guerra” sparse sul territorio. Per ragioni di sicurezza la missione dei caschi blu si protrarrà fino al 15 febbraio 2007. Alla fine di agosto del 1996 iniziava nel nord est del Paese una ribellione guidata da Laurent Désiré Kabila e appoggiata da Rwanda, Burundi e Uganda. Lo scopo era quello di rovesciare il presidente Mobutu, al potere dal 1965. Ma con l’entrata di Kabila a Kinshasa il 17 maggio 1997 si chiudeva l’era di Mobutu ed iniziava una nuova epoca. Il paese assumeva un nuovo nome ufficiale: Repubblica Democratica del Congo. Non accennavano per a diminuire insicurezza, corruzione e tribalismo. Gli ex alleati Ruanda, Burundi e Uganda diventano ora nemici. Il paese piomba nella guerra civile con tante fazioni armate che si combattono l’un l’altra. Nel gennaio 2001 Laurent Desiré Kabila viene ucciso e gli succede il figlio Joseph Kabila. Le lotte tribali si fanno sempre più atroci raggiungendo il loro apice nel luglio 2002. Il conto dei morti è stimato in oltre 4 milioni. Si raggiunge un armistizio solo alla fine del 2002 con l’accordo di Gbadolite.

3. Candidati con lo stesso programma. Insufficienti i 17 mila caschi blu. Il primo turno di ballottaggio si è tenuto a fine luglio. Il favorito è Joseph Kabila. Resta il dubbio: in caso di prevista sconfitta cosa farà Bemba? Riprenderà le armi con il solito pretesto di brogli elettorali? In caso di nuova guerra civile i caschi blu non saranno sufficienti alla bisogna. E’ questo il loro più grosso impegno militare. In Congo mancano tutte le infrastrutture. Non esiste un’amministrazione pubblica e gli pubblici non hanno mai ricevuto uno stipendio. Se lo procurano. Gli insegnanti non sono stati mai pagati. I militari sono abitualmente dedicati ai taglieggiamenti di quanti passano per strada. Eppure il Congo è ricchissimo. Kinshasa ha otto milioni di abitanti. Qui Bemba, un omone alto più di due metri, ha la sua base di consenso. In Congo vi era stato un tentativo di riforma elettorale simile a quella ora vigente in Italia: i candidati decisi dai partiti.

4. Le ricchezze minerarie del Congo fanno gola a molti: chi dei due contendenti firmerà i contratti con le multinazionali? Chi vince avrà le chiavi della cassaforte: la procedura formalmente democratica delle elezioni è soltanto una concessione alle nuove superstizioni ideologiche dell’Occidente. In passato la foglia di fico era la religione e l’evangelizzazione delle genti. Come sia possibile oggi tanta barbarie dopo secoli di Vangelo e di tutela europea, cercheremo di indagarlo in questo blog. I contendenti “democratici” alle elezioni sono due: Joseph Kabila e Jean Pierre Bemba. L’articolo della “Stampa” ne traccia un ritratto. Ne concludiamo: uno peggiore dell’altro con buona pace della selezione democratica del migliore. Si teme che il presunto perdente, il gorilla Bemba, non accetterà l’esito delle urne. Sarà di nuovo guerra. «Da una parte il figlio di un ex guerrigliero marxista che ha consentito mostruosità goyesche di una pulizia etnica. Dall’altra un ex signore della guerra denunciato per crimini alla corte penale internazionale».

B.
C.

DOCUMENTAZIONE ICONOGRAFICA: Immagini con indicazione della fonte, del contesto ed eventuale commento.

A. CARTOGRAFIA
1. FonteContesto: Sweet maria’s



2. FonteContesto: Affaires consulaires: Information et assistance aux canadiens à l’étranger


3. FonteContesto: Energy Information Administration


B. POPOLAZIONE
1. FonteContesto: Arte africana. Foto storiche


B.
C.

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