marzo 09, 2010

Stati del mondo: 7. Arabia Saudita.

B. S. 6: Antigua e Barbuda ↔ 8: Argentina
• Confini: a N con la Giordania e l’Iraq, a NE con il Kuwait, a SE con il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti e a S con l’Oman e lo Yemen; si affaccia al Golfo Persico a E al Mar Rosso a W.
• Ha una superficie di 2.149.690 kmq e una popolazione di 22.678.262 abitanti censiti nel 2004 e di 25.720.600 stimati nel 2009 con una densità di 12 ab./kmq. La capitale Riyadh = Ar.Riyad conta 4.462.000 abitanti nel 2007, e di 4.725.000 ab. nel 2006 con l’agglomerato urbano.
• Alle spalle della costa del Mar Rosso si erge una zona montuosa (detta Al-Ḥijāz a N e ‘Asīr a S). Oltre questa si estende il deserto, sabbioso a N (An-Nafūd) e pietroso al centro (Neged). A E del Neged l’altopiano scende verso il Golfo Arabico con ripidi gradini ai piedi dei quali si allineano sorgenti con oasi popolatissime. A SE si estende il deserto sabbioso di Ar-Rub’ al-Khālī. Il clima è arido.

B. S. T. Gmap.
Arabia Saudita.
• L’Arabia Saudita è membro di CCG, Lega Araba, OCI, ONU, OPEC, osservatore OAS, WTO.
• Monarchia assoluta. Regno indipendente, nato il 23-IX-1932 dall’unione dei regni di Neged (Najd) e Higiaz (Al-Ḥijāz) e degli emirati di ‘Asīr, Najrān e Al-Aḥsā’. Dopo la morte del fondatore ‘Abd al-‘Azīz (1953) il potere per consuetudine è passato ai figli, da uno all’altro in ordine di anzianità. In base alla Legge fondamentale (1992) il sovrano, “custode dei luoghi santi” (La Mecca e Medina), detiene tutti i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario); non esiste distinzione tra il patrimonio della famiglia reale e il bilancio dello Stato. Il re è assistito da un Consiglio consultivo formato da 150 membri di sua nomina.
• Etnie: così ripartite nel 2005 arabi (74%), asiatici (16%), altri (10%).
• Lingue: arabo (ufficiale).
• Religioni: nel 2000 Musulmani sunniti (93,3%), musulmani sciiti (3,4%), cristiani (2,9%), altri (0,4%).


• Links ufficiali, istituzionali, utili:
Treccani.
– General Authority for Statistics: https://www.stats.gov.sa/en
– Reale Ambasciata dell'Arabia Saudita: http://www.arabia-saudita.it/

B.S.T. - Vers. 1.5 / 20.11.2017
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Sommario: Parte Prima: Strutture.  1. Attualità geopolitica. - 2. I principali parametri. - 3. Note storiche. -  4. Popolazione. - 5. Ordinamento dello Stato e forme di governo. - 6. Partiti e movimenti politici. - 7. Religione. -  8. Divisione amministrativa. – 9. Diritto. – 10. Costituzione vigente. - 11. Giustizia. – 12. Sanità. -  13. Difesa. - 14. Economia. - 15. Agricoltura. - 16. Allevamento e pesca. -  17. Industria. - 18. Risorse minerarie. - 19. Commercio. - 20. Turismo. - 21. Strade e comunicazioni. - 22. Lingua. - 23. Letteratura. - 24. Arte. - 25. Filosofia. - 26. Istruzione. - 27. Geografia. - 28. Cartografia. - 29. Video You Tube. - 30. Guerre e conflitti. – Parte Seconda: Eventi e dinamica politica.  i. - Parte Terza: Letteratura. /// – 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Popolazione. – 5. Giustizia. – 6. Difesa. – 7. I rapporti dell’Arabia Saudita con l’India. – 8. I rapporti con la Cina. – 9. Se la rivolta tocca anche l’Arabia Saudita. – 10. Il ruolo saudita nella guerra contro la Libia. – 11. I Sudairi. – 12. Breve storia del Gulf Cooperation Council (GCC). –  13. La “notte dei lunghi coltelli” saudita. –  z. Webgrafia. –

B.S.T.G. -
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1. Attualità geopolitica. – Cronologia: 24.11.17: torture all'Hotel Carlton. -
 «Le condizioni del re Salmān, anziano e malato, hanno lasciato ampia libertà a suo figlio, Muḥammad bin Salmān, ministro della difesa dal 2015 e principe ereditario dal 2017, che si è fatto promotore di iniziative talvolta avventate, come l’intervento armato nello Yemen o un grande piano di riforme economiche per superare la dipendenza dal petrolio, che hanno portato a dissidi con altri membri della famiglia reale e pesato notevolmente sulle finanze del paese.» (DeA).

• 24 novembre 2017: «Sorpresa! Secondo il 'Daily Mail' a torturare Principi e dignitari sauditi prigionieri sono gli 'sgherri' della ex-Blackwater! - D'accordo, il "Daily Mail" rimane pur sempre il "Daily Mail", però, accettato il 'caveat' legato all'origine della notizia riteniamo comunque doveroso segnalarvela. I Principi, i dignitari, gli ex-Ministri e i milionari sauditi che stanno venendo 'convinti' a suon di torture e intimidazioni a versare il settanta per cento dei loro ingenti patrimoni a favore delle casse reali saudite nelle stanze dell'Hotel Carlton di Riyadh, sarebbero materialmente vittime delle 'attenzioni' riservate loro dai mercenari della compagnia statunitense 'Academi' (già 'Xe Services', e ancora prima 'Blackwater'). I dipendenti della 'Academi' starebbero sottoponendo le loro vittime a pestaggi e sessioni di tortura che comprendono la sospensione per i piedi, la fustigazione, nonché minacce e pressioni psicologiche per annientare la loro volontà e costringerli a cedere enormi somme di denaro a beneficio di coloro che ne hanno ordinato il sequestro. La 'Academi' ha il dubbio onore di aver svelato al mondo la realtà delle moderne compagnie private di mercenariato quando suoi dipendenti furono trovati colpevoli di stragi e torture in Irak, dove operavano come 'contractor' delle forze d'invasione statunitensi. Nell'epoca del turbocapitalismo, dove si 'esternalizza' tutto anche gli Eserciti lasciano il lavoro 'troppo sporco' al migliore offerente.» (PaFe/news)

  B.S.T.G. -
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2. Parametri principali. – La principale risorsa è costituita dal petrolio, il cui prezzo ha avuto nel 2008-09 un calo che ha comportato una forte contrazione nell’economia del paese. Sono stati fatti investimenti per aumentare le aree coltivabili. I maggiori giacimenti petroliferi si concentrano nell’area del Golfo Persico. L’Arabia Saudita è il maggiore produttore ed esportare nel mondo di datteri. Il paese è il principale centro finanziario del Medio Oriente. Di grande rilievo è il turismo religioso, con oltre due milioni di pellegrini che ogni anno si recano a La Mecca e Medina. In base alla legge fondamentale del 1992 il sovrano è il custode dei luoghi santi. È un regno indipendente dal 1932 formatosi dalla riunione dei regni del Neged e Higiaz e degli emirati di Asir, Najran e Al Hasa. In base alla legge fondamentale del 1992 il sovrano detiene tutti i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziaro). Non esiste distinzione fra il patrimonio della famiglia reale e il bilancio dello stato. Il re è assistito da un consiglio consultivo di 150 membri nominati direttamente da lui stesso. Il diritto di voto è riconosciuto ai soli maschi di 21 anni ed è stato esercitato una sola volta nelle elezioni amministrative del 2005. L’islam sunnita è religione di stato. La sharia è amministrata da tribunali religiosi. Vige la pena di morte. Gli stranieri costituiscono circa il 20 per cento della popolazione ed il 5o per cento di quella attiva. Si parla la lingua araba e gli arabi costituiscono l’88 per cento della popolazione.

2. Note storiche. – Regno indipendente, nato il 23 settembre 1932 dall’unione dei regni del Neged e Higiaz e degli emirati di Asir, Najran e Al Hasa. Dopo la morte del fondatore Abdul Aziz (1953) il potere per consuetudine è passato ai figli. Si veda questo post del “Corriere della Collera” per alcuni lineamenti storici che conducono alle odierne rivolte arabe.

3. Economia. - Il calo del prezzo del petrolio haa portato nel 2009-10 a una notevole contrazione dell”economia. I prodotti principali sono il frumento, la carne di pollo e i datteri.

4. Popolazione. –

5. Giustizia. -

6. Difesa. –

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7. Rapporti dell’Arabia Saudita con l’India. – Nel marzo del 2010 il primo ministro indiano Manmohan Singh ha compiuto la prima visita di un leader indiano in Arabia Saudita dal 1982. Oggetto della visita è la ricerca di una cooperazione saudita in Afghanistan e Pakistan, vicini e confinanti dell’India.

8. I rapporti dell’Arabia Saudita con la Cina. – L’Arabia Saudita è il primo fornitore di petrolio alla Cina, seguita dall’Angola e dall’Iran.

9. Se la rivolta tocca l’Arabia Saudita. – L’articolo di cui al link non mi sembra molto chiaro, ma pone una tesi interessante. Ciò che sta succedendo nei paesi arabi, è una conseguenza o almeno è collegato alla nuova possibilità di comunicazione offerta da internet. Di certo, l’informazione, cioè la conoscenza delle situazioni concrete e la possibilità di comunicare e di organizzarsi su programmi concreti, è sempre stato la base di ogni mutamento sociale e politico. Se stiamo assistendo a questo evento, ancora in fieri, si tratta allora di qualcosa di importante per la nostra generazione. Se cade anche lo stato fantoccio dell’Arabia Saudita, allora siamo davanti ad una nuova geopolitica del Medio Oriente. Non resta che osservare gli eventi giorno per giorno, sapendoli decifrare o semplicemte sapendo attendere per vedere cosa ne viene fuori.

10. Il ruolo saudita nella guerra contro la Libia. – Riporto dal link: «Che affare. Il re Abdullah si sbarazza del suo eterno rivali Gheddafi. La casa saudita, in modo abietto, s’inchina agli interessi dell’Occidente. Lo sguardo dell’opinione pubblica mondiale è stato allontanato dall’invasione saudita del Bahrain con l’obiettivo di distruggere un movimento pacifico e legittimo a favore della democrazia. La casa saudita ha piazzato la storia che ‘la Lega Araba’ ha votato compatta per una no-fly zone. Una menzogna; solo 11 membri su 22 erano presenti alla votazione; sei sono membri del Gulf Cooperation Council (GCC) di cui l’Arabia Saudita è leader. La casa saudita doveva solo convincere altri tre. La Siria e l’Algeria erano contrarie. Risultato: solo 9 dei 22 paesi arabi hanno votato per la no-fly zone. L’Arabia Saudita ora può anche ordinare al capo della GCC, Abdulrahman al-Attiyah di dire con faccia tosta che “il sistema libico ha perso la propria legittimità”. Per quanto riguarda la “legittima” casa saudita e i al-Khalifas nel Bahrain, qualcuno dovrebbe portarli alla Hall of Fame Umanitaria» (Fonte).

11. I Sudairi. – Per un osservatore italiano che non ha accesso diretto alle fonti e che non conosce i paesi del Nordafrica o del Vicino Oriente è estremamente facile essere manipolato da false informazioni e da complotti di ogni genere spacciati per rivolte popolari, per moti alla conquista di una libertà negata e che aspirebbe a scimmiottare le istituzioni politiche occidentali. In questo articolo di Thierry Meyssan emerge un mondo e una realtà che è esattamente il contrario di ciò che sui media ci si vuol far credere.

12. Breve storia del Gulf Cooperation Council (GCC). – Ne fa parte anche l’Arabia Saudita, che insieme agli altri  cinque paesi chiese alla NATO di imporre un no fly zone sulla Libia, altro produttore di petrolio. Si tratta di un sistema di accaparramento del petrolio mediorientale da parte dei Rockfeller e Rotschild che temono nazionalizzazioni come quelle in Iran e in Libia. La scambio è petrolio con il potere concesso ai signori del Golfo sulla pelle dei loro cittadini. Le democrazie occidentali non hanno scrupoli di sorta, quando si tratta non già degli interessi e del benessere dei loro cittadini, ma semplicemente di consorterie familiare di potere come quelle menzionate dei Rockfeller e dei Rotschild. L’articolo di cui al link descrive più minutamente queste relazioni. «Quello che è successo in Libia è un’operazione segreta classica, evocata dall’intelligence occidentale e finanziata dal GCC, che tenta di arraffare i giacimenti petroliferi appartenenti al popolo della Libia e di consegnarli ai trilionari Rotschild/Rockfeller» (ivi).

13. La “notte dei lunghi coltelli” saudita. – Ai primi di novembre del 2017 si consuma in Arabia Saudita quel che pare essere un “colpo di stato” che vede tratti in arresto con l’accusa di corruzione undici principi, inclusi i figli del defunto re Abdullah, più di trenta ministri nonché i capi delle tre stazioni televisive. Le dimissioni forzate del primo ministro libanese Sad al-Hariri sono probabilmente correlate a tali eventi, ai quali non è estraneop neppure il primo ministro israeliano Netanyahu. Parte di questo colpo di stato è la confisca di enormi beni finanziari a vantaggio del clan Salman.
TaS.

14. “Legami regionali e globali dell'Arabia Saudita”: 16.11.2017. - Sintesi e riduzione dell'articolo di James Petras, tradotto in italiano sul sito Aurora: L’Arabia Saudita ha costruito una potente rete di relazioni politiche, militari ed economiche regionali e locali che incorporano l’affiliazione comune tra estremisti e religiosi. Per capire le dinamiche e le proiezioni di potenza saudite, è importante identificare e analizzare come usa forza militare, religiosa ed economica. L’Arabia Saudita ha finanziato e armato mercenari in Siria, Iraq, Somalia, Yemen, Libia, Libano, Afghanistan, Pakistan, Filippine, Malesia e molti altri Paesi asiatici e africani. L’intollerante ramo wahhabita saudita dell’Islam sunnita e i suoi mercenari agiscono per rovesciare e distruggere regimi e società arabe dalla leadership moderna, nazionalista e secolare indipendente o tolleranti sul piano etnico e religioso. Hanno anche preso di mira le repubbliche con governi a maggioranza sciita contrari al dominio saudita-wahhabita in Medio Oriente. L’obiettivo saudita era distruggere le società moderne e multietniche e imporre brutali regimi “seguaci” che proteggessero i senescenti sovrani sauditi dal rovesciamento da parte di forze popolari, nazionaliste e democratiche, interne ed estere. La ricchezza petrolifera saudita ha finanziato migliaia di scuole religiose e centri culturali esteri per insegnare la forma più intollerante dell’islam wahhabita. Da tempo l’Arabia Saudita ha legami di fatto con Israele, nonostante le superficiali differenze religiose, basandosi su un greve tribalismo razzista e l’opposizione all’Iran indipendente e agli Stati arabi laici e nazionalisti, come Libano, Siria, Iraq e i movimenti di liberazione popolari nel Medio Oriente. I sauditi firmano operazioni segrete con Israele, un caso di mutua manipolazione basata sulla comune ostilità a Iran, Siria, Hezbollah, Hamas e Yemen. Ciò ha provocato lo strano matrimonio tra sauditi wahhabiti, sionisti di Wall Street e fanatici militaristi israeliani.Arabia Saudita ed Israele svolgono i ruoli chiave nell’ancorare l’arco della reazione e del terrore in Medio Oriente, fomentando guerre, finanziando il terrorismo e diffondendo la frammentazione etnico-religiosa che causa milioni di rifugiati.


Parte Seconda.
Eventi e dinamica politica.


x. “I sauditi chiedono all’Egitto il permesso di sorvolo per colpire il Libano” -  L’articolo che si può leggere integralmente sul sito Aurora, da cui è tratto, è qui da noi sintetizzato e ridotto, secondo un metodo altre volte utilizzato. - Secondo fonti di WMR in Libano e Francia, l’Arabia Saudita avrebbe ulteriormente infiammato le tensioni in Medio Oriente, richiedendo all’alleato Egitto il permesso agli aerei sauditi di sorvolarne il territorio per bombardare il Libano. Il Gruppo di supporto internazionale del Libano, che comprende Stati Uniti, Russia, Unione europea, Cina e Lega araba, ha sostenuto l’appello di Aoun per l’immediato ritorno di Hariri in Libano. Arabia Saudita ed alleati del Golfo Emirati Arabi Uniti, Bahrayn e Quwayt hanno avvertito i concittadini di non recarsi in Libano. Il Presidente egiziano Abdalfatah al-Sisi ha detto di opporsi a qualsiasi guerra saudita contro Libano ed Hezbollah, rappresentato nel governo sovrano precedentemente guidato da Hariri. Tuttavia, alcuni osservatori respingono le osservazioni di al-Sisi su una guerra saudita-libanese e sottolineano il fatto che appoggia il colpo di Stato di MBS in Arabia Saudita. Sisi ha detto di MBS: “Ho fiducia nella leadership del regno” e definiva la situazione in Arabia Saudita “questione interna”. Una richiesta saudita di sorvolo del territorio egiziano per lanciare attacchi aerei sul Libano richiederebbe in particolare l’approvazione di Egitto ed Israele per impiegare il corridoio aereo più vicino, sulla penisola del Sinai. Il trattato di pace israelo-egiziano del 1979 stabilì una serie di zone demilitarizzate nel Sinai che potrebbero essere violate solo con l’approvazione di Cairo e Tel Aviv. - Il sorvolo saudita della Giordania comporterebbe quello di Siria o Israele. La Siria considererebbe qualsiasi uso saudita dello spazio aereo siriano per attaccare il Libano un atto di guerra, e gli aerei sauditi sarebbero facili prede dei sistemi di difesa aerea russi S-300 e S-400 schierati in Siria. Il sorvolo saudita dello spazio aereo israeliano per colpire un Paese arabo come il Libano infiammerebbe arabi e musulmani in tutto il mondo e probabilmente porterebbe a cacciata ed esecuzione di MBS per apostasia dai principi sauditi rivali. L’attacco saudita contro il Libano usando lo spazio aereo del Sinai egiziano probabilmente partirebbe dalla base aerea Re Faysal, nell’aeroporto regionale di Tabuq, quartier generale del 7.mo Stormo della Royal Saudi Air Force e sede della squadra acrobatica Saudi Hawks. - Il testo completo dell'articolo lo si può leggere nella fonte indicata, Aurora, in traduzione italiana.

i. La situazione militare nella guerra di aggressione allo Yemen nel dicembre del 2017. -

z. WEBGRAFIA. – Segnalo questo sito, dove si trovano indicazioni sommarie sullo stato dell’Arabia Saudita. Buona la grafica, fastidiosa la pubblicità.

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Stati del mondo: 6. Antigua e Barbuda.

B. 5: Angola ↔ 7: Arabia Saudita
• Confini: Arcipelago delle Piccolle Antille costituito da: Antigua (280 kmq), Barbuda (160,5 kmq) e Redonda (1,5 kmq).
È una monarchia costituzionale nell’Arcipelago delle Piccole Antille. Ha una superficie di 442 kmq ed una popolazione di 75.741 abitanti censiti nel 2001 e di 86.000 stimati nel 2008. La capitale è Saint John”s con 26.000 abitanti. È membro del Commonwealth ed il Capo dello Stato è perciò il sovrano della Gran Bretagna. Il popolo originario era costituito dagli Arawak che si stanziarono nell’isola circa 2000 anni fa. Intorno al 1200 fu poi cacciato dai Caribi. Si succedettero poi colonizzatori spagnoli, inglesi, francesi e olandesi.

Vers. 1.0/9.3.10 | Bottom.
Sommario: Parte Prima: Strutture.  1. Attualità geopolitica. - 2. I principali parametri. - 3. Note storiche. -  4. Popolazione. - 5. Ordinamento dello Stato e forme di governo. - 6. Partiti e movimenti politici. - 7. Religione. -  8. Divisione amministrativa. – 9. Diritto. – 10. Costituzione vigente. - 11. Giustizia. – 12. Sanità. -  13. Difesa. - 14. Economia. - 15. Agricoltura. Flora. Fauna. - 16. Allevamento e pesca. -  17. Industria. - 18. Risorse minerarie. - 19. Commercio. - 20. Turismo. - 21. Strade e comunicazioni. - 22. Lingua. - 23. Letteratura. - 24. Arte. - 25. Filosofia. - 26. Istruzione. - 27. Geografia. - 28. Cartografia. - 29. Video You Tube. - 30. Guerre e conflitti. – Parte Seconda: Eventi e dinamica politica.  i.  – - Parte Terza: Letteratura. a.  /// 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Giustizia. – 5. Difesa. – 6. Popolazione. – 7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. –

1. Parametri principali. – È stata una colonia britannica fino al 1967 ed è formalmente indipendente dal 1981. Il sovrano del Regno Unito è rappresentato da un governatore generale che nomina il Primo Ministro e i 17 membri del Senato. La Camera dei deputati è pure composta da 17 membri e viene eletta ogni cinque anni. Si parla la lingua inglese e il creolo inglese. La principale risorsa è il turismo.

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2. Note storiche. –
3. Economia. –
4. Giustizia. –
5. Difesa. –
6. Popolazione. –

7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – Viene dato voto favorevole alla mozione per trasmettere il rapporto Goldstone al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché sanzionasse Israele. Ecco come un propgandista del governo israeliano commenta e riporta la notizia: « Il gruppo A sono i 114 stati che hanno approvato la mozione, di gran lunga la maggioranza assoluta dell'assemblea, ma anche della popolazione del mondo: tutti i paesi arabi e musulmani, tutti i paesi comunisti e simili, ma anche India e Cina, Brasile e Cile, Messico e Perù, Armenia e Azerbaigian per una volta uniti, qualche paese europeo come la Svizzera, l'Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro. Se questi sono gli schieramenti – e purtroppo lo sono, la mappa strategica che ne esce è terrificante. Di fronte alla voglia di infliggere un'umiliazione a Israele si annullano le distinzioni fra gli stati in lotta fra di loro (per esempio l'India si schiera con Pakistan e Cina, l'Armenia con la Turchia e l'Azerbaigian, Cipro ancora con la Turchia). Se vi immaginate un mappamondo, vedete nell'azzurro degli occidentali il Nord dell'America fino al confine messicano, il continente australiano e qualche macchia in Europa; nel verde degli islamici e amici quasi tutta l'Asia, l'Africa, il Sudamerica con delle macchie anche in Europa; nel bianco degli astenuti buona parte dell'Europa, inclusa la Russia con qualche macchia qua e là». Naturalmente il tono isterico non ci riguarda e ne abbiamo fatto citazione solo per valutare di riflesso l’importanza della notizia e della posizione assunta in un più vasto contesto geopolitico che pone interrogativi sull’evoluzione di un‘organizzazione come l’ONU, nata come creatura delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. ma poi diventata una sorta di trubuna degli stati che negli anni successivi si sono venuti caratterizzati come stati formalmente indiendenti e sovrani. Il Consiglio di Sicurezza tradisce l’atto di nascita di questa organizzazione nternazionale che aveva rimpiazziato la ormai screditata Società delle Nazioni, dove gli USA lae poetenze vincitrici della prima guerra mondiale la facevano da padrone. Sembra che le cose non stiano esattamente allo stesso modo per l’ONU. E non a caso si parla di un suo licenziamento per essere sostituito da una sedicente Lega delle Democrazia, dove chiaramente saranno in rima fila a dare l’esempio gli Usa e Israele.

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Parte Seconda.
Eventi e dinamica politica.


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Geopolitica: quadro sinottico globale. - A. Gli Stati del mondo

 A. | Bottom. | → B.
A: Gli Stati del mondo. – B: Le grandi organizzazioni internazionali. – C: Risorse agricole, minerarie e manifatturiere. Allevamento e pesca. – D: Basi americane nel mondo. – E: Letteratura sulla Geopolitica come scienza. – F: Dizionario di Politica. – F1: Annuario di Politica Internazionale, 1935-1939. – F2: Oriente Moderno, 1921-1939. – G: Concetti geopolitici. – H. Criticità e conflitti in corso. – I. Trattati internazionali. – J. Tecnologia militare. – K. Strategia delle grandi battaglie della storia. – K1: Eventi tragici e criminali. -  L. Gli Stati del mondo con le loro partizioni federali, regionali, amministrative. → - A - B - C - D - E - F - G - H - I - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - Y - Z || M. Autori. – N. Siti web e testate online.  – O. Discorsi politici. - P. Canali YouTube. -
A.

Gli Stati del mondo nel 2022

Il working è permanente.
Fonte principale è il Calendario Atlante De Agostini, integrato da ogni altra fonte possibile: aggiornamento dati in corso, con rielaborazioni e integrazioni autonome, attinte da fonti diverse, di volta in volta indicate. Di ogni singola voce del blog è indicato lo stato della versione. Per sua natura il Blog è in costante aggiornamento e rielaborazione.



A: 1. Afghanistan - 2. Albania. - 3. Algeria. - 4. Andorra. - 5. Angola.- 6. Antigua e Barbuda.- 7. Arabia Saudita. - 8. Argentina. - 9. Armenia. - 10. Australia. - Territori esterni dell’Australia: 10.1 Ashmore e Cartier. - 10.2 Christmas. - 10.3 Cocos. - 10.4 Isole del Mar dei Coralli. - 10.5 Macquarie. - 10.6 Norfolk. - 10.7 Heard e McDonald. - 10.8 Territorio Antartico Australiano. 11. Austria. - Divisione amministrativa: 11.1 Niederösterreich. - 11.2 Oberösterreich. - 12.3 Burgenland. - 12.4 Carinzia. - 12.5 Salisburgo. - 12.6 Stiria. - 12.7 Tirolo. - 12.8 Vienna. - 12.9 Vorarlberg 12. Azerbaigian. - Top.

B
: 13. Bahama. - 14. Bahrein. - 15. Bangladesh. - 16. Barbados. - 17. Belgio. - 18. Belize. - 19. Benin. - 20. Bhutan. - 21. Bielorussia. - 22. Bolivia. - 23. Bosnia ed Erzegovina. - 24. Botswana. - 25. Brasile. - Divisione amministrativa: 25.1 Acre. - 25.2 Amapá. - 25.3 Amazonas. - 25.4 Pará. - 25.5 Rondônia. - 25.6 Roraima. - 25.7 Tocantins. - 25.8 Alogoas. - 25.9 Bahia. - 25.10 Ceará. - 25.11 Maranhão. - 25.12 Paraiba. - 25.13 Pemambuco. - 25.14 Piauí. - 25.15 Rio Grande do Norte. - 25.16 Sergipe. - 25.17 Espírito Santo. - 25.18 Minas Gerais. - 25.19 Rio de Janeiro. - 25.20 São Paulo. - 25.21 Paraná. - 25.22 Rio Grande do Sul. - 25.23 Santa Catarina. - 25.24 Distritto Federal Brasilia. - 25.25 Goiás. - 25.26 Mato Grosso. - 25.27 Mato Grosso do Sul. -  26. Brunei. - 27. Bulgaria. - 28. Burkina Faso. - 29. Burundi. - Top.

C: 30. Cambogia. - 31. Camerun. - 32. Canada. - Divisione anninistrativa: a) Province: 32.1 Alberta. - 32.2 Columbia Britannica. - 32.3 Isola Principe Edoardo. - 32.4 Manitoba. - 32.5 Nuova Scozia. - 32.6 Nuovo Brunswick. - 32.7 Ontario. - 32.8 Québec. - 32.9 Saskatchewan. - 32.10 Terranova e Labrador. - b) Territori: 32.11 Nuvavut. - 32.12 Territori del Nord Ovest. - 32.13 Yukon. -   33. Capo Verde. - 34. Repubblica Ceca. - 35. - Repubblica Centrafricana. - 36. Ciad. - 37. - Cile. - 38. Cina. - 38.1 Hong Kong. - 38.2 Macao. - 39. Cipro. - Territori occupati dalla Turchia: 39.1 Repubblica turca di Cipro del Nord. - 40. Colombia. - 41. Comore. - 42. Repubblica del Congo. - 43. Repubblica Democratica del Congo. - 44. Corea del Nord. - 45. Corea del Sud. - 46. Costa d’Avorio. - 47. Costa Rica. - 48. Croazia. - 49. Cuba. - Top.

D
: 50. Danimarca. - 50.1 Faer. - 50.2 Groenlandia. - 51. Dominica. - 52. Repubblica Dominicana. - Top.

E
: 53. Ecuador. - 54. Egitto. - 55. El Salvador. - 56. Emirati Arabi Uniti. - Emirati: 56.1 Abu Dhabi. - 56.2 Ajman. - 56.3 Dubai. - 56.4 Fujaira. - 56.5 Ras al-Khaima. - 56.6 Sharja. - 56.7 Umm al-Qayma. –   57. Eritrea. - 58. Estonia. - 59. Etiopia. - Top.

F: 60. Figi. - 61. Filippine. - 62. Finlandia. - 63. Francia. - Territori esterni della Francia: 63.1 Mayotte. - 63.2 Riunione. - 63.3 Guadalupa. - 63.4 Saint-Barthélemy. -  63.5 Saint-Martin. - 63.6 Martinica. - 63.7 Saint-Pierre e Miquelon. - 63.8 Guyana Francese. - 63.9 Nuova Caledonia. - 63.10 Polinesia Francese. 63.11 Wallis e Futuna. - 63.12 Terre Australi e Antartiche Francesi. - - Top.

G: 64. Gabon. - 65. Gambia. - 66. Georgia. - 67. Germania. - 68. Ghana. - 69. Giamaica. - 70. Giappone. - 71. Gibuti. - 72. Giordania. - 73. Grecia. - 74. Grenada. - 75. Guatemala. - 76. Guinea. - 77. Guinea-Bissau. - 78. Guinea Equatoriale. - 79. Guyana. - Top.

H: 80. Haiti. - 81. Honduras. - Top.

I: 82. India. - 83. Indonesia. - 84. Iran. - 85. Iraq. - 86. Irlanda = Eire. - 87. Islanda. - 88. Israele. - Territori occupati da Israele: 88.1 Alture del Golan. – 2. Cisgiordania. – 3. Gaza. - 89. Italia. - Top.

K
: 90. Kazakistan. - 91. Kenya. - 92. Kirghizistan. - 93. Kiribati. - 94. Kosovo. -  95. Kuwait. - Top.

L
: 96. Laos. - 97. Lesotho. - 98. Lettonia. - 99. Libano. - 100. Liberia. - 101. Libia. - 102. Liechtenstein. - 103. Lituania. - 104. Lussemburgo. - Top.

M: 105. Macedonia. - 106. Madagascar. - 107. Malawi. - 108. Malaysia. - 109. Maldive. - 110. Mali. - 111. Malta. - 112. Marocco. - Territori occupati dal Marocco: 111.1 Sahara Occidentale. – 113. Marshall. - 114. Mauritania. - 115. Maurizio. - 116. Messico. - 117. Micronesia. –  118. Moldova. - 119. Monaco. - 120. Mongolia. - 121. Montenegro. - 122. Mozambico. - 123. Myanmar (Birmania) - Top.

N: 124. Namibia. - 125. Nauru. - 126. Nepal. - 127. Nicaragua. - 128. Niger. - 129. Nigeria. - 130. Norvegia. - Territori esterni della Norvegia: 129.1 Jan Mayen. - 129.2 Svalbard. - 129.3 Isole Bouvet e Pietro I. - 129.4 Terra della Regina Maud. - 131. Nuova Zelanda. - Territori esterni della Nuova Zelanda: 130.1 Cook. - 130.2 Niue. - 130.3 Tokelau. - 130.4 Dipendenza di Ross. -

O: 132. Oman. - Top.

P: 133. Paesi Bassi. - Territori esterni dei Paesi Bassi:  133.1 Aruba. - 133.2 Curaçao. - 133.3 Sint Maarten. - 134. Pakistan. - 135. Palau. – 136. Panamá. - 137. Papua Nuova Guinea. - 138. Paraguay. - 139. Perù. - 140. Polonia. - 141. Portogallo. - Top.

Q: 142. Qatar. - Top.

R: 143. Regno Unito. - Dipendenze della Corona Britannica:  142.1 Isole del Canale. - 142.2 Isola di Man. - Territori esterni del Regno Unito: 142.3 Gibilterra. -  142.4 Territorio Britannico dell’Oceano Indiano. – 142.5 Sant’Elena e dipendenze. – 142.6 Anguilla. – 142.7 Bermuda. – 142.8 Cayman. – 142.9 Isole Vergini Britanniche. – 142.10 Montserrat. – 142.11. Turks e Caicos. – 142.12 Falkand. – 142.13 Pitcairn e dipendenze. – 142.14 Georgia del Sud e Sandwich Australi. – 142.15 Territorio Antartico Britannico - 144. Romania. - 145. Ruanda. - 146. Federazione Russa. - Top.

S: 147. Saint Kitts e Newis. - 148. Saint Lucia. - 149. Saint Vincent e Grenadine. - 150. Salomone. - 151. Samoa. - 152. San Marino. - 153. São Tomé e Principe. – 154. Seicelle. - 155. Senegal. - 156. Serbia. - Territorio a status in definizione: 155.1 Kosovo. -  157. Sierra Leone. - 158. Singapore. - 159. Siria. - 160. Slovacchia. - 161. Slovenia. - 162. Somalia. - 163. Spagna. - 164. Sri Lanka. - 165. Stati Uniti d’America. - Divisione amministrativa: 164.a Baia di Guantánamo. - 164.b Isole Vergini Americane. - 164.c Puerto Rico. - 164.d Guam. - 164.e Isole Midway. - 164.f Marianne Settentrionali. - 164.g Samoa Americane. - 164.h Altre isole americane del Pacifico. - 164.-STATES: 1° Delaware. - 2° Pennsylvania. - 3° New Jersey. - 4° Georgia. - 5° Connecticut. - 6° Massachussetts. - 7° Maryland. - 8° South Carolina. - 9° New Hampshire. - 10° Virginia. - 11° New York. - 12° North Carolina. - 13° Rhode Island. - 14° Vermont. - 15° Kentucky. - 16° Tennessee. - 17° Ohio. - 18° Louisiana. - 19° Indiana. - 20° Mississipi. - 21° Illinois. - 22° Alabama. - 23° Maine. - 24° Missouri. - 25° Arkansas. - 26° Michigan. - 27° Florida. - 28° Texas. - 29° Iowa. - 30° Wisconsin. - 31° California. - 32° Minnesota. - 33° Oregon. - 34° Kansas. - 35° West Virginia. - 36° Nevada. - 37° Nebraska. - 38° Colorado. - 39° North Dakota. - 40° South Dakota. - 41° Montana. - 42° Washington. - 43° Idaho. - 44° Wyoming. - 45° Utah. - 46° Oklahoma. - 47° New Mexico. - 48° Arizona. - 49° Alaska. - 50° Hawai. - 166. Sudafrica. - 167. Sudan. - 168. Sudan del Sud. -  169. Suriname. - 170. Svezia. - 171. Svizzera. - 172. Swaziland. - Top.

T: 173. Tagikistan. - 174. Taiwan. - 175. Tanzania. - 176. Thailandia. - 177. Timor Orientale. - 178. Togo. - 179. Tonga. - 180. Trinidad e Tobago. - 181. Tunisia. - 182. Turchia. - 183. Turkmenistan. - 184. Tuvalu. - Top.

U:  185. Ucraina. - 186. Uganda. - 187. Ungheria. - 188. Uruguay. - 189. Uzbekistan. - Top.

V: 190. Vanuatu. -191. Vaticano. – 192. Venezuela. – 193. Viet Nam. - Top.

Y:  194. Yemen. - Top.

Z: 195. Zambia. - 196. Zimbabwe. - Top.
Top.

marzo 08, 2010

Stati del mondo: 5. Angola.

B. 4: Andorra ↔ 6: Antigua e Barbuda
• Confini: l’Angola confina a N e a NE con la Repubblica Democratica del Congo, a E con la Zambia e a S con la Namibia; a W si affaccia all’Oceano Atlantico con 1600 km di coste.
• Ha una superficie di 1.246.700 kmq ed una popolazione stimata di 16 milioni di abitanti nel 2008. La capitale è Luanda con 2.700.000 abitanti nel 2006. Già colonia e provincia d’Oltremare portoghese (1951), l’Angola si dichiarò indipendente nel 1975 in una situazione di guerra civile.
- Official Web Site of the Republic of Angola.

Vers. 1.1/10.4.11 | Bottom.  H.
Sommario: Parte Prima: Strutture.  1. Attualità geopolitica. - 2. I principali parametri. - 3. Note storiche. -  4. Popolazione. - 5. Ordinamento dello Stato e forme di governo. - 6. Partiti e movimenti politici. - 7. Religione. -  8. Divisione amministrativa. – 9. Diritto. – 10. Costituzione vigente. - 11. Giustizia. – 12. Sanità. -  13. Difesa. - 14. Economia. - 15. Agricoltura. Flora. Fauna. - 16. Allevamento e pesca. -  17. Industria. - 18. Risorse minerarie. - 19. Commercio. - 20. Turismo. - 21. Strade e comunicazioni. - 22. Lingua. - 23. Letteratura. - 24. Arte. - 25. Filosofia. - 26. Istruzione. - 27. Geografia. - 28. Cartografia. - 29. Video You Tube. - 30. Guerre e conflitti. – Parte Seconda: Eventi e dinamica politica.  i.  – - Parte Terza: Letteratura. a.  /// – 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Giustizia. – 5. Difesa. – 6. Popolazione. – 7. La posizione all’Onu sul rapporto Goldstone. – 8. I rapporti dell’Angola con la Cina. –

1. Parametri principali. – Repubblica presidenziale con un territorio di 1.246.700 kmq ed una popolazione di poco superiorie ai sedici milioni di abitanti, dispone di notevoli risorse naturali, che sollecitano gli appetiti della grandi potenze. È da ricostruire la storia dei suoi rapporti con il Portogallo al di fuori dell’ideologia convenzionale.La lingua ufficiale è il portoghese ed i cattolici costituiscono il 50 per cento della popolazione. L’Angola dispone di giacimenti petroliferi. La principale risorsa mineraria sono i diamanti.

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2. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – Viene dato voto favorevole alla mozione per trasmettere il rapporto Goldstone al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché sanzionasse Israele. Ecco come un propgandista del governo israeliano commenta e riporta la notizia: « Il gruppo A sono i 114 stati che hanno approvato la mozione, di gran lunga la maggioranza assoluta dell'assemblea, ma anche della popolazione del mondo: tutti i paesi arabi e musulmani, tutti i paesi comunisti e simili, ma anche India e Cina, Brasile e Cile, Messico e Perù, Armenia e Azerbaigian per una volta uniti, qualche paese europeo come la Svizzera, l'Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro. Se questi sono gli schieramenti – e purtroppo lo sono, la mappa strategica che ne esce è terrificante. Di fronte alla voglia di infliggere un'umiliazione a Israele si annullano le distinzioni fra gli stati in lotta fra di loro (per esempio l'India si schiera con Pakistan e Cina, l'Armenia con la Turchia e l'Azerbaigian, Cipro ancora con la Turchia). Se vi immaginate un mappamondo, vedete nell'azzurro degli occidentali il Nord dell'America fino al confine messicano, il continente australiano e qualche macchia in Europa; nel verde degli islamici e amici quasi tutta l'Asia, l'Africa, il Sudamerica con delle macchie anche in Europa; nel bianco degli astenuti buona parte dell'Europa, inclusa la Russia con qualche macchia qua e là». Naturalmente il tono isterico non ci riguarda e ne abbiamo fatto citazione solo per valutare di riflesso l’importanza della notizia e della posizione assunta in un più vasto contesto geopolitico che pone interrogativi sull’evoluzione di un‘organizzazione come l’ONU, nata come creatura delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. ma poi diventata una sorta di trubuna degli stati che negli anni successivi si sono venuti caratterizzati come stati formalmente indiendenti e sovrani. Il Consiglio di Sicurezza tradisce l’atto di nascita di questa organizzazione nternazionale che aveva rimpiazziato la ormai screditata Società delle Nazioni, dove gli USA lae poetenze vincitrici della prima guerra mondiale la facevano da padrone. Sembra che le cose non stiano esattamente allo stesso modo per l’ONU. E non a caso si parla di un suo licenziamento per essere sostituito da una sedicente Lega delle Democrazia, dove chiaramente saranno in rima fila a dare l’esempio gli Usa e Israele.

3. I rapporti dell’Angola con la Cina. – L’Angola è il secondo fornitore di petrolio alla Cina, dopo l’Arabia Saudita e prima dell’Iran. La posizione dell’Angola non è distinta da quella di tutti i paesi africani, che vedono nella Cina una grande occasione per dotare l’Africa delle infrastrutture che le mancano e che né gli europei né l’America sembra voler costruire. «Emblematici i casi di investimenti cinesi in Angola (petrolio contro beni di consumo e grandi lavori, a partire dalle infrastrutture» (Fonte).

Parte Seconda.
Eventi e dinamica politica.


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febbraio 28, 2010

Stati del mondo: 4. Andorra.

B.  3: Algeria ↔ 5: Angola
• Confini: racchiusa fra la Francia a N e la Spagna a S si estende sul bacino del Gran Valira nei Pirenei centrorientali.
• È uno stato minuscolo che si trova fra Spagna e Francia. Ha una superficie di 468 kmq ed una popolazione di 65.971 abitanti. censiti nel 1999 e di 84.082 stimati nel 2009. In pratica, le dimensioni una cittadina italiana. Si è data una nuova costituzione nel 1993. Sua principale risorsa è il turismo. Gode fama di paradiso fiscale, ma pare abbia dovuto accettare limitazioni da parte della UE. La lingua ufficiale è il catalano, ma si parla anche il francese e lo spagnolo. Ha una storia lunga che risale a Carlo Magno, che secondo la tradizione avrebbe concesso la sua prima autonomia territoriale in cambio dell’aiuto prestato contro i Mori.

B.T.Gmap. Vers. 1.1/7.12.17
Viaggiatori.it  Wikipedia.it/img
Sommario: Parte Prima: Strutture.  1. Attualità geopolitica. - 2. I principali parametri. - 3. Note storiche. -  4. Popolazione. - 5. Ordinamento dello Stato e forme di governo. - 6. Partiti e movimenti politici. - 7. Religione. -  8. Divisione amministrativa. – 9. Diritto. – 10. Costituzione vigente. - 11. Giustizia. – 12. Sanità. -  13. Difesa. - 14. Economia. - 15. Agricoltura. Flora. Fauna. - 16. Allevamento e pesca. -  17. Industria. - 18. Risorse minerarie. - 19. Commercio. - 20. Turismo. - 21. Strade e comunicazioni. - 22. Lingua. - 23. Letteratura. - 24. Arte. - 25. Filosofia. - 26. Istruzione. - 27. Geografia. - 28. Cartografia. - 29. Video You Tube. - 30. Guerre e conflitti. – Parte Seconda: Eventi e dinamica politica.  i.  – - Parte Terza: Letteratura. a.  /// – 1. Parametri principali. – 2. Note storiche. – 3. Economia. – 4. Giustizia. – 5. Difesa. - 6. Popolazione. – 7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. –

1. Parametri principali. – Con una popolazione di 65.150 abitanti nel 2003 e una superficie di 468 kmq ha per capitale Andorra la Vella di 22.035 abitanti nel 2004. È indipendente dal 1278 e fa parte dell’ONU dal 28 luglio 1993, dove quindi ha diritto ad un voto. Sarà interessante studiare come ha votato e con quale indipendenza.


2. Note storiche. –

3. Economia. –

4. Giustizia. –

5. Difesa. –

6. Popolazione. –

7. La posizione all’ONU sul rapporto Goldstone. – È stata una decisione importante sotto il profilo etico-politico ed un parametro rivelatore della capacità di indipendenza ed autonomia rispetto o alle pressioni dirette ovvero rispetto alla capacità egemonica degli USA e delle lobbies filosisraeliane presenti nei singoli paesi. A titolo indicativo riporto qui la reazione isterica di un propagandista sionista che riunisce in un gruppo C gli stati che si sono astenuti nella votazione: «Il gruppo C mette assieme 44 astenuti, che non si sentono pienamente dalla parte delle "lotte per la liberazione dei popoli" o dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, se vogliamo essere più chiari, ma non vogliono nemmeno schierarvisi apertamente contro: la maggior parte dell'Europa (Gran Bretagna, Francia, Grecia, Svezia, Norvegia, Austria, Belgio, Spagna, Georgia ecc.) più qualche stato che ha deciso di associarsi. L'esempio più rilevante è la Russia, ma c'è anche l'Uruguay, il Giappone e la Nuova Zelanda.».

Parte Seconda.
Eventi e dinamica politica.


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dicembre 25, 2009

Per uno studio su Hamas, esplorando ciò che offre la rete


Ch’io sappia, esiste un solo libro organico su Hamas in lingua italiana. È il volume di Paola Caridi, uscito da poco tempo. È però un libro di difficile lettura, come ammette la stessa autrice. Forse la difficoltà è insita a ciò che si potrebbe e dovrebbe dire ed invece non si vuole e non si può dire. Al pari di altri temi, anche per Hamas è stata votata una damnatio: non se ne può e non se ne deve parlare, se non per dirne tutto il male possibile. Chiunque pensasse di violare questa consegna di regime, verrebbe immediatamente demonizzato lui stesso. Lo abbiamo appreso personalmente. Tuttavia, non ci lasciamo impressionare e continuiamo nel nostro metodo di cercare nella rete stessa o in libri a noi accessibili, ciò che aiuta a capire e che ci offre dati e informazioni altrimenti ignoti. Sappiamo al massimo da dove partiamo, ma non sappiamo dove arriveremo.

Sommario: 1. Come Hamas vinse nel gennaio 2006. – 2. Hamas distingue fra ebrei e sionisti. – 3. La lista nera del terrorismo. – 4. L’incredibile numero dei prigionieri palestinesi. – 5. Gli omicidi “mirati”. – 6. La riforma linguistica. – 7. Anche i tunnel sono “terroristi”. – 8.

1. Come Hamas vinse nel gennaio del 2006. – Andando al link del titolo si trova un articolo di Michel Guglielmo Torri, cui attingiamo dall’archivio di “Come don Chisciotte”, nostra fonte privilegiata che esploreremo cronologicamente, salvo integrarla con altre fonti. La diffamazione di Hamas, la cui democraticissima vittoria elettorale non era gradita, incomincia subito, come subito incominciò l’assedio israeliano di Gaza. Bel modo di intendere la “democratizzazione” all’occidentale: i risultati elettorali ed il regime che ne risulta vanno bene, se piacciono al padrino. Altrimenti… Torri ricostruisce l’evento risalendo all’antefatto di Camp David, nel 2000, quando fallirono le eterne trattative perché gli israliano non intendevano concedere proprio nulla ad Arafat, che voleva uno stato palestinese sui territori precedenti il 1967. Inutile per me riferire circa le trattative. Roba da mercanti. Da filosofo a me basta rilevare il totale deficit di legittimità da parte di Israele. La legalità costruita sui concreti rapporti di forza, sulla conquista violenta del territorio, è cosa che non può entrare nella mia considerazione. Se fossi un politico ed un protagonista degli eventi, il mio modo di ragionare potrebbe essere diverso. Ma ad ognuno il suo. E dunque ricostruisco la storia in modo che abbia per me un senso piuttosto che averne nessuno.

2. Hamas distingue fra ebrei e sionisti. – Nell’intervista che Silvia Cattori fa al leader di Hamas Moshir Al Masri emerge subito la fondamentale distinzione fra ebrei in quanto tali e sionisti. Occorre qui rinviare al libro di Rabkin per questa distinzione, assai importante, ma pressoché totalmente sconosciuta ai nostri media ed al giudizio corrente su questi fatti, inficiati da gravissimi pregiudizi. L’esistenza di Hamas è perfettamente legale in quanto resistenza legittima ad un’occupazione illegale e peggio che coloniale, ricordando che il colonianismo storico del XVIII e XIX secondo non si era proposto in linea di principio la pulizia etnica e lo sterminio degli indigeni, che sarebbero stati se mai una assai utile forza lavoro da poter sfruttare. Se il nostro senso morale non fosse stato distorto dai media, dovremmo indignarci contro gli occupanti e non già contro gli occupati che hanno la volontà e la dignità umana di voler e saper resistere in condizioni per noi impensabili.

3. La lista nera del terrorismo. – Troppo spesso accettiamo supinamente che questo o quel movimento sia un gruppo “terrorista” e venga registrato all’anagrafe come tale. In realtà, si tratta di designazione arbitrarie ed unilaterale con le quali si vuole deligittimare un avversario politico, un minoranza, un’intera popolazione. La Bolla viene quindi passata ai media il cui compito diventa quello di alienare la simpatia e la solidarietà verso i soggetti così criminalizzati, che spesso hanno dalla loro tutte le ragioni del diritto naturale. Per Hamas l’inclusione nella lista dei “terroristi” avviene nel 2003. Cercheremo in questo paragrafo di attingere maggiori informazioni su questo interessante meccanismo di delegittimazione e demonizzazione nonché manipolazione della cosiddetta opinione pubblica, che è in realtà una costruzione dei mass media.

4. L’incredibile numero dei prigionieri palestinesi. – Sarebbero oltre 650.000 i palestinesi che sono stati graditi e riveriti ospiti delle carceri israeliani. Sono stati torturati e seviziati. Si è tentato di trasformarli in spie collaborazionisti e non vi è dubbio che in non pochi casi il tentativo abbia avuto successo.

5. Gli omicidi “mirati”. – E pensare che ad essere indicati come “terroristi” sono gli appartenenti ad Hamas! Moshir al Masri dice che questa prassi può aver successo solo grazie alla collaborazione dell’Autorità palestinese, vero e proprio governo quisling.

6. La riforma linguistica. – Scompare dalla terminologia dell’OLP tutta una serie di termini ed espressioni: non si parla più di “diritto al ritorno” dei palestinesi, ma si “soluzione del problema dei profughi”, scompare la dizione “nemico israeliano” e simili. L’Hasbara israeliana, l’ufficio della propaganda, ha al riguardo una grande esperienza. I mass media occidentali si attengono strettamente al vocabolario fornito loro dall’Hasbara. La politica del “fatto compiuto” trova una sua prima realizzazione nella riforma linguistica e nella complicità con la quale viene accettata dagli uomini di Abu Mazen.

7. Anche i tunnel sono “terroristi”. – Credo che ormai ogni persona, anche di modesta capacità critica, possa rendersi di quali livelli di manipolazione vada toccando il sistema dell’informazione. Adesso abbiamo non solo persone definite “terroriste”, ma addirittura “tunnel”. Aspettiamoci dunque sedie terroriste, scarpe terroriste, e chissà quanto altro.

(segue)

dicembre 24, 2009

Ministri: 82. Catherine Ashton, primo ministro europeo degli esteri.

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È assai presto per farsi un’idea di cosa riuscirà a fare una figura che viene presentata come il primo ministro europeo degli esteri, cioè dell’Unione Europea, una costruzioni che ci inquieta non poco. Si era parlato dell’italiano Massimo D’Alema come possibile candidato a questa carica, ma poi ha prevalso la britannica Lady Catherine Ashton, le cue prime prese di posizione riguardo l’area mediorientale le hanno subito attirato la patente di “antisemita” e addirittura di “razzista” per aver ricordato che la Cisgiordania e Gerusalemme Est restano per il diritto internazionale zone di occupazione militare con tutti gli obblighi che il diritto internazionale impone. In un certo senso, è da salutare positivamente l’accusa strumentale di “antisemitismo” a critici ed avversari. In questo modo il termine si dovrebbe sempre più svuotare di qualsiasi significato e diventare – si spera – innocuo per che ne è gratificato quanto privo di senso ed atto a far vedere la malafede di chi con simili accuse pensa di potersi sottrarre ad ogni critica e ad ogni analisi politica.

vers. 1.o/24.14.09
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Sommario: 1. Israele deve fermarsi. –

1. Israele deve fermarsi. – Il link conduce ad un articolo di Pino Cabras del 24 dicembre 2009, dove è tratteggiato un profilo della Ashton. L’Ashton pare abbia assunto una posizione dura contra Israele, che continua a tenere impriogionata Gaza. È veramente difficile riuscire ad immaginare un’intera popolazione rinchiusa un un vero e proprio lager, con tanto di recinti e con le chiavi della prigione, dove qualcuno può decidere chi entra e chi esce. Eppure è una realtà geopolitica della nostra epoca per la quale benpensanti, moralisti ed opinionisti manco battono ciglio e ci vogliono far crede che ciò possa essere normale. Con “Piombo Fuso” abbiamo poi visto dove si è spinta questa normalità.

dicembre 05, 2009

Il coinvolgimento italiano in Afghanistan

Circola in questi giorni la notizia di un numero crescente di soldati italiani impegnati in Afghanistan. Questa decisione che i nostri governanti hanno preso in nome del popolo italiano e dell’Italia non mi trova per nulla conseziente. Evidentemente io non sono l’Italia e il popolo italiano, oppure altrettanto evidentemente chi ha preso la decisione anche per me non è lui né il popolo italiano né l’Italia. Senza contare le risorse finanziare che vengono sottratte ai bisogni dei cittadini per produrre morte e desolazione in un paese e contro un popolo che non hanno nessuna colpa verso di noi. Difficilmente i politici responsabili possono darci spiegazioni convincenti per quello che resta un loro colpo di mano sulla testa degli italiani, i cui pensieri e le preoccupazioni quotidiani sono volti a ben altro che al massacro di innocenti e popolazioni inermi. Ma questi sono i tempi felici nei quali ci è dato di vivere.

novembre 23, 2009

Crepe all’interno del fronte ideologico sionista

Esiste un personaggio così autorevole che i «Corretti Informatori» non possono insolentire come fanno ordinariamente con ebrei “rinnegati”, ad esempio Richard Goldstone, che pare si professi perfino sionista. In effetti, vi è da credere che il suo rapporto proprio per questo sia stato alquanto edulcorato. I “crimini” sono probabilmente molto più gravi di quelli riportati. Co Arrigo Levi non si può usare lo stesso tono. Arrigo Levi è un Altissimo Consulente del Presidente della Repubblica. Non aggiungo altro. Da un po’ di tempo perfino un Arrigo Levi deve essersi accorto che è stata superato la misura. Da qui una serie di “risposte”, insolitamente non offensive, al Consulente presidenziale. Questa di David Cassuto, già vice sindaco di Gerusalemme, rimprovera sostanzialmene ai palestinesi di non volersi arrendere, di non volersi accordare, avendo subito ripetute sconfitte non già dal 1948 ad oggi, ma direi dal 1882. La colpa sarebbe poi tutta nostra, ora Arrigo incluso, per il fatto che non riusciamo a convincere i palestinesi ad arrendersi, cioè a sparire non solo dalla carta geografica e dalla geografia umana, ma anche dalla nostra memoria. Ecco un esempio di superiore moralità che si pretende pure da noi tutti! (segue)

novembre 13, 2009

La fine dell’impunità israeliana

Raccogliamo in questo post una serie di links e riflessioni su un concetto che ci sta particolarmente a cuore e ci offende nella nostra sensibilità: la pretesa da parte di Israele di commettere ogni sorta di crimine e malefatte e di accusare al tempo stesso di “antisemitismo” quanti ravvisano nella sua prassi la violazione dei più elementari principi di giustizia e di umanità. Vi sarebbe da capire non l’impunità i sé, ma i fondamenti su cui si basa, le reti di complicità, i meccanismi di condizionamento che consentono tanta impunità. Il discorso sarebbe lungo e ci porterebbe assai lontano. Vi è tutta un’ideologia che si è formata dal 1945 ad oggi e che consiste di convergenze diverse fra loro, ma unite in una posizione comune di demonizzazione maniacale di tutto il mondo precedente il 1945. Non siamo certo dei nostalgici, ma riteniamo che la nostra mente non debba avere ostacoli o tabù nella sua possibilità di ripensare tutto il passato storico, che in quanto tale si sottrae alle contingenze della politica e diventa cultura, spirito.

1. C. C. Caprino: «La diplomazia israeliana sotto scacco». – È un limpido articolo per il quale speriamo vivamente che anche il suo autore non debba attirarsi i fulmini della Nuova Inquisizione che emette sentenze di “antisemitismo”. Se saremo più numerosi, allora varrà il principio “mal comune mezzo gaudio”.

2. Richiesta anglo-francese di una commissione indipendente. – Il rapporto Goldstone apre delle breccie nella pretesa di far sorvolare gli alleati su qualunque cosa gli israeliani facciano, magari in nome della loro “sicurezza”.