aprile 02, 2010

Stati del mondo: 84. Iran

16: Barbados ↔ 18: Belize
a b c d e f g h i k l m n o p r s t u v y z

• Confini: a N con l’Armenia, l’Azerbaigian e il Turkmenistan, a E con l’Afghanistan e il Pakistan, a W con l’Iraq e la Turchia. Si affaccia a N al Mar Caspio, a S al Golfo di Oman e al Golfo Arabico.
• Il territorio ha una superficie di 1.648.846 kmq e una popolazione di 70.472.846 abitanti censiti nel 2006 e di 72.213.000 stimati nel 2008 con una densità di 44 ab./kmq. La capitale Teheran conta 7.875.000 abitanti nel 2007.
• Notevole è il contrasto tra le catene periferiche (Elburz e Zagros) e l’interno che presenta una grande depressione rocciosa senza sbocco al mare, alternata a distese salmastre, steppe saline e deserti sabbiosi (come il Dasht-e-Kavir). Il clima è continentale sull’altopiano; sul litorale ha inverni tiepidi ed estati calde.
- Statistical Centre of Iran.

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1. Parametri principali. – Il Calendario non dice nulla sul colpo di stato del 1953, ad opera di CIA e servizi inglesi, che fecero cadere il regime democratico di Mossaqued, collocandovi al suo posto lo scià, a sua volta abbattuto dalla rivoluzione del 1979. «La Costituzione del 2 dicembre 1979 sancisce la subordinazione dello Stato all’autorità del clero sciita. Al vertice dello Stato vi è infatti il Rahbar, la Guida religiosa nominata a vita dall’Assemblea degli esperti (86 teologi eletti dal popolo in carica 8 anni); egli presiede il Consiglio dei guardiani della costituzione e della sharia (12 membri da lui nominati) che ha il controllo sulle leggi e sugli organi dello Stato, compreso il Presidente della Repubblica. Questi, che è anche capo del Governo, è eletto a suffragio diretto con mandato di 4 anni ed è rieleggibile solo una volta. Organo legislativo è l’Assemblea islamica, formata da 290 membri, di cui 285 eletti con mandato di 4 anni da liste di “buoni musulmani”, più 5 in rappresentanza delle minoranze religiose».

2. Note storiche. – Dal Calendario: «Nel gennaio 1979 lo scià fu costretto all’esilio da una sollevazione popolare guidata dal capo del clero sciita, l’ayatollah Khomeini; col referendum del 30 marzo 1979 l’Iran si trasformò in repubblica islamica, proclamandosi alfiere delle masse diseredate islamiche in lotta contro il “grande Satana” (gli Usa) e il suo alleato (Israele). Nel periodo 1980-88 l’Iran è stato impegnato in una lunga guerra con l’Iraq che si è conclusa senza vinti né vincitori, ma con un carico pesantissimo di vittime (più di un milione di morti) e danni materiali». Curioso il tempismo con cui ad un anno dalla cacciata dello scià, l’Iraq di Saddam Hussein – allora aizzato e sostenuto dagli Usa – scatenò la guerra contro l’Iran, colpevole di aver deposto lo scià voluto nel 1953 dalla CIA. Prosegue il Calendario: «Le elezioni presidenziali del 1997 e quelle parlamentari del 2000 hanno aperto la strada del moderato Mohamad Khartami. La “primavera riformista” si è conclusa nel 2005 con la vittoria alle presidenziali dell’ultraconservatore M. Ahmadinejad».

3. Economia. – «La riduzione dei prezzi degli idrocarburi ha fermato la crescita del PIL, limitando le disponibilità economiche del paese. Gran parte delle attività produttive è sotto il controllo dello stato e delle fondazioni religiose (Bonyad), che mantengono calmierati i prezzi dei beni di consumo. Restano intensi gli scambi con Russia e Cina, di cui l’Iran è il principale fornitore di petrolio». Resta da capire perché mai proprio la Cina dovrebbe unirsi alle sanzioni volute e decise da Israele, che possiede quell’atomica contestata ad un Iran che non la possiede e non dichiara di volerla avere, come pure sarebbe legittimo, se lo chiedesse. Non vi è nessuna legge di natura che conferisce a Israele il diritto di avere ciò il cui possesso contesta ai suoi vicini. «La produzione agricola non copre il fabbisogno nazionale a causa della scarsità d’acqua, della mancanza di tecnologie impegnate nel settore e dell’eccessiva frammentazione della proprietà terriera». Sono coltivati frumento, orzo, riso, barbabietole da zucchero, verdura e frutta fresche, tè di cui è rilevante la produzione e che costituisce la bevanda nazionale. Il cotone è la principale coltura industriale. La superficie boschiva è scarsa. Particolarmente numerosi sono gli ovini. Lungo le coste del Mar Caspio è sviluppata la pesca dello storione, dalle cui uova si prepara il caviale. L’Iran è uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio, circostanza che spiega la pressione statunitense ed i pericolo di una nuova guerra che aggiungere al controllo dei pozzi petroliferi iracheni anche quelli iraniani: è da vedere se ciò conviene alla Cina, che non ha nulla da temere da un’inesistente atomica iraniana, più di quanto non debba temere nella regione quella israeliana, pakistana o indiana, ma che avrebbe tutto da perdere dalla rinuncia al petrolio iraniano, necessaria conseguenza di una politica di sanzioni. Potrebbe la Cina continuare a ricevere il petrolio iraniano senza pagarlo con qualcosa? Misteri della propaganda! O dovrebbe la Cina accettare di dipendere dagli Usa per i suoi rifornimenti strategici? Dagli Usa che fanno di tutto per destabilizzare l’ordinamento interno della Cina con la scusa di quei “diritti umani” che sono estranei alla cultura giuridica cinese e che negli stessi paesi che se ne proclamano araldi sono solo una foglia di fico dietro la quale si nasconde ogni sorta di nefandezze. Basti pensare alla sola Germania, dove ogni anno 15.000 persone vengono penalmente perseguite per meri reati di opinione. Ma è lo stesso in altri 13 paesi dell’Unione Europea. || «La ridotta capacità delle raffinerie fa sì che il paese, grande produttore di greggio, sia costretto a razionare la benzina». Ed è davvero un paradosso che bisogno portare all’attenzione delle imprese italiane che potrebbe costruire quelle raffinerie di cui l’Iran ha bisogno. «L’Iran possiede anche grandi riserve di gas naturale». Con tutto questo ben di dio diventa evidente quanto il virtuoso occidente sia interessato ai diritti umani e civili degli omosessuali iraniani. Vi sono inoltre ricchi giacimenti di rame., miniere di carbone, di ferro, di zinco, di cromo, di bauxite, di zolfo, di uranio perfino. Rinomata è la fabbricazione di tappeti, in gran parte prodotti con sistemi moderni. || «La bilancia commerciale è attiva. Le importazioni sono costituite da macchinari, benzina, forniture militari, metallurgici e farmaceutici». È da chiedersi se le sanzioni debbano riguardare le forniture di medicinali. Tutte le banche, anche quelle private e straniere, debbono sottostare alla legge islamica, che impone interessi molto bassi! Anche questo ben spiega il livore e l’accanimento contro l’Iran, paese “non democratico”. È da chiedere a quanti nei nostri paesi sono stati tartassati dai mutui bancari cosa ne pensino della nostra presunta democrazia e del non democrazia iraniana. «Sono però diffuse attività di credito clandestine a tassi usurari». Dal 2008 il bilancio dello stato e le transazioni internazionali sono effettuate in euro. || Sono numerosi i centri di valore archeologico, che alimentano flussi turistici. || «L’istruzione elementare è obbligatoria e gratuita; le scuole superiori sono divise in due cicli di 4 e 3 anni. Il divario di alfabetizzazione fra uomini e donne è sensibilmente diminuito: ai livelli più alti, anzi, il numero delle studentesse supera quello dei maschi».

4. Difesa. – «Oltre alle tre forze armate è attiva una Guardia rivoluzionaria (pasdaran) che controlla il Basij, un corpo di volontari destinato a mobilitarsi in caso di emergenza». Il personale militare conta 545.000 addetti nel 2007. Le forze armate sono distribuite per il 64% nell’esercito, il 3% nella marina, il 10% nell’aviazione e altre per il 23%. Le spese militari sono pari del 2,9% del PIL nel 2007.

5. Giustizia. – «Il sistema giudiziario è basato sulla legge islamica (sharia). È in vigore e frequentemente applicata la pena di morte».

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6. L’isteria sionista sul presunto nucleare iraniano. – È largamente noto il ruolo di Israele nelle false notizie circa gli armamenti di Saddam. Lo scenario sembra lo si voglia ripetere. Ciò che lascia perplessi davanti a tanta arroganza di parte israeliana è la mancanza di qualsiasi argomentazione sul perché ci si debba sentire tranquilli con il nucleare se in possesso ad Israele, mentre dovremme sentirci preoccupato se le stesse armi fossero in possesso dell’Iran. Di follia ve ne è una sola: quella israeliana. Ed è su Israele che si dovrebbe inetrvenire, se si ha a cuore la pace. Forse Obama lo ha capito, ma quanto possa fare è cosa tutta da vedere, una partita al futuro.

7. Il gas iraniano come fattore geopolitico. – Andando al link si legge un articolo di Finian Cunningham sulla perforazione del giacimento gassifero di South Pars in Iran da parte della Compagnia Nazionale di Petrolio della Cina. È un progetto da 5 miliardi di dollari. Il sospetto da parte dei critici è che la causa della vera invasione e occupazione dell’Afghanistan sia il controllo del corridoio che dall’Iran porterebbe il gas direttamente in Cina, assicurandone il fabbisogno energetico: il gas più che non il petrolio. Il gas sarebbe destinato a sostituire il petrolio come principale risorsa energetica. Sarebbe sufficiente a coprire a domanda costante il fabbisogno energetico per i prossimi 300 anni.

8. L’Iran coinvolge l’ONU sull”undici settembre. – La notizia sarà seguita e monitorata in questo paragrafo, se avrà sviluppi a noi noti. In effetti, è da rilevare che l’ONU nella sua Assemblea generale ed in organi diversi da quelli del Club del Cosniglio di Sicurezza riesce ad avere una certa imprevedibile autonomia, anche se non è mai da sottovalutare la costante pressione a cui i 183 Stati formalmente esistenti nel mondo sono comprensibilmente esposti da parte delle Superpotenze. Una richiesta come quella di Ahmadinejad, perfettamente plausibile, potrebbe avere un seguito se presentata all’Assemblea generale.

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