aprile 24, 2010

Stati del mondo: 195. Zimbabwe

188: Zambia ↔ 1: Afghanistan
a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v y z

• Confini: a N con la Zambia, a NW con la Namibia, a E con il Mozambico, a S con il Sudafrica e a W con il Botswana.
• Il territorio ha una superficie di 390.757 kmq e una popolazione di 11.634.663 censiti nel 2002 e di 12.170.000 stimati nel 2008 con una densità di 31 ab./kmq. La capitale Harare conta 1.572.000 abitanti nel 2007. Con l’agglomerato urbano si contano 1.752.000 ab. nel 2000.
• Il territorio è costituito da un vasto altopiano che digrada verso il Mozambico a E e verso i bacini dei fiumi Zambesi a N e Limpopo a S. Il clima è tropicale.
• Membro di: ONU, SADC, UA e WTO, associato UE.
- Central Statistical Office.
- Utenti internet: 113,6 ogni 1000 abitanti, di cui 1,4 DSL nel 2009.



1. Parametri principali. – La Costituzione del 21 dicembre 1979, conferisce ampi poteri al Presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto con mndato di 6 anni. Il parlamento è formato dalla Camera dei rappresentanti, composta da 210 membri eletti con mandato di 5 anni e dal Senato, composto da 93 membri di cui 60 eletti.

2. Note storiche. – «Colonia britannica con il nome di Rhodesia, nel 1965 fu proclamata indipendente con atto unilaterale del capo del governo Ian Smith, il quale nel 1969 instaurò un regime segregazionista sul modello di quello sudafricano. L’intervento britannico del 1979 ripristinò temporaneamente lo stato di colonia fino alle elezioni del 1980 (vinte dall’Unione nazionale africana-Fronte patriottico di Robert Mugabe) e alla proclamazione della repubblica. In seguito Mugabe ha mantenuto con spregiudicatezza il potere affermandosi in tutte le competizioni elettorali grazie a brogli e a violenze contro gli oppositori: la condanna internazionale del regime ha portato all’isolamento del paese». Così il Calendario. È però da chiedersi se il frequente fallimento negli stati africani del modello parlamentare europeo dello stato borghese di diritto non debba farci riflettere sulla pretesa di validità universale delle istituzioni europee, se questa pretesa stessa non sia in fondo una manifestazione del nostro eurocentrismo e razzismo. È da chiedersi se il paese doveva considerarsi meno “isolato” nella condizione di colonia britannica. È probabile che le forme politiche europee siano del tutto inadeguate alle condizioni di un continente oppresso da secoli di sfruttamento coloniale. L’affacciarsi all’indipendenza e alla sovranità da parte di stati nuovi comporta forse fatalmente la ricerca delle forme politiche più adeguate che devono corrispondere al genio del popolo anziché scimmiottare le forme europee, che peraltro rivelano tutte le loro crepe già nella terra di origine.

3. Economia. – «La politica economica del regime è disastrosa e il paese attraversa un lungo periodo di recessione; per finanziare il deficit pubblico viene stampata moneta che porta il tasso di inflazione a livelli altissimi. La popolazione è colpita da carenze sanitarie e alimentari. Il paese è soggetto a sanzioni internazionali, oltre al blocco degli aiuti della Banca Mondiale». Così il Calendario. È però da chiedersi il quale misura il disastro dell’economia, con sofferenza diretta sull’intera popolazione, non sia una conseguenza delle sanzioni e del boicottaggio internazionale. Si pone qui il problema della “moralità” di bocchi economici e di sanzioni che colpiscono un’intera popolazione. Si colpisce un popolo intero perché produca una classe politica che sia gradita ai sanzionatori. «La riforma agraria promulgata dal 2000 ha distribuito le terre dei proprietari bianchi e ha colpito l’efficienza dell’agricoltura», che dunque – parrebbe di capire – era efficiente finché la proprietà era in mano dei bianchi. «La coltura più importante è il mais, seguito da frumento, manioca, miglio, sorgo; è sviluppata la frutticoltura. I principali prodotti da esportazione sono il tabacco, il cotone, la canna da zucchero, la soia, il tè, il caffè e le arachidi. L’allevamento, soprattutto bovino, è diffuso. Le foreste forniscono legnami pregiati come teak e mogano». Dal sottosuolo si estraggono oro, carbone, ferro, cromite, cobalto, nichel, rame, litio, fisfati, smeraldi, diamanti. Importante è l’apporto idroelettrico fornito dal fiume Zambesi. Le principali industrie sono quelle metallurgiche, siderurgiche, meccaniche, alimentari, tessili e chimiche. Altre industrie sono quelle della carta, del cemento, dei prodotti di amianto. La lunga crisi e l’isolamento internazionale hanno depresso fortemente il settore terziario. Le mete turistiche principali sono le Cascate Vittoria, i monti Inyangani e i grandi parchi nazionali.

4. Difesa. – Il personale militare conta 29.000 addetti nel 2007.

5. Giustizia. – L’ordinamento giudiziario si basa su diritto olandese e Common Law britannica. La pena di morte è in vigore.

6. Popolazione. – La minoranza bianca è in gran parte emigrata dopo l’avvio della riforma agricola del 2000. I cittadini che vivono all’estero sono circa 3 milioni. La crescita annua è del 6% nel quinquennio 2002-07 con un incremento naturale del 13,5‰ nel 2007. I gruppi etnici sono: shona (71%), ndebele (16%), chewa (4,9%), europei (1%). La lingua ufficiale è l’inglese, ma si parla ndebele, shona. La religione è professata per il 40,5% da animisti ovvero credenze tradizionali, seguita per il 34,6% da protestanti, da cattolici per il 7%.

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7. Cosa è Africom e quali i suoi tentacoli. – L’articolo offre un’interessante descrizione di cosa è Africom e di quali sono i paesi che ne sono coinvolti. L’operazione libica fa parte della strategia di Africom per assoggettare tutto il continente. La UA è cosa ben diversa dalla Lega Araba, che può essere facilmente comprata e condizionabile come gli eventi libici hanno confermato. I paesi che sono o erano totalmente immuni ai condizionamenti di Africom, sono cinque secondo il citato articolo da studiare e sviluppare: Libia (e stiamo vedendo a quale prezzo), Sudan, Costa d’Avorio, Eritrea, Zimbabwe.

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